Pubblicato da: miclischi | 5 aprile 2011

Uomini, donne e boschi in un melodramma appenninico

Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli

Forse, dopotutto, questa non è una storia lunga e complicata (per dirla con il ritornello caro a uno dei personaggi del libro), e comunque gli autori non si fanno pregare per raccontarla a modo, in tutti i particolari, e con tutte le sfumature d’ambiente e di caratterizzazione degli attori del fatto cui ci hanno abituato nei precedenti lavori. Ecco Malastagione, un nuovo romanzo di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli che già si annuncia come il primo di una nuova serie.

Già nel presentare i personaggi all’inizio del libro (poche parole per uno, quasi una micro-storia nella storia) gli autori avvisano il lettore che abbiamo a che fare con un drammone quasi da teatro d’opera. Ci sono loro, i giovani protagonisti (tenore e soprano), poi il ristoratore Benito (basso comico), il bracconiere (un basso che ricorda Sparafucile), la maligna intrigatrice (contralto), il maresciallo dei carabinieri (baritono), e via via tutti gli altri. Casomai la complicazione della storia sta proprio nella gran quantità di personaggi, fra i quali si segnala la delicata e fuggevole apparizione della giovanissima elicotterista.

Insomma: siamo come al solito sull’Appennino Tosco-Emiliano. Ci sono l’economia in declino e i turisti che calano, i paesani che cercano di rilanciare l’economia del luogo – chi onestamente e chi no -; c’è la competizione fra le diverse forze dell’ordine (l’Ispettore Forestale – eroe del racconto –  e il maresciallo dei Carabinieri). Ci sono le donnine sole che vivono in un villaggetto abbandonato fra i boschi (un luogo che a noi della West Coast pisana ricorda tanto Mirteto), c’è la giovane studentessa di città che prova a tornare alle radici della famiglia e a vivere nell’antica casa nonnesca, ci sono i lavoratori immigrati… insomma un grande quadro sociale sulla vita di un paesello di montagna nel quale piombano inaspettati una serie di fatti che scuotono le esistenze di tutti. Fatti che, a ben vedere, avrebbero anche potuto passare quasi inosservati, se non fosse per il pervicace anelito alla  verità che attanaglia due persone che difficilmente, in altri contesti, avrebbero potuto allearsi: l’ispettore della Forestale detto Poiana e il noto bracconiere del paese, di nome Adùmas (il padre lo chiamò così per via della sua grande passione dei I tre Moschettieri: non sapendosi decidere fra quale dei personaggi scegliere, alla fine optò per il nome dell’autore).

Non si dirà qui delle vicende torve e gialle intorno alle quali si muovono i pesonaggi del melodramma. Si sappia solo che tutte – o quasi – quelle vicende, sono immerse nel grande tema/problema dell’economia montana, della salvaguardia dell’ambiente, dello stato di conservazione dei boschi, e così via. Dopo tutto, l’Ispettore Forestale deve fare anche il suo lavoro.

Insomma una lettura che scorre via liscia, con pochi rari cali stilistici, e che lascia con la piacevole sensazione di aver davvero visto una rappresentazione teatrale, piena di sobbalzi, di colpi di scena e di finale quasi a sorpresa (gli autori sapientemente evitano lo zuccheroso lieto fine per rimandarci a una auspicata continuazione della storia).

C’è un elemento, fra gli altri, che rende questa lettura particolarmente piacevole: se da un lato la caratterizzazione dei “cattivi” è netta e decisa: sono proprio degli elementi solo negativi; i personaggi positivi sono tali ma non troppo. Con una tecnica cerchiobottista gli autori fanno in modo che il lettore non sia portato a schierarsi nettamente e senza riserve per il giovane ispettore, per la giovane cittadina o per il bracconiere. Qua e là disseminano dubbi e altre facce dei caratteri che rendono di fatto questi personaggi molto realistici, più simili alla vera gente del paesello appenninico che a degli improbabili eroi da romanzo.

Aspettando il prossimo episodio, godiamoci intanto questo. E godiamoci anche questo piccolo panegirico per un professionista poco conosciuto o misconosciuto: l’Ispettore Forestale. Suo malgrado “Ufficiale di PS”, si preoccupa soprattutto di salvaguardare l’ambiente – boschivo ma non solo – del suo comprensorio. Ma se si tratta di prendere in mano un’indagine per un delitto avvenuto nei suoi boschi (e soprattutto di sottrarlo alle indagini del Maresciallo della locale stazione dei Carabinieri…) forse non gli dispiace poi tanto assumere le funzioni di investigatore.

Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli: Malastagione. Mondadori, Milano, 2011 (Collana Strade Blu). 312 pagine, 18 Euro. Per leggere il primo capitolo del libro: qui.

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