Pubblicato da: miclischi | 17 agosto 2012

Estate 2012: sei letture al mare

Un musicista solo e infelice

Jean Echenoz: Ravel. Gli ultimi dieci anni di vita di Maurice Ravel. A partire dal grand tour negli Stati Uniti, passando per il lampo ironico del Bolero e per la febbrile composizione del Concerto per la mano sinistra e del Concerto in sol, per approdare al deperimento mentale e fisico del compositore e infine alla sua morte.  Un musicista per lo più solo ed infelice. A volte ironico al limite del caustico. Così lo dipinge Echenoz, nell’usuale elegantissima veste delle Editions de Minuit,  non senza costellare la sua storia di nomi (Faulkner, Conrad, Gerry Mulligan) come pietre miliari per scandire il tempo di una storia nella quale, invece, non compare neanche una data. L’edizione italiana si trova qui.

Jean-Michel Guenassia: Le Club des Incorrigibles OptimistesUn romanzo kessesliano pieno zeppo di personaggi kesseliani; anzi, c’è anche lui, proprio Joseph Kessel, fra i personaggi.

Parigi prima del ’68

Dopo un prologo del 1980 comincia il lungo flash-back ricco di salti temporali decisamente filmici: è il racconto di cinque anni di vita dell’adolescente Michel (dal 1959 al 1964, dai 12 ai 17 anni) che fugge dalla propria famiglia sfasciata. E dove altro rifugiarsi se non in un gruppo sbrindellato di fuoriusciti e fuggitivi dall’URSS e da altri paesi dell’est? Rifugiato fra i rifugiati. Il gioco degli scacchi, il biliardino, il cinema, i libri, la poesia, l’arte e la fotografia. A far da contorno: il quartiere latino, le sue vie, i suoi bistrot, i suoi negozietti. Pare ci abbia messo sei anni, l’autore, a scrivere questo libro. Eppure quelle settecento pagine ricche di emozioni e di colpi di scena se ne vanno via velocissime. Piene di episodi eroici (in senso kesseliano), di ambientazioni urbane, di riflessioni sul comunismo, sulla famiglia, sull’amore. Un grande affresco pieno di umanità. In copertina, naturalmente, Cartier-Bresson.

Qui c’è un video con la presentazione del libro e un’intervista all’autore. L’edizione italiana è qui.

Cinque donne in cerca

J. M. G. Le ClézioPrintemps et autres saisonsCinque storie, due lunghe (la prima e l’ultima) e tre corte. Dopo l’infanzia di Mondo…, ecco l’adolescenza e l’età adulta. Cinque donne/bambine sempre in ambientazioni multi-etniche, con frequentissimi ammiccamenti all’Africa e una domanda che rimane senza risposta: è possibile un dialogo profondo fra le diverse culture?  Lettura appagante nonostante la tragedia che sempre incombe. L’ultima storia, La saison des pluies, nel suo rimbalzare fra l’Africa e l’Europa, ha quasi la potenza d’una epopea sudamericana.

Anni ’80 a Mesagne

Cosimo LopalcoTutto a posto tranne meAncora il biliardino, ma dalla Parigi degli anni ’60 si passa a Mesagne, nella campagna brindisina degli anni ’80. Esistenze trascinate di post-adolescenti che non riescono a crescere. Stretti fra le tragedie di piccole e grandi criminalità da una parte, e un futuro ignoto e improbabile dall’altra. Famiglia, amici, campagna… Un campionario d’umanità davvero efficace. Un racconto onesto, piano e coinvolgente, questo dell’esordiente Lopalco. E viene subito da chiedersi (da chiedergli!) dopo la fine del libro se un domani, magari, per favore continuasse a raccontare il resto della storia… Qui c’è un curioso video promozionale del libro.

 

Come avebbe potuto essere

  Philip RothIl complotto contro l’America (The Plot against America)Veridicissimo, tremendo, preciso, circostanziato. Un romanzo quasi-storico ambientato negli USA all’inizio della seconda guerra mondiale. Come avrebbe potuto cambiare la storia, e come avrebbe potutocambiare il mondo, se davvero Charles Lindbergh fosse diventato Presidente degli Stati Uniti  (nel poscritto a beneficio del lettore, l’autore riepiloga molto opportunamente i fatti storici, per riportare un po’ d’ordine fra i fatti narrati e i fatti realmente accaduti). Un attualissimo ammonimento (sono tuttora tantissime le occasioni per bruschi cambiamenti di rotta nei popoli, nei governi, nella storia)  a non abbassare mai la guardia contro tutti i fascismi in tutte le parti del mondo.

Cinico e misantropo

Michel HouellebecqLa carte et le territoireDue esistenze al limite della non-vita. Due persone che si sfiorano a dispetto delle proprie misantropie: un artista (fotografo e pittore) e uno scrittore, anzi, lo scrittore, nel senso dell’autore del libro. Solitudini, elucubrazioni ciniche, rigetto delle relazioni umane. Il tutto con forti note ironiche sul mondo dell’arte, sul mercato dell’arte, sulla smania dei soldi, sulla filosofia e sull’architettura. Le difficili storie familiari fanno da contorno a questa quasi-amicizia improbabile. Poi, d’improvviso, si innesta nella vicenda un sorprendente racconto poliziesco con ambientazioni alla Maigret. Alla fine, un lungo epilogo sul senso stesso della vita. Complesso, arzigogolato, godibilissimo nonostante questa percussiva necessità dell’autore di ribadire sempre e comunque il suo sdegno verso tutto e tutti che rischia sempre di sconfinare in uno snobismo insopportabile. Ma prevale, su tutto, la scrittura di grande qualità.  Non per niente, dopo tutto, ha vinto il Goncourt 2010.

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Responses

  1. […] col romanzo d’esordio sugli ottimisti incorreggibili (se ne era ragionato tempo addietro qui), lo scrittore francese Jean-Michel Guenassia torna a catturare gli appassionati della grande […]

  2. […] Per la cronaca 2: Del romanzo di Echenoz dedicato a Ravel si era ragionato tempo fa qui. […]

  3. […] con  alcune poesie di Michel Houellebecq (Premio Goncourt 2010, con il romanzo di cui si ragionò qui) musicate e cantate da Jean-Louis […]

  4. […] la cronaca 2: Dei precedenti romanzi si era ragionato qui ( Le Club des Incorrigibles Optimistes) e qui (La Vie rêvée d’Ernesto […]


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