Pubblicato da: miclischi | 13 agosto 2010

Una lettura per l’estate: erotismo e tanatoprassi

(dal sito della scrittrice)

Mary B. Tolusso (B sta per Barbara) non è una scrittrice di primo pelo. Pubblica poesie già da oltre dieci anni, fa la giornalista e insomma non è una principiante. Quindi il suo romanzo molto noir L’imbalsamatrice avrebbe forse meritato una veste editoriale e tipografica più adeguata. Ma tant’è.

Scrittrice malinconicamente triestina, la Tolusso racconta questa storia a sfondo funerario in cui la protagonista si prende cura dei cadaveri per renderli presentabili nella bara allo sguardo dei parenti in lutto. Si prende cura delle sue salme, ci dialoga, ci litiga, le coccola e le abbellisce. Poi, quando esce dall’agenzia di pompe funebri, rincorre le proprie passioni: incontri di una notte, amici, amiche, sconosciute, sesso, sesso, sesso. Il tutto con lo sfondo di una storia finita e sulla quale si preparano e si srotolano, lungo tutta la trama del romanzo, rivelazioni non poi così sorprendenti (culmineranno nel capitoletto di epilogo).

Insomma il solito intreccio di amore e morte. Ma qui c’è di più: una scrittura a scatti, volutamente discontinua, nervosa e quasi blogghistica (infatti uno sguardo al blog dell’autrice offre un adeguato saggio della sua scrittura), piena di incisi e ribedoli, parentesi e controparentesi, quasi nell’urgenza di raccontare tutto quel che va raccontato. Un puzzle shakerato di questioni familiari (la mamma e la sorella sembrano presenze etxebarriane), estremismi erotici e autoerotici, vita notturna e – invece – una compostissima professionalità tanatopratica.

La protagonista parla in prima persona e si rivolge direttamente ai suoi lettori anche con qualche puntualizzazione sul suo modo di scrivere. E’ vero che un mio personaggio non entra mai in una stanza con una notizia esplosiva, ma almeno io non vi faccio sapere tutto sul punto croce della mantovana o sul bordo rasatello color malva dell’orlo.

C’è poi – soprattutto – questa tenerissima cura con cui la protagonista si preoccupa di accudire e abbellire il cadavere più amato e più caro: la città di Trieste con le sue vie, i suoi luoghi, la sua bora gelida.

Insomma una lettura spigolosa ma piacevole, in cui gli eccessi sono dichiaratissimamente eccessivi e quindi godibili, una buona lettura per questa estate.

Mary B. Tolusso: L’imbalsamatrice. Gaffi Editore, Roma 2010. 280 pagine, 18 Euro.

Per la cronaca 1: L’intervista all’autrice realizzata dalla Rai si trova qui.

Per la cronaca 2: Con il suo libro di poesie L’inverso ritrovato la Tolusso è stata fra i vincitori del Premio Pasolini nel 2004.

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Responses

  1. Salve! Vorrei segnalare, se può interessare, l’intervista che Mary B. Tolusso ha concesso al nostro blog. http://leragazze.wordpress.com/2010/10/12/intervista-a-mary-b-tolusso/


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