Pubblicato da: miclischi | 21 dicembre 2012

Edward Weston visto da Charis Wilson: amore e fotografia

Charis Wilson era più alta di Edward Weston, ma il fotografo li fece posare pretendendo altrimenti

Charis Wilson era più alta di Edward Weston, ma il fotografo William Holgers li fece posare pretendendo altrimenti

E’ un mistero: perché uno dei libri più significativi sulla fotografia del ‘900 risulta esaurito e si può trovare solo scuriosando sui siti internet che spacciano libri usati?

Libri sulla fotografia, libri sui fotografi, biografie, resoconti di spedizioni fotografiche… quanti se ne saranno letti? Eppure questo li batte tutti per freschezza della narrazione, piacevolezza di lettura, precisione delle ricostruzioni storiche, ricchezza di riferimenti a luoghi, persone, situazioni, avvincenza della storia straordinaria narrata in prima persona. Si tratta del libro scritto da Charis Wilson con la collaborazione di Wendy Madar dal titolo Through Another Lens – My Years With Edward Weston.

La storia di Edward Weston si sovrappone alla storia della fotografia americana del ‘900. Dai suoi primi contatti con Stieglitz, all’esplorazione dei paesaggi naturali e industriali degli Stati Uniti, al periodo messicano con Tina Modotti, per approdare infine in California a lavorare come ritrattista da studio. Lì, l’incontro con Charis Wilson, di trent’anni più giovane, e l’unione durata oltre un decennio. Un periodo nel quale, per ammissione stessa del fotografo, produsse i suoi lavori più importanti (sono di quel periodo i due viaggi finanziati dalla Fondazione Guggenheim, la spedizione in lungo e in largo per gli Stati Uniti a scattare foto per l’edizione illustrata di Leaves of Grass di Walt Whitman, il sodalizio con Ansel Adams, le foto dei peperoni, le riprese sulle dune e lungo la costa…).

Charis Wilson novantenne con una foto che Weston le scattò negli ani '30

Charis Wilson novantenne mostra una foto che Weston le scattò negli anni ’30

Quando Charis Wilson scrisse questo libro aveva già oltre ottant’anni, e Edward Weston era già morto da quaranta. Eppure, leggendo la sua prosa fluida e freschissima, traspare da quelle righe l’entusiasmo degli anni che sono minuziosamente raccontati. Aveva solo 19 anni, Charis,  quando incontrò Weston a un concerto, e trenta quando si lasciarono. A leggere oggi la storia di questa coppia di anticonformisti, si fa quasi fatica a collocare così indietro nel tempo le vicende narrate. Potrebbe trattarsi degli anni ’70, invece che degli anni ’30 del  Novecento… La descrizione dei loro viaggi (Weston non guidava la macchina e quindi Charis gli faceva anche da autista) non suona poi così diversa dal resoconto di un viaggio in autostop di epoca Belushiana. Eppure, inseme a quella spensieratezza così ben conservata nella memoria di Charis (anche nelle interviste che, novantenne, rilasciò ai realizzatori del documentario Eloquent Nude) risulta sempre molto presente anche l’impegno faticoso e serissimo del lavoro del fotografo (che ha sempre e solo usato macchine di grande formato per realizzare esclusivamente stampe a contatto), accompagnato dal ruolo che a poco a poco la sua compagna di vita si ritagliò: scriveva i testi che accompagnavano i reportage fotografici, intratteneva la corrispondenza con i clienti e gli editori… a poco a poco si venne a creare una complementarietà quasi perfetta.

Edward il fotografo. Ma qual era la posizione di Charis nei confronti della fotografia (a parte fare la modella – a quanto pare oltre la metà dei nudi realizzati da Weston raffigurano proprio lei)? Lo racconta lei stessa, nel capitolo 16 del libro: il marito le aveva offerto più volte di insegnarle, ma lei aveva rifiutato d’istinto. Poi, dopo anni di vita e di viaggi insieme a Weston, le apparve chiaro che il fattore limitante per lei sarebbe stata proprio l’immediatezza della decisione di scattare o non scattare una foto: da scrittrice e pittrice, per lei l’atto creativo era strettamente legato alla riconsiderazione e revisione di quanto realizzato. Decidere di scattare in un attimo e sapere che quello sarà il prodotto finito (tranne poi intossicarsi in camera oscura con i prodotti chimici) non era cosa per lei.

My Little Gray Home in the West (1943): l'unica foto di Weston analizzata in dettaglio da Charis Wilson

My Little Gray Home in the West (1943): l’unica foto di Weston analizzata in dettaglio da Charis Wilson

Quando la storia di Edward e Charis finisce, questo fatto ineluttabile lascia il lettore tanto incredulo quanto sorpresi rimasero gli amici della coppia quando si sparse la notizia. Eppure, questa frattura dolorosa fu vissuta dalla coppia con l’usuale onestà e leggerezza che aveva caratterizzato tutta la loro vita in comune. Si sofferma un po’, Charis Wilson, soltanto su una fotografia in particolare  fra le innumerevoli scattate dal marito, per cercarvi un significato simbolico, proprio lei che si era sempre opposta a quanti avessero ricercato quell’approccio nel lavoro westoniano. Si tratta di My Little Gray Home in the West. Quella foto, assolutamente costruita, ritrae la casetta californiana della coppia: Charis nuda sugli scalini davanti alla porta, si copre parzialmente con la targa dello studio di Weston a Carmel: il fratello di lei, Leon, suona il flauto dolce affacciato alla finestra. “Come Eva che sta per essere cacciata dal paradiso terrestre…”.

Quella fotografia si caratterizza anche per un altro particolare: come sottolinea ironicamente Charis Wilson, nell’ultima fase della loro vita in comune, Weston iniziò a sbizzarissi con i titoli: prima di allora, ogni nudo veniva intitolato Nudo, ogni foto di conchiglia Conchiglia, le foto di alberi venivano intitolate con il nome dell’albero, le foto degli oggetti con il nome dell’oggetto.

Pubblicato nel 1998 e oggi fuori catalogo

Pubblicato nel 1998 e oggi fuori catalogo

Si legge lentamente, questo monumento alla vita e alla fotografia di Edward Weston, per godersi la qualità della scrittura raffinata della coppia Wilson/Madar e per non arrivare troppo presto alla fine. Non ci si separa volentieri da questa lettura, perché è una miscela pienamente riuscita di racconto, descrizione di tecnica fotografica, rievocazione di rapporti gioiosi o complicati con innumerevoli amici, clienti, colleghi, curatori, etc.;  descrizione dell’America degli anni 30 e fino a Pearl Harbor e la seconda guerra mondiale, ripercorrere le tante piccole  grandi occupazioni di Charis Wilson in tutte le fasi della sua vita (compresi i turni di avvistamento antiaereo sulle coste del Pacifico) , succedersi dei numerosi gatti che affollavano la “Little Grey Home”…

“Questo è il vero Edward Weston”; così sembra dire (o meglio: lo dice proprio esplicitamente) Charis Wilson. Questo, e non quello dei Diari Messicani e Californiani o delle sue biografie. E il ritratto di questo uomo mite ma deciso, pignolo ma accomodante, è davvero convincente. C’è davvero da crederci, che il vero Edward Weston sia stato proprio quello conosciuto e così vividamente ricordato da Charis Wilson. Una storia molto coinvolgente, un libro straordinario.

Floating Nude, una delle numerosissime riproduzioni di cui è corredato il libro di Charis Wilson

“Floating Nude” del 1939, una delle numerosissime riproduzioni di cui è corredato il libro di Charis Wilson

Saguaro, 1941, una delle immagini esposte a Modena

Saguaro, 1941, una delle immagini esposte a Modena

Per la cronaca 1: Una ricchissima retrospettiva di Edward Weston è stata splendidamente allestita alla fine del 2012 dalla Fondazione Fotografia di Modena.

Per la cronaca 2: Il New York Times pubblicò questa recensione all’uscita del libro nel 1998.

Per la cronaca 3: Nel periodo del dopo-Charis, quando già Weston iniziava a soffrire del morbo di Parkinson, Willard Van Dyke girò un film dal titolo The Photographer (1948), nel quale ci sono anche straordinarie sequenze di Weston al lavoro in camera oscura.

Per la cronaca 4: Un breve documentario su Weston dal titolo Peppers and Nudes mostra dei dettagli della casa di legno nella quale visse con Caris Wilson, e la ripresa si sofferma anche sullo scaffale dei libri con il bigliettino scritto a mano (citato anche nel libro) che recita: Non presto libri agli amici. Non voglio perdere i miei libri, e neanche gli amici.

Per la cronaca 5: La foto di copertina fu scattata da Bill Holgers, uno degli allievi fotografi  che parteciparono all’unico workshop di fotografia tenuto congiuntamente da Edward Weston e Ansel Adams nel Parco Nazionale di Yosemite. Secondo il racconto di Charis Wilson, l’espressione “of mild amusement” di Edward derivava proprio dalla richiesta che gli allievi fecero alla coppia, durante una sessione di fotoritratti, che si sistemassero affinché Charis non risultasse più alta del marito.

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Responses

  1. “Poi, dopo anni di vita e di viaggi insieme a Weston, le apparve chiaro che il fattore limitante per lei sarebbe stata proprio l’immediatezza della decisione di scattare o non scattare una foto: da scrittrice e pittrice, per lei l’atto creativo era strettamente legato alla riconsiderazione e revisione di quanto realizzato.” vediii???? quando mi dici sbrigati!!!


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