Pubblicato da: miclischi | 24 gennaio 2011

Conoscenza e tolleranza dalla Groenlandia all’Himalaya

Peter Freuchen scrisse il suo Book of the eskimos nel 1962.  Disgraziatamente pare non ne esista una edizione italiana. E anche nella traduzione Inglese non è che si trovi tanto facilmente dalle nostre parti. E’ un vero peccato, perché questo libro narrato in prima persona dall’esploratore danese presenta un vividissimo spaccato di vita della società eskimese della Groenlandia. L’autore visse infatti fra gli eskimesi (Inuit) del nord groenlandese e là mise anche su famiglia con una ragazza che sposò e dalla quale ebbe due figli.

Freuchen seppe trasferire nel suo libro la conoscenza approfondita di un popolo che vive costantemente in condizioni ambientali estreme, e chi trova anche geograficamente lontano da tutti gli altri. Ma, forse ancora più che geograficamente, culturalmente. Nel libro di Freuchen si trova un poderoso inno al rispetto delle culture diverse dalla propria, alla tolleranza, alla necessità di conoscere prima di esprimere le proprie opinioni. Ma anche una esortazione ad esplorare, a non lasciarsi intimorire dalla diversità, dai disagi, dalle abitudini quotidiane di chi vive all’altro capo del mondo e che ha probabilmente da affrontare problemi radicalmente diversi dai nostri. C’è anche un messaggio di incitazione all’avventura, allo spirito di adattamento, al “si può fare”, nel libro di Freuchen.

Molto più recente (è del 1999), diverso, diversamente concepito, il libro della canadese di origini polacche Jamie Zeppa. La vicenda si svolge nel piccolo Paese himalayano del Buthan e l’approccio non è quello dell’esploratrice bensì della cooperante (l’autrice racconta la propria esperienza di insegnante di inglese nelle scuole buthanesi). Peccato che il libro Oltre il cielo, oltre la terra non abbia mantenuto il sottotitolo originale (A Journey into Buthan) ma sia stato dotato di un equivoco La storia vera di una amore in Buthan. Tuttavia, passons (anche su qualche pecca nella traduzione) , quel che conta è il contenuto del libro. Peccato, soprattutto, che il libro sia oggi fuori catalogo (Bompiani); meno male che potendolo leggere in inglese si trova facilmente da ibs books.

Anche qui si narra in prima persona dell’impatto con una civiltà lontana e apparentemente ostile. Dai ghiacci della Groenlandia ci si trasferisce in uno dei paesi più isolati del mondo, circondato dalle vette Himalayane. Qui poi l’esperienza della giovanissima insegnante canadese comincia proprio dall’abituarsi a un contesto – umano e ambientale – che nei primi giorni sembrava insopportabile e che via via diviene familiare, non solo accetabile, ma caro, amato, necessario.

“Of course I eat food”, I say. “What do you think I eat?”

“Miss is only eating biscuits, my father is telling.”

“How does your father know?”

“My auntie is having one shop. She is telling miss is not buying food, only biscuits.”

“Aren’t biscuits food?” I ask, a little miffed that my eating habits have become news.

“No, miss. Food is rice.”

A poco a poco l’autrice abbandona i suoi pregiudizi, i suoi bisogni, le sue paure, e acquisisce una nuova consapevolezza di che cosa sia davvero bello, importante, necessario. Una passeggiata in un bosco o la visione di una catena di monti lontani nella luce incerta dell’alba diventano sensazioni così appaganti che i bisogni indotti dalla società consumistica nel nord del mondo diventano ai suoi occhi dei concetti di ricchezza davvero ridicoli.

Peter Freuchen, Janie Zeppa: due libri che dovrebbero essere nei programmi di lettura di tutte le scuole; due libri che insegnano che lontano, lontanissimo dalla nostra casa, dalla nostra famiglia, dal nostro ambiente, si possono trovare persone, ambienti, situazioni e valori di inestimabile ricchezza, pur nella evidente diversità.

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Responses

  1. mi ispirano parecchio:
    so many books
    so little time

  2. In Groenlandia si possono praticare anche numerosissime attività acquatiche e, poiché il kayak è stato inventato dagli inuit, questo sport sarà sicuramente in cima alla lista. Si possono organizzare uscite brevi e uscite più lunghe, ma in entrambi i casi incombe il pericolo degli iceberg. Per chi ama la pesca, la Groenlandia offre opportunità uniche


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