Pubblicato da: miclischi | 31 gennaio 2010

Alfa Ferrania, pioniera del formato 127

Può succedere di concorrere per un’asta su Ebay per una Ferrania Tanit (anni ’50) a due lire e imbattersi invece in una Alfa/a degli anni ’40 (la macchina non riporta nessuna indicazione di modello, ma si risale all’identificazione grazie al volumetto del Malavolti) . Macchinetta essenziale ma elegante, con la regolazione della distanza (minimo 1,2 metri) e un otturatore dal suono soave che innamora. Tempo di otturazione fisso (si presume il solito sessantesimo) oppure B. Un unico diaframma, ben pubblicizzato sul frontale dell’obiettivo: 1:9. L’indicazione delle distanze di messa a fuoco si trovano punzonate sulla ghiera metallica e si riescono a vedere decentemente solo con luce radente, ma con qualche piccolo sforzo di immaginazione ci si può riuscire.

Qualche informazione tecnica si trova su questo sito di collezionismo francese. Si tratta di una macchina fotografica per pellicola formato 127 che fornisce fotogrammi di 2,5 x 4 centrimetri. Per la prova è stata utilizzata la pellicola Efke 100 svilupata con Ultrafin Liquid 1+20 della Tetenal.

Si vedono le stampigliature della carta di protezione.

La Alfa è una macchinetta moto piacevole da usare, con la carrozzeria che ricorda le macchinine-giocattolo di latta e il suo click dal suono magico.  Il problema casomai si pone quando ci si accorge (succede più spesso di quanto non si pensi con le macchine fotografiche anteguerra) che la finestrella rossa posta sul dorso della macchina per verificare l’avanzamento della pellicola e il posizionamento del contapose lascia passare quel tanto di louce che basta a stampigliare sul fotogramma anche i dettagli  (numero di posa, frecce di avanzamento, linee varie) che si trovano sulla carta di protezione che avvolge la pellicola. Questione di ortocromatismo e pancromatismo? Forse non è un caso che alcune macchine fotografiche di quegli anni siano dotate di apposite mascherine scorrevoli che chiudono completamente il passaggio di luce attraverso le finesetrelle rosse.

Un proposito: fare un altro rullino avendo cura di riporre al chiuso della borsa la macchina foto grafica subito dopo aver scattato. Oppure applicando un po’ di nastro nero sulla finestrella, staccandolo solo per far avanzare la pellicola.

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Responses

  1. scotch nero la soluzione a tutti i mali. Mi ricordo che il problema sussisteva sulle macchinette economiche anche del dopoguerra. Nella mia plasticosa di inizio anni 60 avevo creato una “tendina” di stoffa nera


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