Pubblicato da: miclischi | 4 ottobre 2011

Le Clézio: un omaggio all’Africa

Il titolo: una cittadina nigeriana sul fiume

Le Clézio, scrittore complicato dal nome complicato (Jean-Marie Gustave – ma sulle copertine dei libri si trova più spesso J.M.G.) cominciò a farsi una certa notorietà fin da subito (aveva 23 anni ed era il 1963) con in suo Proces-verbal (tradotto in italiano: Il verbale); la sua carriera  è poi culminata nel Nobel del 2008. La sua vita, raccontata succintamente sulla pagina di wikipedia, rivela una girandola di viaggi, paesi, ambienti internazionali che certamente hanno condizionato la sua esistenza e la sua narrativa.

Il suo Onitsha del 1991 (pubblicato in Italia con lo stesso titolo l’anno successivo) può essere considerato sotto molti profili un piccolo grande omaggio all’Africa. E alla letteratura sull’Africa. Fin dall’incipit. E’ quasi un shock leggere che il libro inizia con il nome di una nave (“Le Surabaya…“) che parte da un porto fluviale europeo alla volta di un grande fiume africano.  Una evocazione dello yawl Nellie mollemente ancorato nel Tamigi in attesa della marea per salpare verso lidi lontani. E’ sul ponte della Nelly che viene raccontata l’intera vicenda di Cuore di tenebra di  Joseph Conrad. Dal Tamigi al Congo in un caso, dalla Gironda al fiume Niger, nell’altro.

Il libro di Chistian Dedet

Ma, restando in tema di Africa e di fiumi, si ritrovano in questo Onitsha anche i richiami all’Africa vista da Christian Dedet nel suo La mémoire du fleuve (in quel caso siamo in Gabon), e soprattutto alle sue tradizioni e le sue magie.

C’è lAfrica coloniale, in questo lavoro di Le Clézio, ci sono gli impatti violenti con le gente, la cultura, il sopruso di importazione e la fascinazione dei luoghi, dei suoni, degli odori. Ma se in Conrad e Dedet si narrano storie di adulti, in questo Onitsha la narrazione ruota vorticosamente attorno alle sensazioni e alle scoperte di un bambino di dodici anni e quelle della sua giovane madre, entrambi catapultati in Africa per ricongiungersi al padre/marito inglese, straniero in terra straniera.

E in quelle scorribande nelle terre selvagge delle piane del fiume Niger di un bambino che vive allo stato brado immerso negli ambienti disdegnati dai colonialisti, nel suo approccio alla natura e alla gente, nel suo liberarsi dalle angosce familiari grazie all’espansione a dismisura dei paesaggi africani – ma anche di quelli interiori – non si può non rileggere anche un’eco del capolavoro africano di Kessel, Il leone (di nuovo disponibile anche in edizione italiana).

Il libro di Kessel

Insomma un libro che con uno stile piano e quieto attraversa difficili stati d’animo e situazioni complicate. Dal distacco dalla famiglia italo-francese al lungo viaggio in nave (e anche qui non mancano richiami conradiani), all’arrivo sul fiume, in una postazione commerciale inglese in Nigeria (quindi un un ambiente doppiamente straniero), in una casa isolata e in condizioni sociali isolate…

Un’estrema piacevolezza di lettura. Anche nel finale che sembra quasi il risveglio da un lunghissimo flash-back. Se Dedet concludeva il suo libro con un accenno all’intrusione della magia africana nelle acque della Senna; se Conrad chiudeva con le pietose menzogne di Marlowe alla fidanzata di Kurtz; se infine Kessel ci lasciava incantati e sospesi con le celebri parole finali del suo lavoro (… Et les bêtes dansaient…), Le Clézio ci porta bruscamente all’età adulta del bambino, ormai insegnante in un College inglese. E’ il 1969 e per lui la tragedia del Biafra, i genocidi operati in nome del dio petrolio nel delta del Niger, la scomparsa del suo mondo dell’infanzia, sommerso da un’onda di violenza che fa inpallidire i soprusi dei colonialisti di un tempo,  hanno un sapore tutto particolare, molto aspro.

Un risveglio crudo. La chiusa potentissima di un lavoro molto ben riuscito.

Per la cronaca: un valore aggiunto per questo libro: trovato alla libreria di libri usati Le Bibliophile di Essaouira, in Marocco. E’ una prima edizione, e sul risvolto di copertina c’è un adesivo di un’altra libreria di Casablanca… Un libro su una storia in viaggio per l’Africa, ma anche  un libro che viaggia per l’Africa… e finisce in Toscana.

La cittadina nigeriana di Onisha, oggi

Annunci

Responses

  1. […] Un valore aggiunto alla lettura: il libro fu reperito alla meravigliosa libreria Le bibliophile di Essaouira (dove già in passato fu trovata una bella perla di Le Clézio (se n’era parlato qui). […]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: