Pubblicato da: miclischi | 13 luglio 2011

Interpreti e Interpreti: il Blues di Betta

La gabina dei traduttori

Difficile mestiere, quello dell’interprete: ascoltare in una lingua e parlare in un’altra. E i traduttori simultanei? Peggio ancora, perché il corto-circuito fra l’ascoltato e il parlato si fa quasi istantaneo. Roba da uscire fuori di testa. Tanto che, facendoci caso, si può notare che i traduttori simultanei hanno di bisogno di coinvolgere fisicamente il proprio corpo, i propri movimenti, nel lavoro di interpretazione. Nelle cabine delle conferenze internazionali si vedono i traduttori simultanei sbracciarsi e gesticolare smodatamente, come per cercare con il movimento delle braccia la “nota” giusta da “suonare” per interpretare l’informazione ricevuta. Alcuni traduttori simultanei poi usano un apposito brogliaccio su cui, mentre ascoltano e parlano, tracciano geroglifici spasmodici come una guida fisico-motoria-visuale per aiutare il flusso di voce che entra e voce che esce trasformata, tradotta, interpretata.

Betta Blues Society, Marina di Pisa 12 luglio 2011

C’è forse una qualche similitudine, mutatis mutandis, fra l’esigenza di coinvolgimento  fisico degli interpreti della lingua e quella degli interpreti di musica. Suonatori di strumenti e suonatori di voce. Dopo tutto, sempre di traduzione si tratta. E, in particolare, i cantanti di blues.  Così come pare che i primi non riescano a imbroccare la parola giusta senza aiutarsi con smanaccamenti o altri movimenti, così anche per i cantanti di blues pare che l’affinamento dell’emissione della voce, o l’espressività del timbro sonoro non siano ottenibili se non facendo partecipare le mani, le braccia, le gambe, la postura…

Un concerto del gruppo Betta Blues Society è una buona occasione, oltre che per sentire buona  musica, anche per osservare questo fenomeno della interpretazione fisica.  Elisabetta Maulo e la sua voce tengono la scena e dialogano con gli altri componenti del gruppo con estrema naturalezza. Un Blues d’altri tempi coinvolgente e lacerante  inchioda lo spettatore che vorrebbe non finisse mai. E lo spettacolo nello spettacolo sta proprio nella partecipazione fisica della cantante all’espressività della voce.

E il sofferto coinvolgimento di tutto il corpo nella passione espressiva di questa cantante richiama alla memoria le poche parole con cui Art Pepper, nella poetica rielaborazione di Geoff Dyer, definisce lo splendido strazio del blues:

– All that hurt and pain, she said at last. But… but…

– But what?

– But… beautiful.

Per la cronaca 1: in attesa che venga finalmente pubblicato l’atteso (e annnunciato) sito web del gruppo, Betta Blues Society si trova su myspace.

Per la cronaca 2: Il gruppo è così composto: Elisabetta Maulo: voice / kazoo; Lorenzo Marianelli & Luca Guidi: guitars / backing vocals; Nicola Floris: harmonica; Matteo Anelli: double-bass.

Per la cronaca 3: Youtube pullula di video di Betta Blues Society. In particolare, qui c’è un bel video-documentario. In realtà, il primo di una serie di 6 video.

Per la cronaca 4: Naturalmente, c’è anche la pagina di facebook.

Marina di Pisa, 12 luglio 2011

Marina di Pisa, 12 luglio 2011

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Responses

  1. Davvero interessante, non conoscevo questo particolare dettaglio dei traduttori! Ho iniziato ad ascoltare qualche link da te proposto: ottima musica!

  2. ..nessuno aveva fatto mai un’ analisi di questo tipo su di me…grazie mille…ci vediamo al prossima concerto !
    Elisabetta


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