Pubblicato da: miclischi | 31 agosto 2011

Uno spagnolo a New York

La copertina dell'edizione spagnola

In principio era la finestra. L’idea di narrare Manhattan partendo dalle finestre (viste da dentro e da fuori) non era poi male; ma l’autore sembra essersi trovato prigioniero di quel progetto, e la narrazione ne risulta inizialmente un po’ ingessata, indaginosa, tutt’altro che sciolta. Mi piacerebbe poter ricordare tutte le mie passeggiate e tutte le finestre da cui mi sono affacciato a Manhattan… Poi, quasi impercettibilmente, Antonio Muñoz Molina sembra abbandonare il proposito originale, e si lascia andare al piacere incontenibile di girare la città in lungo e in largo, sempre con il suo quaderno e il suo pennarello sottile a portata di mano, per scrivere, scrivere, scrivere. Nel momento in cui l’autore si libera dell’ossessione delle finestre, il libro rinasce. Acquista nuova energia e passione, e diventa sempre più godibile.

Un soggiorno di qualche mese a New York del giornalista e scrittore Antonio Muñoz Molina è l’occasione di ripercorrere le visite precedenti, ma soprattutto di scavare nelle viscere di una città infinita, alla ricerca di itinerari noti e meno noti, palazzi, monumenti, teatri, librerie, musei, ma soprattutto emozioni. E le emozioni non devono essere davvero mancate all’autore, visto che si trovava a Manhattan proprio nel settembre del 2001, al momento degli attacchi alle torri gemelle. C’è nel libro un emozionante resoconto del disastro dal punto di vista di un europeo e di uno scrittore, ma soprattutto di un fine osservatore.

L'edizione italiana

La storia si dipana come un vero e proprio diario di viaggio (il famoso quaderno…) e si infioretta di luoghi, persone, suoni, immagini filmiche o artistiche (inevitabili i molti accenni a Edward Hopper), evocazioni storiche, colori, rumori, odori… Un vero catalogo delle emozioni newyorkesi.

Le pagine forse meglio riuscite, complice anche il fatto – forse – che a scriverle sia un europeo, sono quelle dedicate ai luoghi dell’immigrazione e della miseria, i luoghi e gli oggetti di chi arrivò a Manhattan per fare fortuna: il Tenement Museum di Orchard Street, o quello della New York Historical Society,  la Morgan Library (il deposito delle tracce più fragili dell’espressione umana) dove accanto a celebri manoscritti o opere di autori famosi si trovano anche testimonianze anonime, come le sgualcite lettere scritte da soldati della guerra civile americana; gli angoli delle vie, i giardinetti, i quartieri meno glamour e illuminati della città, emergono come i luoghi forse più ricchi di memorie e di suggestioni.

Miguel me hizo esta foto, escribiendo mi cuaderno, hacia 2001 (dal sito web dello scrittore)

Chi è in partenza per New York dovrebbe forse leggere questo libro per prepararsi alcuni itinerari, per stimolare approcci e curiosità. Come tempo addietro si diceva per la Sicilia di Roberto Alajmo, anche in questo caso un libro che raccoglie pensieri ed emozioni personali ed intimi può trasformarsi in un invito alla scoperta e alla condivisione. Il che è forse il massimo cui uno scrittore possa aspirare.

Per la cronaca 1Antonio Muñoz Molina: Finestre di Manhattan. Traduzione di Maria Nicola. Mondadori, 2006. 314 pagine, 17,50 Euro.

Per la cronaca 2: La traduzione di Maria Nicola è veramente superlativa. Ed anche il suo sito web non è da meno.

Per la cronaca 3: Questo libro rientra nella rara ma significativa categoria “libri da autogrill”. Ci sono a volte negli autogrill, fra le caramelle, le confezioni in offerta di quantità industriali di cioccolata, i peluche più brutti e più grandi del mondo, gli accessori per i telefoni cellulari o le collezioni di musica le più varie e astruse, anche delle montagnole di libri super-scontati. Vuoi la foto di copertina, vuoi il titolo, vuoi il risvolto… certe volte l’acquisto è inevitabile. Se poi da questo incontro casuale risulta anche – come in questo caso – una lettura appagante… tanto meglio!

Con Dizzy Gillespie, Granada, 1990, él me hablaba y yo sonreía pero entendía menos de la mitad (dal sito web dello scrittore)

Annunci

Responses

  1. Grazie infinite per avermi citata, e grazie per la segnalazione del mio blog.
    Mi piace poter ringraziare qui anche la bravissima Cristina Stella, che ha rivisto la mia traduzione per Mondadori con occhio non solo attento ma affettuoso. Non tutti sanno quanto siano importanti i buoni revisori, che lavorano con cura senza mai vedere il loro nome pubblicato.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: