Pubblicato da: miclischi | 14 ottobre 2010

Eppure il vento soffia ancora

Ottobre. Mese da salone nautico di Genova. Salone dei superyacht, dove di barchette a vela “popolari” quasi non ce ne sono più, tanto che alla fine di nautica se ne legge più sulle pagine “economia e finanza” dei quotidiani che sulle poche sopravvissute rivistine per i diportisti. I costi proibitivi (di gestione ma anche di costruzione) rendono di fatto sempre meno diffusi gli scafi per la piccola crociera costiera, le barchette che ogni famiglia del nostro popolo di navigatori dovrebbe potersi permettere; e infatti i nuovi porticcioli vengono progettati e costruiti pensando all’utenza di alta gamma piuttosto che a chi il mare dovrebbe poterselo vivere domenica dopo domenica, nel tempo libero quotidiano, nelle ferie, e non solo nei sogni.

Eppure, non è completamente morta la nautica minima, davvero il vento soffia ancora nelle piccole vele dei piccoli scafi amati e vezzeggiati dai diportisti che ci credono ancora. Si ritrovano in mare, certo, lungo le nostre coste e nelle isole dei nostri arcipelaghi; ma anche ora che l’estate è finita il popolo delle veline (intese come piccole barche a vela – così fu indicata la Blues Boat all’ancora nella baia di Rondinara) pensa già alla prossima stagione, e la navigazione prosegue, una volta tanto a ragion veduta, su Internet.

C’è chi la chiama piccola nautica, chi nautica minima. Un po’ per modestia, un po’ per chiarire che si parla di barche di cinque, o sei, o sette metri, casomai poco più, roba che potendo la si potrebbe magari mettere anche su un carrello per potersela tirar dietro in autostrada per andare a scoprire nuovi lidi da esplorare.

Fatto sta che, per quanto piccola, questa nautica è vivissima; basta esplorare qualche sito web (per esempio proprio quello che si chiama Circuito Piccola Nautica) per scoprire che c’è un mondo di appassionati, navigatori, simpatizzanti, giovani e meno giovani che in barca ci vanno, che amano parlarne, confrontarsi, chiedersi e darsi consigli, scambiarsi esperienze e informazioni pratiche. Ci si può affacciare per esempio su Naima, una rivista online pubblicata da un convinto pivierista che, oltre a racconti di esperienze personali e fotografie, pubblica anche un sacco di informazioni utili al popolo dei crocieristi minimi. Per andare poco lontano, c’è anche il sito web dedicato al Piviere, storica barca popolare ideata negli anni ’60 da Aldo Renai e Mauro Mancini. Qui, oltre a una messe infinita di informazioni (addirittura i piani velici e gli opusculi pubblicitari del Piviere quando uscì) e un tentativo (peraltro ben riuscito) di inventariare tutti i Pivieri in circolazione, colpisce soprattutto la vivacità con cui numerosi pivieristi , ma anche curiosi e simpatizzanti, partecipano ai forum. Basta lanciare un tema (che sia tecnico, storico, nauti-politico o ludico) che la platea si anima, e partono dibattiti e scambi anche accesi di opinioni. E tutto questo per opera di qualche fervente appassionato di quella piccola nautica che al salone di Genova, semplicemente, non si vede più.

E c’è poi il blog del Brezza 22, un altro modello di barca popolare, più grande del Piviere eppure più facilmente carrellabile perché parecchio più stretto; quello delle barche autocostruite, il sito sulle  barche piccole, sì, ma con vela aurica. Analogamente si trova anche l’associazione dei velisti del Meteor (una altra barchina di 6 metri che ha formato generazioni di velisti e crocieristi) e quella del piccolo Bissotwo, altra barca che potrebbe essere presa davvero a simbolo della nautica minima.

Volendosi affacciare in Francia, paese di grandi tradizioni di nautica popolare, si può poi visitare il sito dedicato interamente a chi naviga sui Musquetaire, o quello sui Muscadet .

Il mercato dell’usato fortunatamente è vivo, e grazie anche ai numerosi portali di annunci su Internet è ragionevolmente facile trovare una barca d’occasione nella propria zona. E se non si trova niente? Non c’è problema, basta spargere la voce su uno dei tanti forum e blog della piccola nautica; qualcuno aiuterà.

Per la cronaca 1: La canzone Eppure soffia di Pierangelo Bertoli è del 1977.

Per la cronaca 2: Una galleria di foto del Piviere The Blues Boat si trova qui.

Per la cronaca 3: Naima è anche una delle più famose composizioni di John Coltrane (dal nome della sua moglie di allora). Fu pubblicata nel 1959 nell’album Giant Steps. Innumerevoli versioni si trovano qui.

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Responses

  1. Letto con molto piacere,lo trovo veramente ben fatto.Sergio ex proprietario del Buser Piviere n.021

  2. Ciao Michele, l’articolo è bello, completo e suggestivo.
    Aggiungo solo una notizia in più, che per me ha solo un valore romantico: quando ho suggerito il nome Naima per la nostra rivista telematica, pensavo alla vicenda umana e di marinaio di Mauro Bossi, e dela sua piccola barca autocostruita in compensato marino che si chiamava, appunto, Naima (http://www.velanet.it/users/ilpiviere/rivista/articolo.php?id=31).
    E anagrammando Naima si ottiene anima.
    Il jazz e Coltrane, l’ ho scoperto dopo.
    A presto

    Alfredo Vincenti

  3. Ciao,
    articolo “romantico”, ho una barca 43 piedi, non grande, ma forse non piccola come quelle descritte e come quelle che ogni tanto osservo ammirato che trovo imbucate in piccole baiette in Croazia.
    ammirato perchè mi chiedo come facciano…no ammirato perchè mi rendo conto che la passione per il mare fa superare tanti ostacoli e fa sentire liberi anche a bordo di piccole, coccole imbarcazioni.


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