Pubblicato da: miclischi | 26 giugno 2011

Canon Demi: la metà o il doppio?

Demi. Una Canon del 1963 che usa i soliti rullini 135 ma che, se caricata oculatamente, può impressionare sulla pellicola fino a 80 fotogrammi! (infatti usa il “mezzo formato”).  Una compatta ante-litteram pesante e ben costruita, con esposimetro al selenio (peccato) e grandangolo con esposizione automatica. Mirino a traguardo, impostazione della distanza basata sui pittogrammi e un bizzarro sistema di esposizione anzichenò.

In tutti i corsi di fotografia si insegna che, a parità di esposizione, se si vuole chiudere di più il diaframma (ad esempio per aumentare la profondità di campo) bisogna aumentare il tempo di otturazione. Ecco, con la Canon Demi questo non si può fare.  Chi l’ha progettata ha immaginato che per l’utente medio fosse importante fare una valutazione dell’esposizione (con l’ausilio dell’esposimetro) che dosasse gradualmente l’ingresso di luce attraverso l’obiettivo: da tanta luce (tempo lento e diaframma aperto) a poca luce (diaframma chiuso e tempo di otturazione breve). Pazzesco. Praticamente con questa macchinetta si è costretti a pensare quasi al contrario di come si è abituati a fare.

Capraia, giugno 2011

L’unico grado di libertà che è concesso al fotografo che usa questa macchina consiste nell’impostare il tempo sulla sincronizzazione del flash (1/30); solo allora si potranno liberamente impostare i diaframmi.

Ciononostante, usare la Demi per fare qualche scatto di prova (o meglio: tantissimi scatti di prova) è un piacere. Bel corpo solido e pesante, bel mirino, e poi, c’è questa sfida dell’esposizione (ma ancor più della messa a fuoco: i pittogrammi sono piccoli e facilmente si può sbagliare), e le sfide, si sa, sono semrpe stimolanti.

Interno: tempi lunghi e diaframma aperto

All’atto pratico questo apparecchio ha risposto bene; a patto di usare una pellicola di qualità e magari a sensibilità non troppo alta (dopo tutto, il formato del negativo è più piccolo della metà rispetto al solito 24×36). E poi alla fine con l’esposizione alla fine ci si abitua abbastanza in fretta. Unico neo: il rullino davvero non finisce mai! A meno che uno non programmi un’uscita fotografica per fare tanti ma tanti scatti, si deve aspettare la fine del sullo (alcune decine di foto dopo) prima di poterlo sviluppare. Una facile soluzione: i rullini da 20 pose!

Il web pullula di pagine e siti dedicati a questo apparecchietto. Oltre al link indicato all’inizio (nella prima parola), c’è quello della pagina del museo Canon; poi quello degli appassionati del formato ridotto; ma sulla Demi ci sono anche ricchi forum con scambi di opinioni fra gli utenti, fra cui questo.

Ikea di Firenze, Aprile 2011

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Responses

  1. […] fino 1 200 ASA, non oltre). A dire il vero, il trucco c’è, come già si era notato tempo fa qui nella “sorella” half-frame della Canon, la Demi: facendo finta di scattare con il flash, […]


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