Pubblicato da: miclischi | 26 novembre 2013

Una Balda Box salvata dalla pioggia di Bruxelles

Il mercato delle pulci a Bruxelles (in estate!)

Il mercato delle pulci a Bruxelles (in estate!)

Il mercato delle pulci a Bruxelles: un mercato autentico gestito da genuini svuota-cantine e svuota-soffitte e frequentato tutti i giorni da curiosi, turisti e collezionisti in cerca di piccole sorprese.

Place du jeu de balle, nel quartiere Marolles, si anima fin dal primo mattino, con qualunque tempo e in tutte le stagioni. Quindi, in inverno, i primi venditori arrivano già quando ancora fa buio , e anche i primi cercatori muniti di torcia elettrica, a rufolare nelle scatole di libri, dischi, e oggetti di tutti i tipi.

Piove spesso, a Bruxelles, e nel mercato di Place du jeu de balle sono proprio pochi i venditori che si attrezzano con un gazebo. Altri coprono con teli di fortuna la loro mercanzia quando viene giù un po’ di pioggia. Altri, semplicemente, fanno finta di niente. Quindi può capitare, anzi capita spesso, che i mobili e mobilini, le stoviglie, gli antichi album di fotografie e i vestiti si inzuppino di pioggia. E succede anche a parecchie macchine fotografiche esposte semplicemente per le terre o in qualche scatolone di cartone.

La Balda Box 6x9

La Balda Box 6×9

Durante una visita di questo autunno invernale, il caso volle che lo sguardo cadesse su una custodia in cuoio tipica delle box-camera dei primi decenni del ‘900. A volte, in questo mercato si trovano anche custodie vuote, e se non sono vuote spesso il contenuto a poco a che fare con il contenitore. Comunque, questa borsina di cuoio marcata EMM-COR Made in Belgium, fradicia di pioggia, conteneva invero una box-camera. Un po’ umidiccia, ma apparentemente protetta dallo spessore cuoioso della custodia, si rivelò essere una 6×9 senza marchi, e con le scritte attorno all’obiettivo quasi illeggibili. Lente ragionevolmente pulita (dentro e fuori), apertura agevole del dorso, otturatore funzionante. Una curiosità di questo apparecchio è la doppia finestrina rossa sul dorso, il che lascia supporre che grazie all’inserzione di una mascherina potevano essere anche scattate 16 foto in mezzo-formato (4,5×6) invece delle canoniche 8 in formato pieno (6×9). Detto fatto, fu acquistata per 10 euro.

Dettaglio delle scritte sull'obiettivo e del selettore per la messa a fuoco

Dettaglio delle scritte sull’obiettivo e del selettore per la messa a fuoco

Di ritorno a casa, una ricerca internettistica rivelò abbastanza facilmente che si tratta di una Balda, probabilmente il modello Poka II. Si scopre però, su un sito di collezionismo francese , che di questa Poka II esistono almeno due varianti, per esempio nella disposizione del lacciolo superiore (longitudinale o diagonale) e nel posizionamento della levetta che comanda il diaframma. La Balda: una casa produttrice che, come insegna Camerapedia, vendeva macchine un po’ più a buon mercato delle dirette concorrenti dell’epoca (all’inizio del ‘900). Curioso poi apprendere che questa fabbrica di Dresda rimase all’Est, ma il suo fondatore Max Baldeweg si installò nell’Ovest e creò una nuova impresa, che decenni dopo sarebbe stata la produttrice delle Minox 35.

Una piccola curiosità: il piccolo piombino marcato "BRUXELLES" attaccato al lacciolo

Una piccola curiosità: il piccolo piombino marcato “BRUXELLES 10” attaccato al lacciolo

Esistono vari modelli di box-camera 6×9 prodotti dalla Balda; si differenziano principalmente per il nome, le decorazioni del frontalino, e le possibilità di regolazioni. Questa, degli anni ’30 del ‘900, permette di scegliere due modalità di messa a fuoco, P (portrait) e infinito; e anche fra due diaframmi: il più aperto (11) e uno più chiuso, del quale però si ignora l’apertura. Inoltre c’è un selettore per istantanea o posa e anche una ingegnosa levetta che può funzionare da sicura contro gli scatti accidentali o come fermo per mantenere l’otturatore aperto per lunghe esposizioni. Subito sotto alla leva dell’otturatore c’è la filettatura per lo scatto flessibile.

Da un dépliant d'epoca

Da un dépliant d’epoca

Sia la messa a fuoco che il diaframma sono variati con l’interposizione manuale di una lente addizionale o di un diaframma più piccolo manovrando le levette sul fianco del corpo della macchina. Ci sono gli usuali mirini verticale e orizzontale (un po’ opacizzati come spesso succede con questi apparecchi vetusti), sui quali sono marcate le linee che delimitano il mezzo-formato. La scritta sull’obiettivo, si scopre su Internet, dice Universal – Doppel-Objectiv F:11, menttre la levetta per variare la messa a fuoco è inserita in una graziosa cornicetta vagamente art déco.

Accanto al Di Lupo

Accanto al Di Lupo

Scattare un rullo di prova (8 scatti) naturalmente è molto emozionante, con questa macchinetta vecchia di ottant’anni. La pellicola è una Fomapan 100 ASA sviluppata in R09 in soluzione 1+50 e lo scanner è un Epson Perfection V600 Photo.

Altri tre scatti dal primo rullo di prova.

Altri tre scatti dal primo rullo di prova.

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