Pubblicato da: miclischi | 17 dicembre 2011

Conservare il patrimonio culturale: il museo tipografico di Noceto

I locali del museo tipografico di Noceto

Si può far fatica a immaginare oggi, in epoca ovviamente informatizzata, in cui la composizione, l’editing ma anche l’impaginazione – e volendo anche la stampa – di un libro sono tutte fatte dalla tastiera del computer, come funzionasse l’arte della stampa e della pubblicazione di libri anche solo pochi decenni fa.

Il compositoio

Ma anche se ci si potessero immaginare le piccole grandi macchine tipografiche, i cassetti pieni di caratteri , il compositoio  su cui si formavano le righe, la linotype che fondeva in diretta le righe di piombo; anche se si possono sfogliare libri, consultare archivi fotografici, visionare filmati… niente può rendere l’idea più efficacemente che poter vedere e toccare con mano gli strumenti e le macchine della tipografia.

Ci ha pensato il lungimirante Comune di Noceto, in provincia di Parma, acquisendo tutti i materiali di una piccola tipografia artigiana che iniziò l’attività alla fine dell’800 nella cittadina emiliana, dopo che chiuse fatalmente i battenti nel 1996. Nasce così, per una felice unità di vedute dei familiari del tipografo e degli amministratori della città,  il Museo della Tipografia intitolato al Maestro Tipografo dell’antica impresa: Fernando Libassi.

Piccole macchine fatte per funzionare con la spinta dl piede (le pedaline, appunto), macchine progressivamente più grandi, fino alla grande Nebiolo; poi anche una vecchia Linotype; tagliatrici, torchi e tirabozze, mobili, scaffali e strumenti consunti dall’uso e macchiati d’inchiostro…e poi gli innumerevoli mobili a cassetti pieni stracolmi di caratteri di piombo, dai minuscoli “corpo 6” ai caratteri via via più grandi, fino a quelli più grandi – enormi – per i manifesti, stavolta di legno e non di piombo. E i tanti cliché con i fogliolini di carta incollati sul retro per portarli a spessore… il museo nocetano è una specie di paese delle meraviglie, permeato dall’odore magico che accomuna tutti gli stabilimenti tipografici e perfettamente godibile grazie ai addetti che spiegano con competenza e chiariscono tutti i dubbi.

Caratteri operistici

Ma non finisce qui. Il museo è stato pensato non solo con intenti di conservazione, ma anche a scopi didattici. Il museo tipografico viene visitato di frequente da gruppi organizzati e in particolare da scolaresche. In quelle occasioni il piccolo museo ridiventa una tipografia vera: i caratteri tornano a danzare fra le mani del compositore, l’impianto viene montato nel torchio a mano e vengono tirate dal vivo locandine celebrative per l’occasione. Davvero, questo piccolo gesto antico rende il museo nocetano unico nel suo genere, e può soddisfare più di tanti libri e siti web la curiosità di quanti davvero vogliono sapere come funzionava un tempo la stampa.

Fra le curiosità di questo piacevolissimo museino, i cassetti dei caratteri nominati fantasiosamente con i nomi di melodrammi o di celebri interpreti d’opera; e poi le tante locandine d’epoca appese ai muri: tantissime le occasioni di viaggi turistici, come la memorabile visita di due giorni all’isola di Corsica (Francia), eventi sportivi, trasferte ai teatri d’opera della regione, occasioni mangerecce. Inoltre, ai visitatori del museo viene distribuito un ricchissimo opuscolo (Quaderno Informativo Didattico) che spiega l’origine della collezione, propone un ricordo di Libassi da parte della figlia, ripercorre la storia della Tipografia di Noceto e infine presenta delle schede informative sui macchinari e gli strumenti tipografici.

Caratteri mobili

E così, grazie alle volontà dei familiari del tipografo, ma soprattutto grazie alla visione illuminata degli amministratori locali, un patrimonio culturale e industriale che non è solo localistico ma universale è stato preservato a beneficio di tutti. Tanto di cappello!

Per la cronaca: Il Museo della Tipografia si trova nel seminterrato del CUP, proprio vicino al Municipio di Noceto (PR). Si può visitare dalle 9 alle 12 di martedì, mercoledì e venerdì. Per  informazioni: Tel. 0521-622137 (Ufficio Cultura del Comune).

Una visita al museo è molto efficacemente raccontata qui da Luigi Franchi.

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