Pubblicato da: miclischi | 5 ottobre 2010

Carmine Abate: l’addizione e il segno più

Abate a Pisa

Carmine Abate è una persona schiva, al limite del timido. Non gli piace stare al centro dell’attenzione, ma si sente veramente a suo agio quando parla dei suoi libri, di come sono scaturiti dalla sua esperienza diretta, e soprattutto quando ne legge a voce alta, in pubblico. Non si crogiola nell’autocompiacimento ma anzi si preoccupa di rendere correttamente quel che le sue parole volevano dire. Legge bene, benissimo, Carmine Abate, e trasmette a chi lo ascolta anche questa vibrazione speciale che gli deriva dalla mescolanza di lingue e dialetti.

Vivere per addizione – e altri viaggi, il suo ultimo libro, è stato presentato nell’ambito delle celebrazioni organizzate  ogni anno dalla comunità dei calabresi che vivono a Pisa. Insieme agli straordinari stand gastronomici che animano come un mercato del Suditalia le logge di Banchi davanti al Comune pisano, gli organizzatori promuovono anche incontri ed eventi culturali, e quest’anno, finalmente, anche Carmine Abate è venuto a Pisa.

L’autore si è seduto non senza imbarazzzo sullo scranno del sindaco, nella prestigiosa Sala delle Baleari. Ha ascoltato quel che gli altri avevano da dire per presentarlo al pubblico, e poi ha preso la parola per raccontare e per raccontarsi. Ogni volta che gli veniva da sorridere quasi sembrava subito  pentirsene, e si ricomponeva con urgenza. Ma la parola. La sua parola, la sua scrittura, non sono per niente timide e schive. Si legge con grande piacere, la prosa di Abate, perché trasuda umanità, verità, vita vissuta (o meglio vite vissute).

Questo libro, poi, ha una particolarità: è fatto di racconti scritti in momenti diversi e in luoghi diversi, ma che sono come legati da un filo comune: il filo dei viaggi percorsi dal sud al nord, alla Germania, al Trentino, e sono tenuti insieme da un instabile equilibrio fatto di lingue che si accavallano sempre.

La presentazione nella Sala delle Baleari a Pisa

Ogni diversità non separa ma arricchisce; ogni confine non è qualcosa che separa ma che incoraggia lo scambio; ogni lingua è fatta per mescolarsi con altre lingue. Addizione è la parola chiave: rigirare in positivo (quel segno più…) ogni diversità, ogni confronto, ogni novità. Anche se si tratta di novità e diversità difficili, dolorose, come quelle in cui si imbattono gli emigranti, in ogni luogo e in ogni tempo.

Se per i tedeschi  continuavo a essere uno straniero; per gli altri stranieri un italiano; per gli italiani, un meridionale, o terrone; per i meridionali, un calabrese; per i calabresi, un albanese, o “ghiegghiu”, come loro chiamano gli arbëreshë; per gli arbëreshë, un germanese o un trentino; per i germanesi e i trentini, uno sradicato, io per me ero semplicemente io, una sintesi di tutte quelle definizioni…

Emigrante lui stesso, figlio di emigranti, Abate sa bene di che cosa sta parlando, e non sorprende che a un certo punto, quasi senza accorgercene, l’autore ci porti per mano nel mondo degli immigrati, che altro non sono che emigranti essi stessi. Catapultati in un altra cultura, un altro clima, altre lingue. Il collage magicamente si ricompone, e questo poetico affresco ottimista appare in tutto il suo convincente splendore. Davvero un libro da consigliare a tutti, da far leggere ai ragazzi che sempre più spesso siedono a scuola accanto a studenti stranieri, ai giovani che sono così facilmente e superficialmente propensi al rifiuto dello straniero in quanto diverso, a tutti quanti possono apprezzare un libro che trasmette contemporaneamente il piacere di leggere una prosa di qualità e un messaggio universale di tolleranza e di ottimismo.

Per la cronaca 1: nel racconto che si intitola Ika c’è uno straordinario resoconto di una partita a rimpiattino. Chi legge ha la precisa sensazione di partecipare al gioco.

Per la cronaca 2: Di Carmine Abate si era già trattato qualche tempo fa qui, a proposito dle suo romanzo Tra due mari.

Per la cronaca 3: Carmine Abate viene dal paese di Carfizzi, in Calabria. E’ un paese Arbëreshë, e questa sua particolarità di appartenenza etnica e linguistica permea tutta la sua opera letteraria.

Per la cronaca 4: L’associazione dei calabresi a Pisa si chiama Esperia e questo è il suo sito web.

Carmine Abate: Vivere per addizione e altri viaggi. Oscar Mondadori, 2010. 168 pagine, 9 Euro.

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Responses

  1. Salve! Alcune settimane fa, sono stato in biblioteca a Pordenone in Friuli Venezia Giulia. Ero in cerca di libri di storia e non solo che parlano sull’Albania. Tra file di altri scrittori d’Italia ho trovato anche un nome a me molto simpatico, Carmine Abate. Sono felice perché così io posso leggere altri suoi libri.
    Cordiali saluti e altri successi!
    Grazie!
    Selman Hasa

  2. […] Per la cronaca 2: del romanzo Tra due mari si era ragionato tempo addietro qui. Della raccolta Vivere per addizione – e altri viaggi si era ragionato qui. […]


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