Pubblicato da: miclischi | 4 giugno 2012

Leggere François Cheng ripensando al Cippi

L’autore

François Cheng, cinese, classe 1929, è stato il primo letterato orientale ammesso alla Académie Française. In Francia ci arrivò con una borsa di studio nel 1949, e da  allora ha progressivamente imparato a usare, dominare ed amare la lingua francese, e a farne strumento della propria creatività, come spiega esaurientemente nel toccante discorso ufficiale che pronuncia all’Accademia nel giugno del 2003, al momento del suo insediamento.

Fra le numerose opere di Cheng si trovano saggi sull’arte letteraria e figurativa cinese, poesia, traduzione, infine il romanzo. Poi, nel 2012, questa stupefacente opera anomala: Quando le anime erranti ritornano un Dramma a tre voci con coro, come recita il sotto titolo.

Il coro narra, interlude, allude; i tre personaggi raccontano e si raccontano. In un placido vorticare di storia, filosofia, poesia, musica, narrazione fantastica, epica militare, trattazione sui sentimenti più elevati – e sulle atrocità – di cui è capace l’essere umano.

Uscito in Francia nell’aprile 2012

Si sentono quieti mormorii di ruscelli che scorrono fra l’erba, nelle righe di questo racconto che pare proprio raccontato da voci narranti; si sentono i clangori delle armi che si affrontano in battaglia; gli odori del vino versato e del sangue; le parole d’amore sussurrate con ritegno dai tre personaggi – un guerriero – una donna di superiore sensibilità – un musicista; ma si ritrovano anche, in queste pagine, le ambientazioni delle traduzioni che Cippi Pitschen fece dei classici cinesi durante le sue lunghe navigazioni oceaniche. La sua rivisitazione di quelle sentenze solenni – eppur semplici – che seppe trasfigurare nelle sue traduzioni, le rese godibilissime anche a noi poveri ignoranti della cultura, e soprattutto della lingua, della Cina antica.

E, leggendo, ritornano alla mente le serate ad ascoltarlo, il Cippi, col bicchiere di vino rosso davanti (gran personaggio anche lui, il vino, nel dramma di Cheng), mentre parlava magari proprio della Cina. O di argomenti eminentemente chenghiani, come l’amicizia, l’amore, l’animo umano e i suoi infiniti misteri.  O le sue foto cinesi, immagini di delicati equilibri architettonici, o di visi – infiniti visi – della gente per strada.

Libro enigmatico, lieve eppur densissimo, questo Dramma di François Cheng. E quel suo scrivere con placida tranquillità e quel suo forte potere evocativo ne fanno una delle letture più azzeccate di questa primavera 2012.

François Cheng: Quand reviennent les âmes errantes : Drame à trois voix avec choeur. Edizioni Albin Michel, Aprile 2012. 160 pagine, 14 Euro.

Per la cronaca: Il libro (in francese) si può ordinare dalla libreria online Hoepli, qui. Oppure, fra gli altri, da Amazon France, qui.

Cippi a bordo, nella cabina di una delle sue navi della Marina Svizzera.

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Responses

  1. la cina proprio non me la aspettavo…


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