Pubblicato da: miclischi | 14 gennaio 2011

La Purma veramente Special

Ci sono macchine fotografiche che danno piacere al solo esplorarle, maneggiarle e scattarci foto. Poco importa se la qualità ottica non è delle migliori e se i negativi che si ottengono sono ascrivibili alla categoria delle curiosità piuttosto che a quella degli scatti notevoli. La Purma Special è una di quelle.

Una macchina fotografica (costruita nel Regno Unito a partire dal 1937 e fino al 1951) che produce immagini quadrate, ma in cui il modo in cui si impugna l’apparecchio (orizzontale, verticale verso destra o verticale verso sinistra) può fare una bella differenza. Grazie infatti a un ingegnoso sistema meccanico basato sulla gravità, a seconda di come si orienta la macchina fotografica l’otturatore scatta con tre tempi di otturazione diversi. Accanto alla finestrella del mirino, infatti, si può leggere in piccolo FAST se si ruota l’apparecchio verso destra, SLOW se si ruota a sinistra. Sulla velocità “FAST” non ci sono tanti dubbi, visto che la casa produttrice puntava sull’otturatore estremamente veloce (1/450) per il suo lancio pubblicitario; anche la velocità lenta pare sia indiscussa: 1/25. La velocità di otturazione intermedia, quella che si ottiene tenendo l’apparecchio in posizione orizzontale, viene indicato sull’annuncio pubblicitario a fianco come 1/150, ma questo sito web segnala che su altri cataloghi viene indicato 1/50 come velocità intermedia. Che fosse un refuso?

Comunque. Questa macchina di bachelite brillante nera è fenomenale, anche nel design, nelle curve sinuose della gola in cui si trova il pulsante di scatto, nella grazia delle freccette bianche che indicano il senso di rotazione per l’avvolgimento della pellicola e del caricatore della molla dell’otturatore. Insomma, un vero piacere estetico. Il design di questa macchina fu attribuito a scopi pubblicitari  al designer franco-statunitense Raymond Loewy (che fra l’altro disegnò anche i marchi della Shell e delle Lucky Strike e un’infinità di macchine, autobus e veicoli vari). Qui c’è un post che però spiega questa mistificazione e chiarisce che la Purma fu il risultato dello sforzo congiunto di Tom Purvis (per la carrozzeria) e Alfred Croger Mayo (per la progettazione dell’otturatore). Da cui il nome: Pur-Ma.

La pellicola è  in formato 127, con doppia finestrella, cioè si ottengono 16 fotogrammi quadrati e non 12 come nello “standard Rollei”.

Ci sono ben due sicure contro gli scatti accidentali: Prima di tutto in posizione di riposo si avvita un apposito tappo sull’obiettivo: quest’ultimo rientra a molla e in questa posizione lo scatto non funziona. Poi c’è la necessità di caricare l’otturatore prima di ogni scatto. Non c’è però la protezione contro le doppie esposizioni (il che può anche essere un vantaggio)

L’obiettivo da 2 pollici e 1/4 (circa 57 mm) ha diaframma (6.3) e messa a fuoco  fissi (da 3 metri all’infinito, come indicato qui).

Alla prova pratica si è potuto constatare soprattutto il piacere tattile nel maneggiare questo piccolo gioiello di tecnica e design. I risultati sono “medii” per gli apparecchi di quel’epoca, e comunque tutt’altro che scarsi. Le foto qui presentate sono state scattate con pellicola Efke 100 (delicatina), sviluppata con Tetenal Ultrafin Liquid 1+20 e scansionata con Epson Perfection 1240U.

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