Pubblicato da: miclischi | 24 marzo 2012

Livorno 1921: comunismo, musica e poesia negli archetipi guantiniani

Uscito nel marzo 2012

Livorno: scene di proletariato urbano all’inizio degli anni Venti del Novecento. Lavoratori del porto e dei cantieri navali, ma anche derelitti terragnoli che si trascinano in esistenze difficili. Dalla fatica delle giornate interminabili di lavoro emerge, la sera, la poesia del vivere comune nelle strade, nelle bettole e nei bar, o nelle case sovraffollate. La poesia della quotidianità condivisa, dei suoi gesti, delle sue parole, dei suoi personaggi paradossali e pure veri; e s’innestano in questo scenario, con naturalezza, la musica, l’amore, la rappresentazione teatrale dell’umanità.

Ecco l’ultimo (per ora) romanzo di Giacomo Guantini, lo scrittore-vinaio livornese che già tante gioie di lettura ci aveva profuso con i suoi precedenti libri, sempre pubblicati da Il Foglio Letterario di Piombino.

Si chiama Prima del blu, questa storia, e tutto il dipanarsi delle vicende raccontate dal Guantini si srotola nella febbrile attesa del congresso della scissione, quello del 1921 proprio a Livorno, quando nacque il partito comunista. E nell’attesa, ci accompagna una colonna sonora solida e persistente: il blues di Nicchero Bardòcci. Con la sua chitarra donatagli dall’omino nero che appare e scompare in tutte le scene corali della storia, muto e invisibile, eppure presente, coscienza di classe che fa sgorgare la musica dal quasi incredulo Nicche.

E’ tutta narrata al presente in prima persona, questa storia del Guantini, e Nicchero racconta le sue giornate – e si racconta – con la famosa spontaneità guantiniana che nulla teme.

Io fumo

Poi mi investe una gioia inaspettata.

C’è i gozzi in acqua e il tramonto che s’infila fra le case.

L’odorino delle pentole sul fuoco scappa via dalle finestre e incontra il puzzo di stantio che s’arrampica dai fossi.

Il tempo fa come gli pare e allunga il passo. La gente lo rincorre per la strada…

1921: particolare della prima tessera comunista

Ci sono gli osti e le ostesse, la mamma, il nonno e il babbo malato (molto toccanti le parole  a lui dedicate); ci sono i compagni di strada e d’avventura dai nomi epici (Pinolo, Ossobùo, Nòcciolo, Semolino, Bocco); il cane Brodo e l’odorosa Aida, portatrice di fiaschi di vino, di grandi risate, e d’amore. Ci sono gli stratagemmi del vivere e del sopravvivere, e i luoghi magici della città. C’è Polifema scappata da un circo (Voleva anche partire per Nova York, ma poi è finita a Vicarello da un’amica). E ricompare più avanti nella storia, l’amica di Polifema: Il fidanzato l’ha trovata con addosso un contadino di Guasticce e s’è fatto l’idea che fosse poco seria. Più che altro perché lui era di Guasticce…

Insomma una storia a tratti spigolosa, ma proprio per questo ancor più vera. E vivacissima, nei suoi paradossi e nelle sue espressioni riesumate dagli archetipi della lingua, dei luoghi, dei personaggi. Una storia di straordinaria umanità e di grande poesia. Poesia urbana, una specie di narrazione per graffiti ante litteram. E archetipale è il Blues di Nicchero/Nicche/Nick; tanto che l’autore ci tiene proprio a presentarcelo, prima dell’inizio della storia, come elemento di spicco – dopo i fatti narrati – nel mondo del blues d’oltreoceano fra le due guerre.  Questo libro racconta quel  che succedeva  al creolo musicista livornese prima ancora che lui stesso sapesse cosa è il blues, insomma quando la musica gli sgorgava di dosso quasi senza parere, insomma… prima del blu.

Tiene un ritmo serrato, continuo.

Ci casco e mi metto a suonare…

Si fa musica cruda.

Un dialogo magro fra le dita.

Io, indecente, mi macchio di note… me le fo addosso.

Riempio la stanza.

E’ più forte di me, m’esce l’anima.

Giacomo Guantini: Prima del blu. Edizioni Il Foglio letterario, 2012 – collana Narrativa. 160 pagine, 12 Euro.


Responses

  1. […] Non è nuova, la casa editrice Il Foglio Letterario, a racconti dal sapore quasi epico di storie ultra-localistiche ambientate in Toscana; si ricordano l’epopea di Uliano, e in certa misura anche le vicende narrate dal Guantini. […]


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