Pubblicato da: miclischi | 15 ottobre 2011

Una Coronet folding 6×9

Questa è solo una delle numerose folding 6x9 prodotte dalla Coronet

Si fa presto a dire… Coronet folding 6×9. Il commesso della celebre barzelletta del Negozio della Perfezione non si accontenterebbe di sicuro di questa definizione. Un giretto in rete mostrerà infatti che questa impresa fotografica di Birmingham, di folding 6×9 ne produsse tantissime varianti: nell’obiettivo e le scritte sul suo frontalino, nel modo di apertura del soffietto, a fuoco fisso o con impostazioni della distanza, con mirino sportivo o senza, e anche con varianti riguardanti la linguetta che serve per appoggiare l’apparecchio in verticale per le pose lunghe.

Accanto alla varietà di modelli spicca anche la scarsa reperibilità di dati tecnici su queste macchine fotografiche.  Anche questa scheda di un sito di collezionismo francese, che presenta la variante più simile all’apparecchio qui presentato (c’è una differenza nel posizionamento della levetta per passare dal tempo istantaneo a tempo di posa), non fornisce dati su tempo di otturazione o apertura del diaframma fisso. Specifica però che si tratta di un obiettivo di focale 105 mm. E, altro dato importante, riferisce che questa macchina è antecedente al 1934.

Si nota la losanga stile Agfa

Un’altra vistosa differenza con la foto presentata nella citata scheda è che sul rivestimento nero della macchina qui presentata, nell’apposito spazio incorniciato ai due lati dell’apertura del soffietto, non c’è il marchio o la dicitura Coronet: non c’è proprio niente. Però, sui due coperchi della macchina, sia sul lato della manopola di trascinamento, sia su quello opposto, c’è una losanga che ricorda molto da vicino la sagoma del logo della Agfa… Sembrerebbe un thriller di archeologia fotografica, ma questa foto della Coronet Rex (un’altra delle innumerevoli varianti) riporta lo stesso motivo sul fondello, probabilmente a puro scopo ornamentale.

Una delle caratteristiche di questa macchina è che l’impostazione della distanza (a dire il vero ci sono due sole possibilità: tre metri o infinito) non si fa ruotando la ghiera dell’obiettivo, ma avanzando tutto l’ambaradan sulle rotaie su cui scorre il soffietto quando si apre la macchina. Insomma, come si usava nelle vecchie macchine a lastre, ma ma anche nella Graflex Speed Graphic con adattatore per la pellicola 120. Quest’operazione molto proto-fotografica è aiutata da un piccolo indice sulla slitta scorrevole che va a incastrarsi in uno dei due piccoli alloggiamenti sulla leva di sblocco della rotaia.

La slitta della messa a fuoco

Poco altro viene lasciato all’arbitrio del fotografo: tempo di scatto istantaneo oppure tempo di posa, e posizione verticale o orizzontale (grazie al mirino orientabile alla bisogna).

La prova pratica, come al solito, è stata un piacere. Purtroppo però le foto rivelano inequivocabilmente un po’ di luce scappata dentro a lasciare tracce fantasmagoriche sulla pellicola. Probabilmente la luce viene dalla chiusura del dorso, effettivamente un po’ ballerina. Un domani si potrebbe ovviare con una nastratura nera lungo tutta la chiusura. Per il resto, i risultati evidenziano una  nitidezza al limite e una velocità di otturazione lenta, con alto rischio-mosso. Inoltre il mirino, nonostante una accurata pulizia con cottonfioc e alcol, mostra evidentissimi segni di usura, e l’inquadratura è stata possibile solo in modo molto approssimativo, basandosi su luci e ombre appena definite (ci sono fantasmi anche qui!).

Il mirino e il selettore dell'otturatore

Del resto, una macchinetta bistrattata e vecchia di ottant’anni, raccattata all’alba per terra, sotto la pioggia (proprio la macchina fotografica, non solo l’acquirente!) al mercato delle pulci di Place du jeu de Balle a Bruxelles, il suo l’ha fatto e le si può perdonare qualche inevitabile pecca.

Le foto qui presentate sono state scattate con pellicola Foma 100 e sviluppate con Fomadon R09 in soluzione 1+50. Come sempre per questo tipo di formato, con una pellicola 120 si possono ottenere soltanto 8 fotogrammi. Lo scanner era un Epson Perfection V500 Photo con  relativo software Epson. Dopo qualche rullino in vari formati, si può certamente concludere che questo scanner è di qualità elevata, inoltre si presenta con un ottimo rapporto qualità / prezzo.

A Boccadarno

Fotografi a Boccadarno

A Boccadarno con fantasmi di luce

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