Pubblicato da: miclischi | 23 dicembre 2010

Amore e guerra ai tempi di Gene Wilder

C’è poco da fare. Gene Wilder rimarrà sempre fisso nella memoria collettiva con il suo sguardo stralunato,  i suoi ricciolini biondi da Frankenstone e le sue gag (rimetta-a-posto-la-candela). Il film Frankenstein Junior, noto rimedio contro tutti i malumori, appartiene al bagaglio collettivo e non ce lo si scolla più di dosso.

Poi arriva il Gene Wilder scrittore, inusitatamente.

Già uno non si aspetta che si metta a scrivere (a dire il vero aveva già pubblicato una biografia artistica: Baciami come uno sconosciuto), poi scopre che scrive un romanzo, e per di più un romanzo storico ambientato sul fronte franco-tedesco nella prima guerra mondiale; poi vien fuori uno stile matter-of-fact che non ci si aspetta facilmente da un comico… insomma questa lettura del suo La mia puttana francese riserva continue e piacevoli sorprese.

Un giovinastro americano deluso dal matrimonio e dalla vita si arruola volontario e viene catapultato a fare il soldato in Francia. Qui, dopo una serie di improbabili disavventure che lo portano dietro le linee nemiche, si trova a impersonare il ruolo della spia tedesca (e qui gli torna comoda l’esperienza di attore amatoriale). Saltando da un imprevisto a una probabilità a un gioco di scene di pura improvvisazione, si infila in situazioni sempre più rocambolesche che lo portano anche fra le braccia di una ragazza che vorrebbe redimere dalla strada della perdizione (redimendo, così, anche se stesso). E via così, rotolando di storia in storia e di situazione in situazione fino all’epilogo che non sarà detto, casomai si rovinasse la sorpresa.

Il Prof. Frankenstein

Ecco, tutto questo viene raccontato dall’autore senza sussulti, con uno stile piano e quasi monotono, ma appropriatissimo proprio perché in questa scrittura apparentemente sciapa Wilder inserisce qua e là episodi, ambientazioni e battute che scuotono il lettore come dall’interno. Uno stile magistrale, da grande raccontatore di storie e da frequentatore dell’assurdo, perfettamente calato nell’ambientazione storica. Un piacere di lettura presumilmente coadiuvato dalla bella traduzione di Alessandra Olivieri Sangiacomo.

Ma è anche un libro avvincente ed evocatore di vividissime immagini cinematografiche, tanto che qualche giorno dopo averlo finito, nella memoria affiora il dubbio: ma ho letto un libro o ho visto un film?

Una piacevolissima lettura. Vien subito voglia di leggere il prossimo romanzo di Wilder! Intanto, le pagine d’apertura di questo primo suo sforzo narrativo si possono leggere qui.

Gene Wilder: La mia puttana francese – una delicata storia d’amore. Traduzione di Alessandra Olivieri Sangiacomo. Sagoma Editore 2010. Illustrazione  in copertina di Leonardo Rodriguez. 182 pagine, 14 Euro.

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