Pubblicato da: miclischi | 11 luglio 2013

Un racconto marinese: elogio del disimpegno

Dario Zucchi: National Gallery of Art, Washington D.C. - 11 October 2010 - Edward Munch

Dario Zucchi: National Gallery of Art, Washington D.C. – 11 October 2010 – Edward Munch

Il fotografo Dario Zucchi, italiano d’America, va a caccia di persone. Le cerca, e le trova, soprattutto nei musei, nelle esposizioni. La personalissima e originale ricerca creativa di Zucchi sta nel collocare le persone nel contesto artistico delle opere in mostra. Per questo nella maggior parte dei casi le persone sono di spalle: perché vengono catturate mentre guardano un quadro, o una scultura, o una installazione. Si viene quindi a creare una specie di sdoppiamento fra il soggetto della fotografia (il visitatore della mostra) e il soggetto dell’opera d’arte visitata. Questo sdoppiamento, o identificazione, o equivoco, dà molta forza alle immagini di Zucchi e le veste anche di molteplici strati di lettura. Come se offrissero una terza prospettiva, oltre a quelle contenute nel quadro e nella fisicità del visitatore, che le riassume e le esalta, le confonde e le interroga, in un gioco di specchi infiniti che propongono il tema del rapporto dello spettatore con l’arte, con lo spazio, con se stesso.

Grandissimo merito, quindi, agli editor della Casa Editrice ETS di Pisa che hanno scelto un’immagine di Zucchi per la copertina di un libro nel quale si raccontano proprio gli sdoppiamenti, le immedesimazioni, gli altereghismi di due bambine poi ragazze poi donne nelle loro vite prima vicine poi lontane, a cavallo fra sogno e realtà, perse poi ritrovate, sempre in cerca di identità: Cristina BarsantiniNon perdiamoci di vista.

Una bella idea narrativa, ambientata – all’inizio e alla fine – nella malinconica atmosfera da eterna fine-stagione della cittadina balneare di Marina di Pisa; una veste editoriale e tipografica eccellente; una copertina strepitosa.

Cristina "Titty" Barsantini

Cristina “Titty” Barsantini

Eppure, questa prima prova narrativa di Cristina “Titty” Barsantini alla fine non risulta pienamente convincente. Un po’ per la scrittura incerta, un po’ per l’impianto non sempre solido della storia, e poi anche per certe affermazioni categoriche che cercano di sdoganare esperienze e scelte personalissime come pensiero universale.

Padronissimo ogni autore di raccontare la sua storia o le sue storie, prendendo a prestito persone/personaggi veri o di finzione, altereghi dall’infanzia, fatti cittadini, eccetera. Ma forse non è del tutto scontato presentare come transizione epocale, naturale, quasi ovvia, il fatto che  la protagonista della storia, dopo una fase di impegno politico e sociale, si abbandoni poi alle mollezze del disimpegno e del riflusso, insomma che questo passaggio dall’eskimo alle Timberland sia stato un normale giro di boa quasi inevitabile per tutti, come il passaggio dalle cassette al CD o dal fax all’email. Casomai non farebbe male, a chi si è dimenticato o vuole dimenticarsi di quegli anni, riascoltare una delle più belle canzoni scritte e interpretate da Claudio Lolli, Compagni a venire (dall’Albun Canzoni di rabbia del 1975).

Claudio Lolli negli anni '70

Claudio Lolli negli anni ’70

Passons. Oltre a queste vicende di vita della protagonista c’è per fortuna anche Marina di Pisa, c’è questo spettro dell’amica d’infanzia, Arabella, compagna di giochi al Bagno Gorgona, che rimane nella mente e nel cuore attraverso tutte le altalenanti fasi della vita della protagonista, fino a ricomparire, proprio alla fine, sulla scaletta del Gorgona. Ma anche questa salvezza ritrovata sul litorale dell’infanzia non riscatta la flebile trama della storia.

C’è però un fotogramma da sottolineare, che si staglia possente e deciso nel tessuto delle incerte trame intimiste del libro: c’è un’immagine di Marina di Pisa forte e viva, ma soprattutto vera: … quel paese che si distende in lunghezza come una persona sdraiata su un fianco sempre rivolta verso il mare.

 

*     *     *     *     *

Uscito nel 2013

Uscito nel 2013

Per la cronaca 1: Cristina Barsantini: Non perdiamoci di vista. Edizioni ETS, Pisa, 2013. Novantadue pagine, 10 euro.

Per la cronaca 2: Il libro è stato presentato nella splendida cornice del giardino del villone di Piazza Baleari a Marina di Pisa il 6 luglio 2013. Nell’occasione sono intervenuti: Silvia Panichi, Aldo Orsini, Paolo Ghezzi e  Betty Barsantini.  Qui ci sono alcune foto scattate nell’occasione.

Per la cronaca 3:  Titty Barsantini  si era già cimentata con temi marinesi da altre angolature: con un libro sui marinesi stanziali o emigrati di cui si era ragionato quicon una ricerca sulle interpretazioni delle incisioni di Viviani  da parte dei bambini e non solo della quale si era ragionato qui; e poi con una significativa partecipazione al libro fotografico di Nicola Ughi con didascalie di Marco Malvaldi)

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