Pubblicato da: miclischi | 15 gennaio 2013

Baldinette: una piccola macchina per grandi soddisfazioni

Divisa fra Est e Ovest dopo la seconda guerra

Divisa fra Est e Ovest dopo la seconda guerra

Nel piccolo universo delle imprese fotografiche tedesche che dopo la guerra si sono trovate a sdoppiarsi fra l’Est e l”Ovest c’è anche la Balda di Dresda. Fra i modelli occidentali 35 mm del dopoguerra c’è la Baldinette.  Una ultracompatta folding bella pesante che produce fotografie di tutto rispetto anche all’età di oltre sess’antanni.

Una macchinetta che colpisce per la precisione delle finiture e per l’efficienza dei movimenti meccanici. Fin dall’apertura del frontalino, con un possente scatto a molla, si ha l’impressione di avere fra le mani un apparecchio serio. Poi si nota la ricchezza di comandi e regolazioni che costellano l’obiettivo e ci si prepara a scattare un paio di rulli di prova.

L’obiettivo è uno Schneider Kreutznach Radionar 50 mm 2.9 montato su otturatore Prontor-SV con tempi da 1 sec. a 1/300 +B. La scala delle distanze (a seconda dei modelli si può trovare la scala in metri o in piedi) parte da 1.2 metri. C’è anche il contatto per il flash X/M e – in teoria – l’autoscatto (in teoria perché su due diversi apparecchi non è risultato funzionante). Curiosamente, invece, manca l’innesto per lo scatto flessibile. L’otturatore deve essere armato prima di ogni scatto da apposita levetta, ed anche il riavvolgimento deve essere “autorizzato” prima di ogni ricarica tramite un pulsante sul fondello.

La leatherette della Baldinette

La leatherette della Baldinette

Il primo approccio con la Baldinette non è facile: soprattutto lo sblocco dello scatto/riavvolgimenti sul fondello deve essere ben capito prima di avventurarsi nello scattare qualche foto. Fortunatamente c’è il manuale scaricabile in pdf dal meritorio sito Butkus.

Obiettivo Schneider

Obiettivo Schneider

Una volta fatta la mano alla sequenza di  impostazione dei valori di esposizione e della distanza, dello sblocco dello scatto e del caricamento dell’otturatore  si riesce a scattare con un qualche agio. Il mirino, abbastanza sottodimensionato, mostrerà all’atto pratico anche una qualche problematica di parallasse.

Ma alla fine il piacere di maneggiare questo piccolo gioiello prevale  sulla   macchinosità  delle operazioni necessarie per fare qualche scatto.

Le fotografie qui presentate fanno parte di due serie: la prima scattata in Sicilia nell’estate del 2012 usando una pellicola Fuji Acros 100 sviluppata in Ilford ID 11 stock (comprendente anche i due ritratti); la seconda serie è stata scattata con un vecchio Ilford FP4 pluriscaduto, e sviluppato nello stesso sviluppo. In entrambi i casi è stato usato uno scanner Epson Perfection V600 Photo.

L’album siciliano si trova qui, mentre quello boccadarnesco si trova qui.

La Baldinette in tuttto il suo splendore

La Baldinette in tuttto il suo splendore

Con la Baldinette in Sicilia

Con la Baldinette in Sicilia

Funziona bene anche per i ritratti

Funziona bene anche per i ritratti

A Boccadarno con la Baldinette

A Boccadarno con la Baldinette

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Responses

  1. ma come è bellina!!!!!!! ed anco gli scatti..


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