Pubblicato da: miclischi | 14 dicembre 2011

Islanda triste, seria, intensa

Si potrebbe pensare: ecco un altro gameno che scrive un libro con in prima e in quarta  due copertine identiche e due frontespizi con annessi e connessi quasi identici… un espediente trito e ritrito per disorientare il lettore e per indurlo a scegliere arbitrariamente da quale parte cominciare. Ci sarà un prima e un dopo? Oppure chiavi diverse di lettura, oppure chissacché? E comunque che palle queste trovate editoriali.

E invece no. Una volta preso in mano questo volumetto pubblicato da Keller, dopo aver titubato un po’ e poi scelto da quale parte cominciare, e dopo essersi addentrati nella lettura di Hubert Klimko-Dobrzaniecki , si capisce subito che non c’è proprio niente di gameno, e che questo La casa di Rosa è un libro anzi serissimo.

Questo autore polacco dalle esperienze di studio e lavoro a dir poco poliedriche potrebbe quasi quasi incarnare l’intellettuale alla ricerca di una identità nordeuropea così come altri a noi più vicini hanno dedicato la propria vita di studiosi e/o autori alla ricerca della mediterraneità (tanto per fare un paio di nomi: Predrag Matvejevic e Jean-Claude Izzo).

Le vicende narrate in questo bi-libro si svolgono in Islanda; in una delle due storie le vicende, i luoghi e le situazioni ruotano attorno al protagonista, giovane polacco immigrato in attesa di cittadinanza che lavora in un ricovero per anziani. L’altra storia (come si scoprirà leggendo, le due parti sono indissolubilmente legate) narra della solitudine di un uomo, della sue aspirazioni e dei suoi sogni, e di come questi sogni tragicamente si dissiperanno.

Sono tristi, angoscianti, complicate, le storie narrate da questo autore polacco-islandese, eppure pare quasi di non sentirne il peso.  Parola d’ordine di tutte queste situazioni è l’accettazione incondizionata del destino, sforzarsi di trovare – e trovare – un barlume di luce anche nelle situazioni più buie. E quando luce proprio non ce n’è, accontentarsi del buio.

Storie molto ben costruite e raccontate, traduzione molto fluida di Marzena Borejczuk, una letturra molto appagante e coinvolgente.

Hubert Klimko-Dobrzaniecki: La casa di Rosa – traduzione di Marzena Borejczuk. Keller Editore, 2007. Pagine 138+70; 13 Euro.

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