Pubblicato da: miclischi | 19 maggio 2010

Boschi: il trionfo dell’ignoranza.

Qualche giorno fa il programma di controinformazione Striscia la notizia ne ha combinata una grossa. Chissà se in buona fede, chissà se in nome di una qualche lobby, chissà se al puro scopo di fare spettacolo o di contrabbandare come scoop (così si riferisce il Ministro dell’Ambiente alla non-notizia diffusa dalla trasmissione di Canale 5) un coacervo di cialtronate sul tema cassoliano del taglio del bosco.

A parziale discolpa degli intrepidi giornal-sensazionalisti di Striscia va pur detto che il significato del termine “ceduo” risulta tutto sommato abbastanza ignoto alla stragrande maggioranza del popolo non-tecnico e non-scientifico (il quale, nel migliore dei casi, tende a confonderlo con il termine “deciduo”). Ci viene in aiuto il dizionario online Garzanti linguistica: CEDUO. agg. si dice di bosco o di pianta soggetti a taglio periodico ¶ s. m. bosco ceduo. Una definizione stringata ma corretta. Naturalmente la voce di Wikipedia sviluppa il tema in modo adeguato e comprensibile anche ai non tecnici.

Ora, il bello è che nel servizio di Striscia la parola ceduo non viene mai pronunciata e così risulta facile, quasi quasi anche ovvio, presentare una parcella di bosco ceduo tagliata (con rilascio di parecchie matricine, peraltro, o madricine, come diceva Cassola nel suo Taglio) come un obbrobrio, uno scempio, un disastro, un crimine contro l’ambiente. Ora, che quelli di Striscia non sappiano che cosa sia un ceduo (figurarsi poi le matricine), va bene, ma i sedicenti ambientalisti intervistati per l’occasione? Davvero c’è da scomodare le frane e le tragedie di Sarno e di Messina in relazione al taglio periodico del bosco ceduo? Fare Ambiente e Legambiente non è che ci facciano poi una gran bella figura. Passi invece la Ministra, presa in contropiede (con astuzia?) dall’intervistatore, il quale certamente non le ha presentato la situazione se non nella sua componente di “presunto disastro”.

Se la cultura della salvaguardia dell’ambiente deve passare attraverso questi programmi (e quegli ambientalisti…) siamo messi proprio bene!

C’è evidentemente una vasta schiera di personaggi (potenti e meno potenti) a cui fa proprio comodo che la difesa dell’ambiente e la cultura della conservazione siano consegnate nelle mani di incompetenti invece che in quelle dei tecnici preparati e degli scienziati. Del resto, da che mondo è mondo l’ignoranza diffusa ha sempre fatto comodo a chi comanda. Resta tuttavia un mistero come mai chi davvero avrebbe le competenze per dire la sua e per diffondere la cultura della conservazione non lo faccia. Poco o nulla. Il mondo accademico tende ad autoreferenziarsi e a non avventurarsi nei paludosi terreni della divulgazione e della politica (le scelte di pianificazione ambientale e territoriale possono apparire come scelte “apolitiche” solo a chi ha gli occhi foderati di prosciutto).

Tant’è. C’è lo sdegno dei Dottori Forestali, professionisti dell’albero e della foresta, c’è la delusione di chi ha dedicato la vita e la professione alla gestione sostenibile dell’ambiente, ma anche – soprattutto – la sorpresa di veder tanta cialtronaggine e ignoranza elevata al rango di scoop giornalistico.

Per la cronaca 1: Non è una novità che l’argomento “boschi e foreste” si presti a facilonerie e imprecisioni. Alla fine degli anni ’80 venne sbandierato con orgoglio come l’inventario forestale nazionale avesse rivelato un cospicuo aumento della superficie nazionale ricoperta da boschi. “I boschi italiani sono in crescita, la carenza di foreste non è più un problema…”, etc. etc. Forse fu anche per quella campagna di informazione che i rimboschimenti passarono di moda. Tanto che oggi è diventato sempre più raro trovare chi sappia come si fanno. A quei tempi, però, fu omesso un piccolo particolare: dai tempi dei rilievi inventariali precedenti, era stato cambiato drasticamente il criterio di definizione di “che cosa è un bosco”. Dall’area minima di 0,5 ettari con copertura del suolo di almeno il 50% si passò rispettivamente a 0,2 ettari e il 20%. Ma ci si guardò bene di pubblicizzare questo non trascurabile cambiamento dei criteri di rilevamento. Era aumentata la superficie dei boschi? Forse, dopo tutto, non si trattava di una notiziona, ma solo di una mistificazione.

Per la cronaca 2: Per chiarirsi un po’ le idee sui boschi cedui, e soprattutto sulla loro gestione sostenibile si possono visitare questo sito umbro e quest’altro sito toscano.

Per la cronaca 3: Sul sito della rivista per tecnici forestali Sherwood si può visionare il servizio di Striscia la notizia e lasciare anche il proprio commento.

Ecco come appare un bosco ceduo alcuni anni dopo lo "scempio"

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Responses

  1. Cari amici, sapete che il 100% dgli italiani conosce la figura e le competenze del medico, dell’avvocato, del farmacista, del veterinario, dell’ingegnere, dell’architetto,ecc…ma solo lo 0,3% sa chi è e cosa fa il dottore agronomo o il dottore forestale?
    Ecco, mettetevi in testa questo dato e abbinatelo al fatto che l’ambiente viene trattato nel 90% dei casi da architetti, filosofi o pseudo amanti della natura che addirittura non sanno la differenza tra ambiente e paesaggio: capirete perchè l’ignoranza regni sovrana in tutto il settore dell’arboricoltura urbana e non.
    Cari, miei, siamo mesi male!

  2. Su Facebook è stato aperto un gruppo per chiedere le scuse di striscia la notizia. Il gruppo si chiama “quelli che vogliono le scuse di striscia la notizia”. L’obiettivo è quello di ottenere un servizio che dia la possibilità a esperti del settore (e quindi Dott. Forestali e non “pseudo ambientalisti) di spiegare quale sia la reale situazione del Poncione e inoltre che faccia sapere agli italiani e al ministro prestigiacomo che è stato da pochi anni concluso l’inventario forestale nazionale. Iscrivetevi!!!

  3. Max Laudadio denuncia i falsi medici o i falsi veterinari che fanno diagnosi ma lascia spazio e dà risalto ai falsi agronomi che parlano di parassitologia del verde o di selvicoltura. Perchè questa ignoranza di competenze o mancanza di rispetto per i dottori agronomi e i dottori forestali? Ignoranza o stupidità?

  4. Arriva un nuovo virus che provoca un’epidemia e subito in tv convocano i migliori medici in circolazione.
    Arriva una nuova pandemia in campo animale e giustamente vanno ad intervistare i migliori veterinari.
    …arriva un nuovo parassita degli alberi e chi ti mettono in tv a pontificare?
    due giardinieri
    una maestra in pensione
    un filosofo di Legambiente
    un architetto del WWF
    Mi chiedo perchè non chiudano le Facoltà di Scienze Agrarie e quelle di Scienze Forestali mandando tutto il corpo docente a insegnare alle scuole medie…


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