Pubblicato da: miclischi | 16 luglio 2010

Willy Ronis racconta i suoi attimi fuggenti

Nel 2009, a un passo dal traguardo dei 100 anni, moriva Willy Ronis. Uno dei simboli della fotografia popolare francese, quella della gente per strada, dei semplici paesaggi rurali e urbani. Insomma quello della chiatta che passa sotto il ponte giusto in tempo per rivelare i bambini che giocano, quello della baguette di pane con cui corre allegramente un bambinetto, quello – forse la sua foto più famosa – del nudo provenzale. Una foto dalla semplicitià e dall’intimità quasi sconvolgenti.

Come nacquero quegli attimi fissati all’improvviso (quasi sempre all’improvviso) attraverso l’obiettivo del fotografo? Cosa c’era dietro (o meglio, come lui stesso diceva,  “prima e dopo”) quegli scatti, quei “momenti precisi che mai più si sarebbero ripresentati“? Ce lo racconta lui stesso, in un libriccino svelto ripubblicato in collana tascabile “folio” col titolo “Ce jour-là“. Proprio con quelle parole (“Quel giorno…”) inizia ogni capitoletto nel quale il fotografo ricostruisce l’occasione in cui scattò ognuna delle fotografie raccolte nel volume. E’ impressionante verificare la lucidità con cui rimangono scolpite nella memoria dell’anziano artista le occasioni legate a ogni singolo scatto. E la cosa forse più interessante è seguire la storia che continua dopo che la foto è stata pubblicata. Persone che a distanza di anni contattano il fotografo perché si sono riconosciute nell’immagine pubblicata su chissà quale rivista, o per rivelare  chi erano tizio e caia, che poi si sono sposati e hanno aperto un bistrot… Ronis riesce con poche parole a illustrare la poetica e l’estetica del suo lavoro e, quasi a conferma delle sue ferme convinzioni, presenta queste testimonianze di come un attimo fissato sulla pellicola di fatto segni l’inizio di una storia infinita.

Il numero celebrativo di Photo dedicato a Willy Ronis

Un po’ buffe, a volte goffe, sono invece le “supposizioni” con le quali l’autore lascia libera la fantasia di immaginare un contorno all’immagine. Chi sono, cosa stanno facendo, che cosa si accingono a fare i soggetti raffigurati nella foto? Qui c’è spazio per di tutto e di più, ma certamente sono molto più interessanti e coinvolgenti i ricordi “veri” che non questi voli fantasiosi.

E si scopre che la foto del bambino con la baguette sottobraccio non è un’immagine rubata per strada ma è stata costruita accuratamente; o che l’operaia tessile ritratta in una doccia di luce mentre sta china acanto a una macchina sarebbe morta di lì a poco, o che Marie-Anne, la compagna di quasi cinquant’anni di vita in comune, è di gran lunga il soggetto affettuosamente preferito di tutta la sua carriera.

Insomma, un catalogo di immagini e di ricordi, una puntualizzazione sull’atto foto-creativo che si legge (e si guarda) con estrema piacevolezza.

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Responses

  1. […] (qualcosa che rassomiglia solo molto alla lontana ai ricordi di Willy Ronis di cui si parlava qui) è interessante per avvicinarsi a un altro aspetto della fotografia di Föllmi: l’importanza del […]


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