Pubblicato da: miclischi | 3 luglio 2011

Le macchine fotografiche di Luciano Lischi (3/8)

Quel che rimane della Condor dopo anni in mare (sopra e sotto) e in cantine umide

Che in casa Lischi sia arrivata prima la Leica della Condor si può a buon diritto dubitare. Leicista era il suocero di Luciano, Leopoldo Nardi, ma certo la copia italianissima della Leica, progettata e costruita dalle Officine Galileo di Firenze, era considerata più “da battaglia” . Si può ipotizzare che la Leica fosse considerata la macchina “seria”, quella da utilizzare per scattare foto di corredo agli articoli di Terme e Riviere, o durante le vacanze familiari.

La custodia subacquea della Condor

La Condor, invece, era l’apparecchio delle spedizioni con gli amici subacquei del Gorgona Club (sodalizio di cui Luciano Lischi fu socio fondatore nel 1949), e fu proprio con questo apparecchietto fiorentino che si cimentò per le prime volte con la fotografia subacquea. Siccome da qualche parte bisogna cominciare, supponiamo che la terza macchina della serie sia stata proprio la Ferrania Condor.

Come ben spiegato dal sito storiadellafotografia, la produzione, ispirata alla tedesca Leica, iniziò a Firenze nel 1947, mentre la distribuzione venne curata dalla Ferrania. E questa era la Condor I. Seguirono altri modelli, che sono ben illustrati sul sito nadir.it.

Un apparecchio di tutto rispetto, con ottica di buona qualità e otturatore molto rapido (fino a 1/500), usava il vecchio sistema del doppio mirino: uno per inquadrare e uno per la messa a fuoco tramite telemetro a immagine sovrapposta; quest’ultimo mirino aveva anche il correttore di diottrie. Ecco, il telemetro è proprio il punto debole di questa Condor, tanto che raramente i modelli tuttora in circolazione hanno il telemetro funzionante. Questione di semitrasparenza dello specchio che, a differenza di quel che accade per esempio nelle altrettanto vetuste Leica, diventa progressivamente trasparente. Fine del giochino delle immagini sovrapposte.

Si maneggia bene, la Condor, nonostante la dubbia ergonomia e l’impossibilità di applicarci un laccio per appendersela al collo, a meno di non disporre della apposita custodia in cuoio. E la sensazione è proprio quella del leicista (più di chi è abituato alle Leica passo a vite che quelle a baionetta della serie M). Alcune prove hanno dato risultati soddisfacenti, e insomma si tratta di un apparecchio che anche a trovarlo oggi, a patto che il telemetro sia operativo, si può usare con grande soddisfazione.

Il Gorgona Club a Giannutri, Anni '50

Una delle fotografie scattate durante un’escursione del circolo subacqueo pisano a Giannutri, alla fine degli anni ’50 ritrae il gruppo e, nella fila di dietro, l’ultimo a destra è proprio Luciano Lischi. Al collo ha, quasi certamente, la sua Ferrania Condor I. Ingrandendo il dettaglio si riesce a riconoscere abbastanza bene la macchina fotografica. La si distingue dalla Leica per la posizione del rotellone tramite il quale si avvitava la custodia alla filettatura per il cavalletto (nella Leica era sul lato opposto) e dalla forma e dimensione delle finestrelle del mirino e del telemetro, oltre che dal diametro della manopolona per il riavvolgimento della pellicola (decisamente più generoso nella macchina italiana rispetto a quella tedesca).

La Condor al collo di Luciano Lischi

E le foto? Sono proprio di quegli anni i primi esperimenti di fotografia subacquea. E protagonista fu anche in quel caso la Condor. Scafandrata in una custodia etichettata Brevetti Grillantini (nulla di più è dato sapere) e costituita da un tubo di ottone con frontalino e retro in vetro. Tutto intorno al cilindro, passando attraverso guarnizioni di gomma morbida,  erano disposti i comandi per far funzionare l’apparecchio: caricamento dell’otturatore (che non era contestuale all’avanzamento della pellicola), scatto, avanzamento, chissà,  forse anche la messa a fuoco. Alcuni dei rimandi all’eserno appaiono multi-funzionali, ma certo doveva essere una grande avventura. Tanto che la produzione fotografica subacquea di Luciano Lischi, quella che lo porterà alla ribalta in quel settore a quei tempi del tutto pionieristico, sarà anni dopo la Rolleiflex, la macchina dei professionisti anche in ambiente subacqueo. Ma questa è un’altra storia.

Ancor prima di rischiare il tutto per tutto e portarsi la Condor proprio sott’acqua, i primi esperimenti di foto all’ambiente subacqueo furono fatti scattando dalla superficie attraverso il batiscopio (lo “specchio”).  Ci sono alcune testimonianze di quegli scatti dall’alto in basso, ma il problema principale dovette manifestarsi fin da subito: la drammatica diminuzione dell’angolo di ripresa penalizzato sia dall’angustia del batiscopio che dalla rifrazione della luce attraverso i tre strati d’acqua, vetro e aria prima di arrivare all’obiettivo. Senza contare il triste effetto di appiattimento che presentano tutte le foto scattate puntando in basso.

Una delle prime fotosub scattate da Luciano Lischi con la Condor: il Massei fotografato a Montecristo nel 1960.

La Condor è tuttora una macchina efficiente, bella, di qualità. Una volta assicurata la funzionalità del telemetro, vale proprio la pena accattarsene una, anzi, varrebbe quasi la pena di addentrarsi nell’universo Condor con i suoi tanti modelli. Questa ammiraglia della Ferrania, descritta in una apposita sezione delle Bibbia del Malavolti, fu infatti prodotta in 9 diversi modelli, con diverse denominazioni.

Qui sotto alcuni scatti realizzati con una Condor I acquistata recentemente d’occasione (pellicola Ilford FP4 Plus sviluppata con Ilford ID11 stock e scansionata con Epson Perfection 1240U).

Per la cronaca: le prime due macchine della serie erano la Sida e la Fiamma box 127.

Foto di prova della Condor


Responses

  1. notevole la custodia subacquea

  2. […] Ferrania Condor. Le foto scattate da Jeff Roberts a Marina di Pisa con la Leica IIIc alla fine degli anni '50 […]

  3. […] sulle machine fotografiche di Luciano Lischi riguardavano la Sida, la Fiamma Box 127, la Ferrania Condor e la Leica con passo a vite. Luciano Lischi con la […]

  4. […] sulle machine fotografiche di Luciano Lischi riguardavano la Sida, la Fiamma Box 127, la Ferrania Condor, la Leica con passo a vite e […]

  5. […] la cronaca 3: Le precedenti macchine fotografiche erano la Sida, la Fiamma Box 127, la Ferrania Condor, la Leica con passo a vite, la Rolleiflex e la Minox […]

  6. […] Ferrania Condor, […]


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