Pubblicato da: miclischi | 20 aprile 2013

Il Pub di Roddy Doyle è un social network

Uscito nel novembre 2012

Uscito nel novembre 2012

L’idea del libro Two Pints, pubblicato nel 2012 da Roddy Doyle, era venuta all’autore irlandese proprio dai suoi incerti tentativi di creare un account e usare Facebook. Lo spiega proprio lui in questa gustosissima intervista, e anche in quest’altra, meno ingessata e parecchio più divertente.

L’idea di immaginare – e scrivere – dialoghi dalla lunghezza definita e limitata, e di mutuare i botta-e-risposta fra due “friends” nasce proprio da lì, da facebook. Eppure alla fine il risultato, un librino svelto svelto dalla carica ironica-umoristica-surreale irresistibile, diventa proprio una sorta di inno alla comunicazione diretta, fisica, personale. La scena del dialogo vero, della comunicazione vera, si sposta dalle aride pagine di internet all’ambiente casinoso ma umano del Pub, con due pinte di birra davanti.

– It’s like this place. It’s a social network as well, really.

– This kip?.

– People meet here an’ chat – LOL.

– Wha’?

– Never mind.

Dal 24 maggio 2011 (martedì) al 4 settembre 2012 (un altro martedì), sessanta conversazioni tra due conoscenti di una certa età (di uno si sa che è nonno) che si incontrano al pub. Sono brevi o brevissimi scambi di battute (quasi tutti stanno in una piccola paginetta, raramente poco di più, in un solo caso di due pagine e mezzo, quando ironizzano sulla poesia). Di cosa parlano i due amici al pub, di ginopaoliana memoria? Ragionano sugli argomenti del giorno (ogni scambio è datato in testa alla pagina), ma sempre in forma di lampi vividissimi, scambi di battute brevissime, incisivi, spesso irresistibilmente comici, a volte davvero surreali. Ci sono i fatti della politica nazionale e internazionale (con un occhio di riguardo per le relazioni anglo-irlandesi e per la Regina), la crisi dell’Euro, il calcio, le morti dei personaggi famosi nel mondo dello spettacolo, le vicende private delle rispettive famiglie, qualche amarcord dei tempi della gioventù, le Olimpiadi di Londra… Ci sono le parolacce, ci sono le espressioni dialettali tanto care al Dalla delle rondini, insomma uno straordinario piacere di lettura.

Ci sono alcuni personaggi ricorrenti, nelle conversazioni dei due bevitori di birra, e un ruolo tutto particolare spetta al Colonnello Gheddafi, (il leader libico omonimo dell’omino che vende chips-n’-fish). Where’s Lybia annyway? Gheddafi compare nel quadro di una ipotetica visita di stato in Irlanda; oppure, dopo la caduta del regime libico, mentre fa le pulizie in incognito all’aeroporto di Dublino; infine, alla notizia della sua morte (We’ll kind o’ miss him).

C’è il Comandante Schettino (They should put him in charge o’ the euro); c’è Berlusconi (Michael Jackson’s doctor); c’è l’ironia sugli attori del film d’azione Tom Cruise e Bruce Willis (Those action fillums – it doesn’t really matter who’s in them, sure it doesn’t?);  c’è il Papa:

– You told the Pope to fuck off?

– I did, yeah.

– How?

– The usual way.

– Yeh shouted? He wouldn’t have heard yeh from here.

– No, email.

– You emailed the Pope?

– I did, yeah.

– Fuckin’ hell. Did he answer?

– Not yet. (…).

Roddy Doyle racconta il suo “Two Pints”

Ci sono dei piccoli gioielli che stanno in bilico fra la poesia e l’assurdo, come l’annotazione sulle icone gay:

– (…) An’ she’s a gay icon.

– What’s a gay fuckin’ icon?

– Somethin’ all the gays like.

– Wha’? Like chicken curry?

oppure l’imprevedibile comparsa, come dal nulla, di una riflessione sull’architettura del teatro d’Opera di Sidney:

– It’s the Opera House, yeah?

– Think so.

– The roof, like. Is it an accident or it is meant to be like tha’?

– How could it be a fuckin’ accident?

– Well, it’s opera. That’s wha’ goes on in there. Opera. Singin’, like. So you’d have Pavarotti, singing the World Cup song an’ tha’ – full blast. And other opera cunts as well. Belting it out. All fuckin’ day. So I thought maybe it’d do structural damage. The vibrations, like – eventually.

– No.

– Yeh don’t think?

– No. I know what yeh mean, but I’d say they wanted it like tha’. Deliberately fucked up an’ stupid-lookin’.

Sydney Opera House

Sydney Opera House

 

Roddy Doyle: Two Pints. Edizioni Jonahan Cape, Londra, 2012. 90 pagine, 6,99 Euro.  In attesa dell’edizione in italiano, l’edizione originale si puòò ordinare qui.

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Responses

  1. mitico roddy doyle
    non l’avevo mai né visto né sentito parlare
    mi piace ancora di più
    il suo accento irlandese è fantastico
    insomma
    lo amo

  2. […] nel giro di poche settimane di letture, questo, dopo quello di Roddy Doyle di cui si ragionava qui, è il secondo romanzo nel quale compare, fra i personaggi minori, anche il Capitano Schettino. Il […]

  3. […] fitto-fitto al pub, che sembra uno sviluppo a dismisura delle tematiche così ben descritte in Two Pints). Ci sono la moglie e i figli, i colleghi di lavoro, gli amici, il fratello assente da tempo con il […]


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