Pubblicato da: miclischi | 16 novembre 2013

Pisa Book Festival 2013: l’eroismo degli editori di qualità

L'usuale appuntamento autunnale

L’usuale appuntamento autunnale

Riecco il festival del libro a Pisa. Un fine-settimana di incontri, presentazioni, ma soprattutto di gioiose escursioni fra i tanti stand di piccoli e piccolissimi editori che propongono libri fra i più vari. Dalla narrativa di giovani autori italiani contemporanei, alla letteratura straniera, saggistica per tutti i gusti, esoterismo, religione, politica d’annata (uno stand vendeva anche calamite per il frigorifero con la bandiera sovietica o quella della DDR), libri per bambini, libri d’arte… Un vero piacere passeggiare e scuriosare fra quelle infinite biblioteche immaginarie eppure a portata di mano.

Questa volta, dopo dieci anni di ingresso libero, c’era un biglietto d’ingresso, a prezzo abbastanza popolare, ma insomma. Qualche editore ha rinunciato alla partecipazione proprio per l’introduzione di questo balzello per il pubblico. Le statistiche di vendite e visitatori ci diranno chi ha ragione.

Intanto, come ogni anno, il visitatore abituale cerca i suoi editori preferiti, esplora le nuove produzioni degli autori prediletti, magari scoperti proprio qui in una delle passate edizioni.

Quest’anno niente Toilet, niente Mattioli  1885, niente Ellin Selae. E, anche fra gli editori presenti, magari non si trova il nuovo libro tanto atteso dall’autore preferito. Ma, proprio per questa dimensione umana della piccola editoria, si riesce a far due chiacchiere e a farsi consigliare (si tratta quasi sempre di consigli saggi); di qui nuove scoperte, nuovi autori da esplorare.

E così l’editore dell’Urogallo, specializzato in traduzioni di narratori di lingua portoghese, sprovvisto per il momento di nuovi libri di Luis Cardoso o Teresa Moure, consiglia lo scrittore brasiliano José Castello, che fra l’altro era proprio qui al festival per presentare il suo Ribamar e che nel suo squisito e musicalissimo portoghese ringrazia nel dedicare il libro (Para Miguel, com o abraço do José Castello). Oppure Il Foglio Letterario di Piombino, che non potendo disporre di alcuna novità del Guantini, propone La saga di Razzino di David Bee.

Il ricco bottino di quest'anno:letture per l'inverno

Il ricco bottino di quest’anno:letture per l’inverno

Ci sono poi le edizioni ben curate di Keller, le copertine strepitose (che avvolgono contenuti narrativi di grande spessore) della collana Bazar di 66th and 2nd, la cura impeccabile delle edizioni Carta Cantae innumerevoli editori, collane e libri in grado di soddisfare il lettore appassionato. Libri da sfogliare, la carta ruvida che vien voglia di accarezzare, le copertine soffici e dense con immagini straordinarie…

Ma: a fronte di tante delizie da bibliofilo, ci sono anche tanti libri dalla veste editoriale sciatta, poco curata, con impaginazioni imbarazzanti, copertine pacchianissime, caratteri (mal) scelti pare a casaccio, carta che invoglia subito a posare il volume invece di sfogliarlo… Insomma, va bene l’epoca del digitale. Ma l’arte del far libri dovrebbe poter essere aiutata dalle nuove tecnologie, non intristita!

Libri di carta prodotti da editori eroici

Libri di carta prodotti da editori eroici

Far libri è diventato facile, facilissimo ciascuno può anche auto-prodursi libri di tutti i tipi e stamparsene se vuole anche solo una copia (ad esempio con Blurb). Ma questo agio tecnologico dovrebbe non impedire la cura editoriale. Anche perché la qualità del prodotto-libro è l’unico argomento che può far fronte all’escalation del libro elettronico. L’E-book alla fine vincerà di sicuro, come si diceva tempo fa qui; tuttavia, in attesa di quel momento, per coloro che amano ancora sfogliare e leggere libri di carta è necessario continuare a produrre libri di qualità.

Trovarsi in mano un libro che pare il print-out di un file da computer  non soddisfa il bibliofilo (sono popolarissime le giustificazioni che occupano quasi tutta la pagina, quasi senza margini; per risparmiar carta?!?). Se uno proprio vuol leggerlo, quel testo, tanto vale scorrerselo sul Kindle

Ragionando proprio di questo con alcuni di questi piccoli editori, per fortuna, il visitatore sconcertato trova il conforto del professionista del libro-come-si-deve e continua, finché si può, a caricarsi di libri nei festival, nelle fiere, in libreria, ai mercatini e ovunque riesca a procurarsene. Un grande plauso a chi ci crede ancora, nel produrre libri ben fatti, e a questi editori davvero eroici.

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