Pubblicato da: miclischi | 17 febbraio 2011

Shopper addio, forse

Era l’ora. Dal primo gennaio 2011 sono banditi i sacchetti di plastica per la spesa, a meno che non siano totalmente bio-degradabili, cioè fatti di Mater-B oppure di simili polimeri che possano essere allegramente smaltiti senza far danno. A dire il vero, considerando che i commercianti sono autorizzati a smaltire le proprie scorte e a propinare i propri sacchetti chissà per quanto ancora, è giunto il momento di impadronirsi (anche) di questa battaglia contro la plastica-monnezza e ognuno può fare la sua parte.

Ci sono le scatole di cartone che vagano fra i corridoi dei supermercati, ci sono le sporte e le borse e le cassette e i carrellini da portarsi da casa, ci sono insomma innumerevoli soluzioni a questo che si avvia a diventare un non-problema.

Resta però la questione dell’ortofrutta. E’ vero che, se si compra un casco di banane o una melanzana o un melone, è possibile appiccicare l’etichetta con peso e prezzo direttamente sul prodotto, senza dover usare i piccoli sacchettini di plastica, ma è anche vero che esiste una valida e sostenibile alternativa anche per i prodotti meno etichettabili (per esempio un grappolo d’uva o dodici zucchini): grazie alla campagna di portaslasporta si possono ordinare dei sacchettini di rete di cotone lavabile concepiti proprio per fare a meno dei sacchetti di plastica per l’ortofrutta. Basta cliccare sul tasto giusto per arrivare alla pagina di ebay su cui sono in vendita diversi tipi di borse, sporte e anche i sacchettini di rete.  E’ particolarmente conveniente il kit che comprende un assortimento di borse per la spesa (fra cui anche i sacchetti di rete) che costa 20 euro compresa la spedizione (mentre 10 retini da soli costano 9.50 + 6.50 di spedizione). Provare per credere: il recapito è rapidissimo e si può subito cominciare a usare tutti i vari prodotti.

All’uso pratico i sacchettini di rete riutilizzabili sono risultati assolutamente adatti all’uso e ci si abitua subito. Quindi, perché non usarli?

Forse in un domani non tanto lontano non vedremo più i nostri fiumi scorrere verso la foce tra  due ali di variopinti sacchettini stracciati appesi ai rami dei cespugli e degli alberi. La foto qui accanto è tratta da un blog del telegiornale della RAI che presenta una ricca/orrida galleria di plastiche fluviali.

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Responses

  1. oh friski, si vede che tu al mercato rionale non ci vai…perchè sennò sapresti che il problema dell’ortofrutta non esiste, basta usare i sacchetti di carta paglia come si fa dai tempi di Checchennino!!
    via, ti si vole bene uguale

  2. ma la prova fagiolino l’hai fatta? Non escono dalle maglie?


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