Pubblicato da: miclischi | 27 gennaio 2013

Il giorno imperfetto di Clara, traduttrice, madre, single

giornatadeglialberiù

Teresa Moure racconta una giornata di Clara

Inizia alle 7:18, questa giornata di Clara: pochi minuti di smarrimento nel letto prima che cominci la giostra della vestizione dei tre bambini, la colazione,  l’accompagnamento a scuola, il ritorno a casa, le faccende domestiche, il lavoro, il pomeriggio in piscina coi bimbi, il ritorno a casa, la ripresa del lavoro, la sera, la notte…

I brevi capitoli di questo ammirevole libro di Teresa Moure sono scanditi da tempi precisissimi, che si immaginano letti sul display di una sveglia, o di un cruscotto di automobile, sull’insegna di una farmacia o sul digitale da polso. Dalle 7:18 alle 7:15 del mattino successivo.

La giornata degli alberi è una storia di ordinaria quotidianità raccontata attraverso la vita difficile di una donna lavoratrice, madre di tre bambini avuti da padri diversi, passionale, single. Quotidianità fatta di impegni, imprevisti, grane, doveri, ma anche piaceri, il tutto condito dalla presenza ingombrante di una storia di infanzia violenta, sempre in agguato con i suoi fantasmi.

Non si perde quasi mai d’animo, Clara. Fa quel che va fatto con grazia, possibilmente con amore: che si tratti di non innervosirsi mentre il figlioletto rifiuta di mettere le scarpe, o di navigare con passione fra le pieghe delle frasi tedesche che sta traducendo in gallego.

Rifiuta l’arroganza, aborre i soprusi del machismo imperante, risponde a tono a un automobilista maleducato e tiene testa al datore di lavoro-padrone presuntuoso.

L'autrice, Teresa Moure

L’autrice, Teresa Moure

Non si sente speciale, o diversa o anticonformista, Clara. Si sente necessariamente impegnata nelle sue tante occupazioni, si sente precisa e decisa nelle sue prese di posizione (quando la sorella la informa che il padre è in ospedale in fin di vita, chiude la telefonata dicendo: Non m’importa niente di quello che vi succede), si sente una madre attenta e amorevole, e anche una traduttrice coscienziosa.

La traduzione dal tedesco di Humboldt le occupa la mente tutto il giorno, condiziona i suoi pensieri, il suo linguaggio, il suo modo di fare. Anzi, sembra proprio che il mestiere stesso di traduttrice le sia cucito addosso in ogni momento, e la possibilità di destreggiarsi (o di interrogarsi) in lingue diverse rappresenta una delle tante sfaccettature della sua vita complessa.

(…) tradurre è come vivere: per questo il problema non è nella parola che non conosci, ma nel terrore che produce la scoperta di parole mai sentite, impossibili da spogliare, da abbracciare. Chi traduce sgroviglia la matassa e scopre il tesoro che viene nascosto lì al centro solo se riesce a metterlo in un’altra matassa.

a-xeira-das-arbores-premio-loureiro-rey-2004-9788478244577

L’edizione in gallego

Ha delle amiche, Clara, dei rari e sfuggenti amanti occasionali, una sorella con cui non va d’accordo, e soffre di dermatite alle mani. Ma nella sua esistenza complicata non manca mai di soffermarsi sulla bellezza, di trovare pretesti per esprimere la propria amorevolezza. Nel corposo capitolo delle 19:00 (bis), un piccolo racconto nel racconto: Clara si trova nello spogliatoio delle “donne” della piscina. Si sofferma sulle ragazze, sulle donne adulte e mature, sulle loro chiacchiere, i modi di fare, gli atteggiamenti, i riti; scopre la bellezza in un trio di donne che ricordano le Tre età di Klimt e ci si sofferma…

Una lettura molto appagante, sciolta e complessa al tempo stesso, ma anche un invito alla riflessione sulle tante possibilità nascoste fra le tante vite che è possibile vivere, o scegliere di vivere. Clara si è scelta una vita molto complicata. Eppure non si rimane, alla fine del libro, con la sensazione che abbia fatto scelte sbagliate o incaute. Al contrario: si rimane soprattutto con l’impressione che la vita di Clara rappresenti una sorta di manifesto dell’onestà.

(…) la paura non è un timore cosciente, allora sarebbe prudenza, è un timore incosciente: paura che entrino i folletti e mi spostino i sogni disseminando nella coscienza l’insicurezza per tutte le cose terribili che mi possono accadere, per tutti gli errori che posso commettere. La paura è qualcosa di infantile, qualcosa che presumo si impari prima della tecnica di come allacciarsi le scarpe.

Per la cronaca 1Teresa Moure: La giornata degli alberi. Edizioni dell’Urogallo, collana Galaica, 2009. Traduzione di Alessandra Nicolò, revisione di Maria Valeria Salinas Soria. 152 pagine, 13 Euro. Sul sito dell’editore è possibile leggere o scaricare un estratto del libro.

Per la cronaca 2: Le Edizioni dell’Urogallo pubblicano in veste impeccabile, tra l’altro, narrativa di lingua portoghese e gallega. Ci si era soffermati tempo fa, qui, su un romanzo di Luís Cardoso.

Annunci

Responses

  1. […] di narratori di lingua portoghese, sprovvisto per il momento di nuovi libri di Luis Cardoso o Teresa Moure, consiglia lo scrittore brasiliano José Castello, che fra l’altro era proprio qui al […]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: