Pubblicato da: miclischi | 15 novembre 2011

Ciao Gabri…

Al Mulino, inizio anni ’80

Maria Gabriella Turina (“la Gabri”) ci ha lasciato sabato scorso. Era il 12 novembre 2011. Il giorno dopo che tanti si erano affannati a trovare un significato speciale nel giorno 11.11.11. Dopo lungo malessere se n’è andata.

Sabato 10 dicembre 2011 alle ore 11 sarà celebrata  una messa di suffragio a Reggio Emilia nella chiesa di Sant’Antonio. Potrebbe essere un’occasione per abbracciare i suoi genitori e le sue sorelle, ma anche per abbracciarci fra noi.

Ricordiamocela, la Gabri di Via Guelfa, di Vallombrosa, del Mulino e di Colonne; la Gabri viaggiatrice, della Tunisia, del Gioy, dell’Africa Nera; la Gabri del Garelli Gulp e di quei giorni forse felici;  la Gabri testa quedra; la Gabri sfortunata; ricordiamocela anche con la chitarra in mano, la Gabri, quando cantava il blues con la straziante voce di Little Laura Dukes.

Ciao Gabri…

Acquarelli nel bosco

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Responses

  1. Noi ricordiamo tutto e siamo passati tante volte con lei dal Mulino, da Via Guelfa, ma anche dalla casa-torre del marchese Guadagni, e poi sulle Dolomiti, e poi a Reggio e poi nelle Foreste Casentinesi e poi…e poi…non ti dimenticheremo Gabri.
    Caro Enez vaz non ci conosciamo (forse) ma grazie per queste bellissime foto.
    Gli amici di Gabri: Carla e Ennio

  2. Mi dispiace tanto. Non la conoscevo, forse al Mulino l’avevo incrociata…comunque dopo aver letto queste righe mi pare di conoscerla un po’ e mi dispiace non averla conosciuta davvero, di persona….

  3. Accidenti ! L’ho saputo solo alcune ore fa in piazza…
    L’avevo intravista solo pochi giorni fa da lontano dopo tanto tempo nelle foreste ! Bah…Non è possibile …Era dolcissima come il miele..bah…
    CiaoTuri.
    Ric

  4. Mi resta un ricordo sfumato di una ragazza carina, semplice, piena di vita. Mi dispiace tanto

  5. La Gabri era una persona speciale, è una persona speciale..
    Così speciale che non è riuscita più a vivere.
    Non ha mai parlato male di nessuno, non ha mai fatto pesare la sua situazione.
    Ora che non c’è più mi accorgo di che amica preziosa era.
    Le volevo, gli voglio bene e mi manca. Questa sua ironia, questo suo ridere di tutto e di tutti anche di se stessa , questa simpatia e spavalderia, mi manca.
    La “mia Gabri” è quella del rio Dorgola, della tesi col Piussi, del pollicione congelato sul monte Casarola, della GEA, delle tracce del Lupo, del ParcoFlora di Cervarezza, di Parigi, dll’inventario forestale dove per prima cosa ha voluto fare una maglietta ricordo e una bella cena per tutti. La Gabri che sapeva tutto di macchine fotografiche, di atrezzature da montagna, da campeggio, da cucina… La Gabri che mi ha disegnato lo schema dell’impianto elettrico di casa, perchè non si sa mai. Era bello ricevere le sue cartoline, scritte con quella calligrafia minuta, sentire i suoi racconti le sue storie a volte strampalate.
    Era diventata come un uccellino che rimetteva una piuma ad ogni primavera. Alle soglie di un nuovo inverno, ai primi freddi se nè andata. Speriamo per una eterna primavera. Ciao Gabri, Simona

  6. Sono stato per due anni compagno di banco di Gabri al liceo, ormai tanti anni fa. Come capita spesso ci siamo persi e rivisti solo pochissime volte. Degli amici di quegli anni così particolari, mi rimane nitido il ricordo della dolcissima Gabri, della sua compagnia e della sua intelligenza che avevo così vicino e che ho così tanto invidiato. Mi dispiace tanto non averla almeno salutata. Ciao Gabri, Claudio

  7. Per me è difficile dire “Ciao Gabri” perchè forse non mi ha mai abbandonato la speranza di poterla aiutare. Adesso che dovrò farmene una ragione mi aiuta pensare ai momenti belli passati insieme alle risate che ci siamo fatte, anche parlando dei nostri problemi. La sua ironia, autoironia, la sua intelligenza così viva e acuta sono per me dei bei ricordi. Ciao Gabri…

  8. Ciao Gabri, hai preferito lasciarci in questo mondo terreno perchè era diventato per te troppo sterile e greve.
    Tu appartenevi all’aria, ti piaceva volare, volare sopra ogni cosa, sorvolare, fotointerpretare, sempre dall’alto, dal cielo e dalle nuvole. Da lì poteva non sfuggirti niente, potevi così avere un consiglio per tutti, in ogni situazione, perchè solo così ti piaceva: dispensavi storie e racconti di vita vissuta, una volta era il Mulino, un’altra volta il Niger, un’altra volta ancora l’Olanda, poi Yosemiti, e altri mondi ancora c’erano da esplorare, da conoscere da visitare.
    E quando ritornavi ti accorgevi che non potevi fermarti. La dura legge di gravità a te proprio non si addiceva, perchè tu dovevi essere una creatura dell’aria.
    Adesso mi piace pensare che sei lì, sospesa su di noi in una perenne atmosfera sempre intorno alle cose terrene, leggera come una piuma, pronta a volteggiare al minimo soffio di vento, per posarsi brevemente su alberi, torri e campanili e poi ripartire, per altri mondi, altri lidi e ci guardi dall’alto e pensi che siamo tutti matti noi ad affannarci così per la casa, per il lavoro, per le “cose”.
    Ti sei come aperta un varco dall’altra parte del mondo, dove non esistono pesi solidi, ma solo liquidi, aria e luce, così puoi continuare a viaggiare, andare oltre i confini da noi conosciuti.
    Manchi tanto anche a me, mi mancano le nostre risate, il nostro viaggio in motorino per la Porrettana da Reggio a Firenze, le avventure del Dorgola quando sguinzagliate in mezzo alle nebbie pensavamo di valutare un bosco, eravamo giovani, come tu sei sempre stata. Ti pesava crescere, non volevi diventare grande, era un fardello troppo pesante.
    Hai preferito l’aria alla terra greve.
    Ti abbraccio dolce creatura e ti chiedo perdono se non ti ho saputo sorreggere, confinare, aiutare.
    La tua “sponda”.
    Per sempre. Paola.

  9. io la ho solo sfiorata. conosciuta tanti anni fa a casa di Michele, in riva al mare.
    Ma quando ho visto la foto sul blog mi sono ricordato subito di lei.
    Quello sguardo non si dimentica facilmente. E adesso mi pare di ricordare anche la sua voce.
    Di certo ricordo il suo sorriso.
    Mi dispiace.
    Giordano

  10. Gabri
    ti ho sognata che volavi
    appesa a un ombrello come Mary Poppins
    …non so che vuol dire…
    Eri molto carina.

    giorgio

  11. leggera, eri leggera e presente.
    lo sei ancora, nei pensieri della nostra memoria.

  12. […] Si diceva… Ciao Gabri… […]

  13. Di tutti i viaggi di cui parla Michele, non si parla di uno, fatto da lui, Gabriella ed il sottoscritto, una notte magica a Firenze; un viaggio indimenticabile! Gabriella, non eri fragile per niente! E mi manchi. Livio

  14. Ho saputo in questo momento che la mia ex compagna di studi universitari ci ha lasciato. Un pugno nello stomaco, incredulità, quasi che noi forestali si sia immortali come le piante che abbiamo studiato ed amato … che la terra ti sia lieve. Un abbraccio.
    Paolo Ballardini

  15. Gabri, il ricordo delle nostre follie mi rimarrà per sempre. Anni lontanissimi e ora mai più percorribili. RIP


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