Pubblicato da: miclischi | 15 giugno 2010

In giro per la Sicilia in compagnia di Roberto Alajmo

Vos et ipsam civitatem benedicimus. Per chi entra in Sicilia traghettando attraverso lo stretto, questo è il messaggio di accoglienza di Messina e della Sicilia ai suoi visitatori. In latino. Trattasi, secondo la tradizione, delle parole con cui si conclude la lettera  che la Madonna scrisse ai messinesi per ringraziarli della loro devozione. Oggi compare a caratteri cubitali sul basamento dell’alta colonna fariforme che sorregge all’ingresso del porto la statua dorata della Madonna benedicente.

Roberto Alajmo, dopo aver sfogliato come una cipolla la città di Palermo, disseziona tutta l’isola, o meglio tutte le isole della Sicilia, in una libro-viaggio di esplorazione, scoperta e riscoperta dei luoghi, dei fatti, della storia e delle parole di numerosissimi luoghi della sicilianità. Per farlo pone il lettore di fronte a due ostacoli da affrontare prima di partire per il viaggio: il primo è “da dove partire?”. Poi, quasi scimmiottando il compito di doversi confrontare con la  dicitura latina con cui si trova vis-à-vis chi sbarca a Messina, impone la domanda: “che vuol dire il titolo del libro?”.

L’arte di Annacarsi (sottotitolo: un viaggio in Sicilia) comincia il suo itinerario (visto che da qualche parte bisogna cominciare) da Marsala e Calatafimi, luoghi Garibaldini (a dire il vero su Marsala l’autore si soffermerà anche più tardi, per ragionare di Mozia e per trattare di questioni enologiche). Ma prima di cominciare mette le mani avanti (proprio così recita il titolo del primo capitolo) con una sorta di premessa sulla sicilianità e sulla peculiarità del classicone “Viaggio in Sicilia”).  L’arcano sul significato del titolo viene svelato solo dopo, nel terzo capitolo, su Palermo, per poi svilupparsi appieno nell’ultimo, su Messina. Ma per non rovinare la sorpresa qui non se ne dirà niente.

Ci vuole un passaporto, per fare un viaggio in Sicilia. Ce lo dicono le parole in latino quando si arriva a Messina, ce lo dice il titolo oscuro dell’itinerario Alajmiano. Ci vuole un passaporto di estrema apertura, di buona disposizione ad avvicinarsi ai luoghi e alle persone (“avvicinare” può essere abbastanza, “capire” potrebbe suonare un po’ pretenzioso), una grande dose di curiosità. Per questo un libro come questo poteva scriverlo solo un siciliano. Ma per lo meno i non-siciliani dovrebbero tutti ringraziarlo, perché con questo itinerario Alajmo ci consegna proprio una specie di passaporto. O per lo meno un permesso di soggiorno temporaneo. Quanto basta per scoprire la Sicilia e innamorarsene.

Capitoletti brevi, o meno brevi, o cortissimi. Lampi su luoghi e città che, secondo un piano non predefinito – davvero come in un girovagare avventuroso – possono contenere indicazioni e suggerimenti per andare alla scoperta di luoghi negletti dagli itinerari turistici, oppure lunghe divagazioni storiche o leggendarie, ma anche ritratti di personaggi noti e meno noti, scrittori siciliani, note di ambiente, appunti personali… Insomma è come se Roberto Alajmo fosse andato a ripescare nei cassetti della sua scrivania i taccuini di viaggio delle sue scorribande in lungo e in largo (e intorno) alla Sicilia per farcene dono.

Ora toccherà sempre portarselo dietro, questo libro, ogni volta che capiterà di ritornare in Sicilia. Perché certamente verrà voglia di andarli a vedere, o a rivedere, tanti di quei luoghi fantastici. E, come si dovrebbe fare con ogni libro o guida di viaggio, i margini delle pagine si arricchiranno con appunti di aggiornamento, di conferma, di sberleffo,  di commozione o di semplice annotazione (tipo: giro di Mozia alle due del pomeriggio del 30 luglio 2002. Non spira un alito di vento, i cespugli fanno poca ombra. Anne (australiana pallidissima) soffre ma stoicamente resiste. Meno male il tavolino dell’alimentari è all’ombra e il vino è fresco). Un consiglio a Roberto Alajmo per le prossime edizioni: prevedere una giustezza più stretta per lasciare uno spazio più grande per le note a margine. Ce ne sarà bisogno di sicuro.

Roberto Alajmo: L’arte di annacarsi. Laterza Editore, 2010. 284 pagine, 16 Euro.

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Responses

  1. […] alcuni itinerari, per stimolare approcci e curiosità. Come tempo addietro si diceva per la Sicilia di Roberto Alajmo, anche in questo caso un libro che raccoglie pensieri ed emozioni personali ed intimi può […]


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