Pubblicato da: miclischi | 3 agosto 2013

Beier 4,5×6: una folding Precisa

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Beier Precisa. Di questa macchinetta quasi-tascabile, stando a quanto spiegato da questo sito, sono state prodotte dalla Beier ben dieci versioni diverse. Una varietà di combinazioni di obiettivi e otturatori, e anche la possibilità, o meno, del doppio formato (6×6 e 4,5×6) a partire dal 1936. La versione qui presentata risulta essere una Precisa II, prodotta a partire dal 1950 e dotata di otturatore Binor e obiettivo Meritar 1:3,5 – f=75mm.

Una macchina quasi tascabile di grande piacere d’uso e dai risultati soddisfacenti, non fosse per qualche fiammata di luce che entra (a volte) dal basso, e alla quale si potrà ovviare in futuro con una adeguata nastratura nera stile-Lomo.

La Beier Precisa II in tutto il suo splendore

La Beier Precisa II in tutto il suo splendore

Come parecchie macchine di quell’epoca, l’inquadratura “standard” è verticale (portrait) mentre per scattare in orizzontale (landscape) bisogna ruotare la macchina di 90 gradi. Si inquadra da un mirino sportivo che si dispiega alla sommità dell’apparecchio e che induce ad ardimentosi calcoli di parallasse per foto ravvicinate. Il modello IIa, invece, aveva il mirino incorporato nel corpo macchina ed era anche dotata di telemetro.

Comunque, anche sulla Precisa II, c’è una completa gamma di regolazioni (tempo di otturazione, diaframma e distanza – minima 1 metro) e la ricarica dell’otturatore è indipendente dal trascinamento, per cui è possibile scattare esposizioni multiple sullo stesso fotogramma.

Dettaglio della lente

Dettaglio della lente

E’ possibile scattare 12 fotogrammi in formato 6×6 oppure 18 in formato 4,5×6, togliendo o posizionando una mascherina che sul piano di scorrimento della pellicola. Sul retro infatti si trovano due finestrelle per il controllo dell’avanzamento del film, e bisogna ricordarsi di utilizzare quella giusta! In questa prova si è utilizzato esclusivamente il formato 4,5×6.

La prova di questo apparecchietto fu fatta scattando in Corsica due rulli 120 di vetusta pellicola Efke R100 sviluppata con Ilford ID 11 in soluzione stock e scansionata con Epson perfection V600 photo.

I risultati sono soddisfacenti tranne per le citate docce di luce che occasionalmente infiammano la pellicola. Anche il problema della parallasse del mirino ha prodotto qualche scatto anomalo.

Tutto sommato una macchinetta da bosco e da riviera, comoda perché poco ingombrante, piacevole all’uso, e consigliata per le scampagnate.

Altre foto dall’album còrso si trovano qui.

Una prova di doppia esposizione. Peccato per la fiammata di luce

Una prova di doppia esposizione. Peccato per la fiammata di luce

Alcuni scatti dai primi rulli di prova

Alcuni scatti dai primi rulli di prova

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Responses

  1. la doppia esposizione è incredibile… ne farai la stampa vero? tipo anche una da regalarmi?!


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