Pubblicato da: miclischi | 30 agosto 2010

Il piacere di leggere Carlo Levi

Carlo Levi: paesaggio di Aliano

Carlo Levi è diventato famoso per il su libro Cristo si è fermato a Eboli. Allo stesso tempo ha reso famoso, e meta di pellegrinaggi turistici, il paesucolo di Aliano, nella montagna lucana, dove fu mandato al confino nel 1935-36. Uomo poliedrico,  Carlo Levi: laureato in medicina ma non praticante, si reputava soprattutto pittore. Ma fu anche scrittore (pochi libri, in verità) e uomo d’idee e di azioni  (aderì fin dagli albori al movimento Giustizia e libertà).

Cristo si è fermato a Eboli viene spesso presentato come manifesto politico, o come testo di denuncia delle condizioni di vita del sottoproletariato contadino nel sud, come un testo che portò all’attenzione di tutti la cosiddetta questione meridionale. Certamente il libro di Levi è anche questo. Ma non avrebbe forse avuto la fortuna che ha avuto se non fosse anche – soprattutto – un libro di straordinaria qualità letteraria,  con una scrittura per immagini estremamente efficace. Anzi, è proprio la magica mescolanza fra l’evocazione pittorico-paesaggistica e l’intima sensibilità che si fa denuncia sociale che rendono la scrittura leviana particolarmente speciale e godibile, vagamente evocativa di atmosfere dei paesaggi rurali alain-fournieriani.

I contadini risalivano le strade con i loro animali e rifluivano alle loro case, come ogni sera, con la monotonia di una eterna marea, in un loro oscuro, misterioso mondo senza speranza.

Dalla finestra entrava una luce fosca e incerta: le colline parevano addormentarsi dolorosamente in quello squallore.

I giorni erano freddi e smorti; il sole si levava pallido, come a fatica, sui monti bianchi.

Racconta, e racconta, e racconta, Carlo Levi, quei suoi giorni tutti uguali da sradicato. Da persona colta e impegnata che si trova catapultata in un ambiente in cui è costretto a imparare quasi da zero un nuovo di linguaggio di comunicazione con le persone, un nuovo modo di osservare, un nuovo atteggiamento mentale. Scritto una decina d’anni dopo il soggiorno lucano, il libro si presenta tuttavia quasi come un puntuale diario ricchissimo di dettagli e annotazioni sulle cose e la case, sui paesaggi e le situazioni, ma soprattutto sulle persone, sugli equilibri (e gli squilibri) sociali, sulla quotidianità.

Tira le somme nel penultimo capitolo del suo libro, Carlo Levi, e qui dice finalmente come la pensa, in che modo il suo soggiorno in quell’ambiente sradicato lo ha marcato, chiarendogli le idee su concetti assoluti come Stato, Politica, Ideologia. Era il 1945 quando Levi scriveva nel suo libro:

Noi non possiamo oggi prevedere quali forme politiche si preparino per il futuro: ma in un paese di piccola borghesia come l’Italia, e nel quale le ideologie piccolo-borghesi sono andate contagiando anche le classi popolari cittadine, purtroppo è probabile che le nuove istituzioni che seguiranno al fascismo, per evoluzione lenta o per opera di violenza, e anche le più estreme e apparentemente rivoluzionarie fra esse, saranno riportate a riaffermare, in modi diversi, quelle ideologie; ricreeranno uno Stato altrettanto, e forse più, lontano dalla vita, idolatrico e astratto, perpetreranno e peggioreranno, sotto nuovi nomi e nuove bandiere, l’eterno fascismo italiano.

Frasi che fanno un certo effetto, lette nel XXI secolo, in epoca di videocrazia e di vita politica da cui sembra essere scomparsa l’etica civile.

Fornisce anche la sua ricetta per evitare il disastro, Carlo Levi: fortissime autonomie locali. Lo Stato non può essere che l’insieme di infinite autonomie, una organica federazione. (…) Finché Roma governerà Matera, Matera sarà anarchica e disperata, e Roma disperata e tirannica.

Leggere o rileggere oggi Cristo si è fermato a Eboli è un grande piacere. Prima di tutto per la qualità della lingua, delle parole, delle descrizioni e delle idee. E poi perché fa venire voglia di andarli a vedere, quei luoghi del confino di Levi. Una visita a Aliano procura fortissime emozioni, specialmente se ci si va subito dopo aver letto il libro. Ma di questo si parlerà un’altra volta.

Carlo Levi, Cristo di è fermato a Eboli. Einaudi,1945 (Edizione ET  2005). Pagg. XIX+242, Euro 10,50.

Per la Croncaca: Dal libro di Levi fu tratto anche un film nel 1979, interpretato da Gian Maria Volonté con la regia di Francesco Rosi.


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Responses

  1. […] sulle montagne della provincia di Matera. E’ la Basilicata di Carlo Levi, che nel suo libro Cristo si è fermato a Eboli aveva rinominato il paese: Gagliano. Un gruppetto di turisti approda al paesello dopo innumerevoli […]

  2. molto bello questo ritratto del libro e del suo fascino e senso. Mi complimento, in attesa di rileggere Carlo Levi e di andare (tornare?) a Eboli


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