Pubblicato da: miclischi | 29 marzo 2011

Gadda va all’opera

Cominciamo dalle copertine. Non è poi così comune trovare nella propria biblioteca due libri con la stessa foto in copertina. Ma può succedere. La foto in questione si chiama Brunico (Bz) 1978 ed è di Luigi Ghirri. La collocazione sul primo libro è quasi naturale: si tratta proprio di una raccolta di immagini del fotografo dal titolo I luoghi della musica. Ma anche sul secondo libro pare proprio al posto giusto: si tratta infatti della raccolta di Racconti musicali curata da Carlo Boccadoro per l’editore Einaudi.

Questi racconti (una ventina, di autori noti e meno noti di tutto il mondo) sono un po’ altalenanti in quanto a potenza, avvincenza, insomma capacità di catturare il lettore. Si segnala il meta-racconto di Agata Christie che inscena delicatamente il suo delitto in una rappresentazione del melodramma nella realtà, si fanno notare i raccontini che ruotano intorno a Paganini e al violino, ma spicca davvero, ben al di sopra di tutti gli altri, il lampo di Carlo Emilio Gadda dal titolo Teatro (dalla raccolta La madonna dei filosofi del 1931).

Immaginate una serata all’opera raccontata da un adulto-bambino che di tutto si stupisce, tutto travisa, tutto reinterpreta. E provate a immaginare che il racconto sia fatto della arzigogolata, ricchissima e straripante prosa gaddiana (per di più quasi tutta al passato remoto). Ne viene un racconto che è al tempo stesso travolgente, coinvolgente, divertente… insomma perfetto.

Rimasi al buio. Così comincia il racconto. E questo è già un assaggio delle affermazioni decise, inequivocabili e definitive di cui è costellata la narrazione. Rimasi esterrefatto – Uomo e donna finirono per litigare – Apparve un pompiere – Presero a delirare tutti in una volta – Si udirono tuoni lontani – Tentarono le bombarde orchestrali di strapparmi al sopore in cui ero incorso – La sua agonia si protrasse quarantaquattro minuti. Ma, straordinaria rappresentazione della scena in cui all’improvviso compaiono altri interpreti sul palcoscenico fino ad allora occupato solo dal tenore e dal soprano, ecco il perentorio Accorsero diverse persone.

C’è quel che succede in scena (Semiramide), ci sono gli interpreti (l’Ammiraglio e la Faraonide), ma c’è anche quel che succede in platea e nei palchi, al bar durante l’intervallo, le signore ingioiellate e signori serissimi, la coda al guardaroba quando l’opera è finita (I signori e gli psicopompi, un cartoncino alla mano, si accalcarono e gomitarono come plebei per riavere la pelliccia al più presto).

Ci sono però due personaggi della serata cui l’autore riserva una speciale attenzione: uno è il direttore d’orchestra, specie nella scena di massa in cui … ogni faccia, maschera della follìa, defecava la sua voce totale nella cisterna vuota dell’insensatezza. (…) Il signore che, in frack, è sul podio, avrebbe potuto interporre i suoi buoni uffici e la sua autorità per sedare tanto tumulto: e invece si sbracciava ad esacerbarlo…

E poi c’è il pompiere che inavvertitamente si sporge dalle quinte (credevo intervenisse per sedare il battibecco – Egli non faceva parte del capolavoro). Ai pompieri che hanno vigilato insieme ai carabinieri bergamaschi sulla sicurezza della serata sono dedicate le ultime righe del racconto, con poche parole finalmente liberatorie: Fortunatamente non si era avvertito, in tutta la meravigliosa serata, il benché minimo odore di bruciaticcio.

Una lettura davvero entusiasmante. Fa pensare che forse ormai una serata all’opera non sarà più vissuta come prima…

Per la cronaca 1: il libro di Gadda (La madonna dei filosofi) pare non sia più disponibile come volume singolo, ma lo si trova nel primo volume di “Romanzi e Racconti”. La pagina IBS del libro è qui

Per la conaca 2:. Pare invece che non sia più disponibile in alcun catalogo il libro fotografico del Ghirri. Edè un vero peccato.

Per la cronaca 3: Il testo (pare integrale) del racconto di Gadda, per uno di quei misteri della letteratura ai tempi di Internet,  trovasi qui.

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Responses

  1. […] di doversi poi mettere in coda al guardaroba per recuperare il cappotto, proprio come scriveva Gadda  (un cartoncino alla mano, si accalcarono e gomitarono come plebei per riavere la pelliccia al […]


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