Pubblicato da: miclischi | 11 gennaio 2013

Carmine Abate: quattro generazioni sulla collina del vento

Carmine Abate legge La collina del vento a Pisa, Settembre 2012

Carmine Abate legge La collina del vento a Pisa, Settembre 2012

Leggere Carmine Abate dopo averlo visto un paio di volte declamare alcuni brani dei suoi libri fa tutto un altro effetto. Sembra di assaporare la sua prosa sciolta e profonda come attraverso il suo entusiasmo quasi bambinesco; sembra di vedere i luoghi da lui descritti con quegli occhi sempre pieni di meraviglia e stupore; sembra di entrare a far parte di quella bizzarra schiera di personaggi gesticolanti e straordinari che affollano le sue storie.

La collina del Vento, uscito nel 2012 da Mondadori, e vincitore del Premio Campiello dello stesso anno, consacra Abate come scrittore amato dal grande pubblico, e consolida le convinzioni di chi lo seguiva da anni, quando ancora non svettava nelle classifiche delle vendite librarie.

Carmine Abate firma una copia del suo libro

Carmine Abate firma una copia del suo libro

Calabria. Una storia che abbraccia un secolo, dagli inizi del ‘900 all’alba del XXI secolo (la prima guerra mondiale, l’avvento del Fascismo e la seconda guerra, poi la liberazione, la ricostruzione, l’alfabetizzazione, fino al degrado del territorio in anni più recenti). A far da basso continuo: la lotta costante e quasi animalesca del più debole contro il più forte, del giusto contro il disonesto, del povero contro il ricco prepotente, del saggio contro l’ignorante presuntuoso. Un affresco sociale lungo un secolo.

Una famiglia: avi, nonni, genitori, figli, un pronipote in arrivo. Siamo sullo Jonio, non lontano da Punta Alice, la zona di produzione del Cirò, per intendersi. E le vicende che si srotolano generazione dopo generazione sono tutte radicate in quella terra, in quella collina che si affaccia sul mare. Ma in quella stessa terra sono anche radicate le memorie – e le tracce – del passato remoto; quando lì sorgevano le colonie e i templi della Magna Grecia (nel romanzo un bimbetto, credendo di correggere il dialetto per esprimersi bene in italiano pronuncia Mangia Grecia).

Salvatore Settis presenta il libro di Carmine Abate a Pisa, Settembre 2012

Salvatore Settis presenta il libro di Carmine Abate a Pisa, Settembre 2012

Le ricerche e gli scavi, i mitici personaggi-archeologi di una volta, sono parte integrante della storia, dal primo incontro con Paolo Orsi, giù giù attraverso le vicende del senatore della repubblica Umberto Zanotti-Bianco fino a una new entry nella famiglia, anch’essa archeologa. Ma forse l’archeologia non ha quella preponderanza che lasciava supporre la presentazione fatta a Pisa da Salvatore Settis. L’archeologia, la ricerca delle radici, non è altro che una delle tante facce del tema eminentemente abatiano del senso di appartenenza.

E lo scavo materiale si fa simbolo dello scavare dentro di sé, dentro la Storia:

… Scavavo e ricomponevo gli ultimi tasselli di questa storia; scavavo e sotto i miei occhi scorrevano i fatti che avevano sconvolto la mia adolescenza; scavavo e e rivivevo l’esplosione di felicità quando Simona mi aveva annunciato che aspettavamo un figlio; scavavo e di nuovo mi perdevo nei meandri più bui della collina…

Premio Campiello 2012

Premio Campiello 2012

Vero protagonista di questa storia è il rapporto sensuale e fortissimo fra questa gente raccontata da Abate e la sua terra. Il suo territorio, le sue piante, le sue valli e le sue pietraie,  i fiori, il bosco, la vigna, l’olivo, le pendici scoscese della collina del vento. Tutte le vicende e tutti i personaggi ruotano attorno a questo indissolubile e quasi sacro rapporto d’amore con il territorio. Per questo – con intensa lievità – l’autore sposta gradatamente l’attenzione dalle lotte sociali per la terra e il lavoro alle tragedie attualissime del degrado ambientale, della violenza sul territorio, dei poteri malavitosi che spostano la propria attenzione su temi apparentemente innocui come la diffusione delle energie alternative o lo sviluppo del turismo.

Una lettura appassionante, coinvolgente, intensa e fluida. Personaggi dalla fortissima caratterizzazione che diventano fin da subito figure familiari; gioie, lutti, angosce e corrucci dei membri della famiglia Arcuri che diventano sentimenti  vissuti in prima persona dal lettore.  Una grande conferma per un grande autore.

Per la cronaca 1: Carmine Abate: La collina del Vento – Mondadori, 2012. 264 pagine, 17,50 Euro.

Per la cronaca 2: del romanzo Tra due mari si era ragionato tempo addietro qui. Della raccolta Vivere per addizione – e altri viaggi si era ragionato qui.

Per la cronaca 3: Un album fotografico sulla presentazione del libro a Pisa si trova qui.

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