Pubblicato da: miclischi | 6 aprile 2010

Piccola grande Zeh Goldi

Nel panorama delle macchine fotografiche formato 127 degli anni ’30, la Zeh (o Zeca) Goldi occupa un posto di tutto rilievo. Una folding di ridotte dimensioni, mezzo formato (3×4) con mirino ottico pieghevole ma soprattutto un obiettivo e un otturatore di qualità (Zecanar Anastigmat 50 mm F:2.9 + Compur fino a 1/300), rappresentava una sorta di “Leica dei poveri”, per così dire. Oggi scattare con questa macchina è un vero piacere, anche perché la qualità dell’ottica si combina con l’estrema portatilità e il mezzo formato (di fatto poco più grande del 135) permette di scattare ben 16 foto con un rullino 127.

L’impresa fotografica di Paul Zeh di Dresda ebbe vita pioneristica ma breve: nata nel 1902, iniziò a produrre macchine fotografiche nel 1913, ma non sopravvisse alla guerra, e chiuse definitivamente nel 1948. Una manciata di apparecchi di qualità rimangono a testimonianza di quella impresa fotografica. Produsse anche macchine 6×6, 6×9 e a lastre. Il profilo di Camerapedia si trova qui.

L’apertura del frontale della Goldi produce una avanzata decisa del piano otturatore-obiettivo. A differenza di altre folding, nella Goldi il piano obiettivo avanza parallelamente al piano pellicola, evitando i piroettamenti comuni in altri modelli, che tanto fanno temere per la meccanica di questi apparecchi vetusti. Naturalmente l’otturatore deve essere ricaricato prima di ogni scatto,  e oltre ai tempi da 1 secondo a 1/300 ci sono le posizioni B e T  (con innesto filettato per lo scatto flessibile). L’obiettivo presenta una gamma di diaframmi da 2.9 a 12 e la messa a fuoco viene fatta impostando la distanza sulla apposita ghiera (distanza minima: 1 metro).

Lo scatto è molto sensibile, e quindi sono scongiurati i rischi connessi agli spostamenti della macchina quando si aziona la levetta. La forma della macchina è di buona ergonomia e nonostante il formato standard sia verticale, si riesce a mirare bene anche ruotando la Goldi di 90 gradi.

Le prove fatte mostrano una buona incisione e i risultati sono del tutto soddisfacenti. Ci sono buone chance che fra tutti gli apparecchi formato 127 presentati su queste pagine la Goldi finisca per essere quello più frequentemente utilizzato, complice anche l’estrema portatilità.

Una nota sulla pellicola Efke, attualmente l’unica disponibile sul mercato mondiale per il formato 127. Pare che i lotti recenti di pellicola siano molto più sottili e delicati di quelli di una volta. Occorre molta ma molta attenzione nel maneggiare questa pellicola durante il caricamento della spirale e per le manipolazioni dello sviluppo e dopo (scanner o ingranditore). Le foto qui presentate, scattate con Efke 100 ASA, sono state sviluppate copn Ultrafin Liquid della Tetenal in soluzione 1+20 (scansione con Epson Perfection 1240U).


Responses

  1. […] elegante e tascabile che si presenta in modo molto simile alla Zeh Goldi di cui si ragionava qui tempo fa. Ha però alcune diverse features: prima di tutto sulla Ikonta (o meglio, su questa qui) […]


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