Pubblicato da: miclischi | 5 ottobre 2012

Agfa Isolette: una macchina, due formati

Agfa Isolette, una macchinetta versatile

C’è chi ama il formato quadrato e chi no. Ma certe volte l’inquadratura 6×6 si presta particolarmente alla ripresa. Allora un onest’uomo di fotografo che non si vuole sovraccaricare di apparecchi 120 pesantucci, che fa? Semplice, si porta dietro la formidabile Agfa Isolette! Questa folding 120 ha adottato, nel suo primo modello prodotto dal 1938 al 1942, un meccanismo semplice ma ingegnoso che permette di decidere il formato (6×6 oppure 4.5×6) al momento di caricare la pellicola.

Non siamo alla raffinatezza della vecchia box camera Certo Box degli anni ’30 del ‘900, che permetteva di scegliere il formato 6×9 o 4.5×6 anche dopo aver inserito la pellicola 120, semplicemente ruotando una manopola che posiziona una mascherina davanti al piano-pellicola, ma certo quello della Isolette è un sistema davvero ingegnoso.

Le persianine nelle due posizioni 6×6 e 4.5×6 (si nota a destra l’estrazione del rullo che permette di alloggiare la persianina aperta)

In pratica ci sono due persianine che si possono sistemare in posizione aperta (vanno a sistemarsi negli alloggiamenti dei rulli della pellicola) oppure chiusa (e vanno a mascherare il quadratone 6×6 trasformandolo, appunto, in un rettangolo 4.5×6). Una levetta accanto al mirino permette di variare il campo visivo del mirino stesso, in modo da poter adeguare la visuale al formato della pellicola.

Per il resto, una macchinetta maneggevole e pratica, con una notevole scelta di tempi di otturazione (da 1 secondo a 1/175 + B e T), obiettivo Apotar 85 mm con diaframmi da 4.5 a 32 e la ghiera della messa a fuoco progressiva con distanza minima 1 metro. C’è il caricatore dell’otturatore da armare prima di ogni scatto e addirittura anche l’autoscatto! Insomma, una macchina davvero versatile per tutte le occasioni.

Per l’avanzamento della pellicola, naturalmente  ci sono due feritoie rosse sul dorso della macchina, una delle due (quella in posizione centrale) è marcata 6×6, l’altra, che corrisponde alla parte alta della striscia di carta sul rullo 120, segna le pose del formato 4.5×6. A seconda del formato selezionato si possono ottenere rispettivamente 12 oppure 16 scatti.

E’ viva la torre di Pisa

Alla prova pratica la Isolette si è mostrata all’altezza delle aspettative (ancorché utilizzata solo nella modalità 4.5×6). Ergonomia abbastanza scarsa, come nelle macchine di quell’epoca, ma dopo un po’ si fa l’abitudine ai comandi sull’obiettivo e alla presa sulla macchina.

La foto della Torre di Pisa è stata scattata con FOMA 100 sviluppato in Fomadon R09 in soluzione 1+50, mentre le altre con Ilford ID11 e ID11 stock. In entrambi i casi lo scanner è un Epson Perfection V600 Photo.

Molte possibilità di scelta

 

 

 

 

Per la cronaca 1: Una panoramica sulle varie versioni della Isolette si trova qui. E’ interessante notare che la possibilità di usare due formati sulla pellicola 120 era previsto solo nella prima versione della fine degli anni ’30.

Per la cronaca 2: un manuale di istruzioni per una versione simile ma successiva della isolette si trova qui.

Pubblicità delle pellicole Agfa all’interno del dorso. Si notano le due feritoie rosse per i due formati.

A Montevaso

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