Pubblicato da: miclischi | 11 aprile 2010

Un fish-eye per tutti

Walter Mazzi e la sua libreria fotogafati da Cippi Pitschen con il Nikkor 8 mm

Il fish-eye è un obiettivo che produce immagini circolari, avendo un angolo di campo di 180°. Produce foto d’effetto e naturalmente si presta solo a certe occasioni. Difficile pensare a un fish-eye come “obiettivo normale”. Un tempo poi esistevano solo fish eye molto sofisticati (e costosi), e a chi voleva accostarsi senza svenarsi a questo origininalissimo approccio alla ripresa fotografica, non restava che avventurarsi nella jungla degli “aggiuntivi”, cioè dei troccoli da montare davanti all’obiettivo per ottenere, appunto, l’effetto fish-eye. Jungla perché la qualità di tali aggiuntivi ha un livello di variabilità enorme,ed esiste sempre il rischio di ritrovarsi con risultati poco soddisfacenti.

Nikkor 8 mm

C’è però una branca della fotografia che mette in secondissimo piano la qualità grafica ed esalta soprattutto il gesto creativo: la cosiddetta Lomografia. A prescindere da tutte le considerazioni che si possono fare sui concetti stessi di qualità e creatività, resta il fatto che le macchine lomografiche (in cui uno dei paradigmi è l’obiettivo di plastica) costano pochissimo, sono divertenti e possono produrre anche risultati notevoli.

Volendosi avventurare nell’espressività del fisheye, la macchina fotografica Diana F+ che utilizza pellicole in formato 120 (6×6) offre fra i suoi accessori anche un obiettivo fisheye con mirino, il tutto per una quarantina di euro (che sommati agli altri 40 della macchina fotografica permettono di farsi un corredo con obiettivo normale, fish-eye e anche un riduttore per fare più fotogrammi di dimensioni più piccole del 6×6 con la pellicola 120). Insomma ci si può stare. E la qualità?

Fotografando con la Diana+

Un paio di rulli hanno fugato ogni dubbio: qualità più che accettabile. Quasi sorprendente. Roba che, avendo una borsa sufficientemente capace, uno potrebbe ipotizzare di portarsi sempre dietro la Diana con il fish-eye già montato, come “macchina in più” per riprese speciali.

Le foto presentate qui sotto sono state scattate con la Diana F+ con fish-eye e utilizzando pellicole Fomapan 100 sviluppate con il Fomadol in diluizione 1+50. Da non sottovalutare anche la possibilità delle doppie esposizioni. Infatti, pur essendo una macchina fotografica “moderna”, l’avanzamento della pellicola è solo manuale a manopola, e la verifica del contapose viene fatta solo dalla solita finestrella rossa.

Due parole su tempi e diaframmi. Il tempo di otturazione è unico, circa 1/60 (+ B), mentre i diaframmi sono indicati dagli antichi pittogrammi con il sole, il sole dietro la nuvola e la nuvola (corrispondono a 22-16-11).  Inoltre, volendosi spingere verso sperimentazioni più ardite, se si rimuove l’obiettivo rimane un forellino che permette di dedicarsi alla fotografia stenopeica! Ma questa è un’altra storia e sarà raccontata un’altra volta.

Alcune foto scattate con il fish-eye della Diana F+ sono qui.

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