Pubblicato da: miclischi | 8 dicembre 2009

La fotografia secondo Ando Gilardi

Ando Gilardi ha dedicato la sua lunga vita alla fotografia. Dal pionierismo della fotografia sociale ai tempi dei servizi sui braccianti, gli operai e minatori per conto della CGIL di Giuseppe Di Vittorio, passando per l’affinamento della fotografia museale (documentazione di opere d’arte), fino allo studio approfondito della fotografia non tanto da un punto di vista tecnico bensì storico e filosofico.

MEGLIO LADRO CHE FOTOGRAFO. Questo libretto di Gilardi è del 2007. Svelto svelto e di piacevole lettura, è strutturato i due parti. La prima tratta di tutti, quasi tutti, i punti di vista che si possono immaginare sulla fotografia, ed è strutturata sotto forma di dialogo (alla maniera del Diderot di Jacques il fatalista, ma anche de Lewis Carrol o di Douglas Hofstadter). Chiarissimo quindi l’intento didascalico. La seconda è una specie di excursus sull’album dei ricordi: una carrellata sulle immagini scattate (“prese”, direbbe lui) da Gilardi durante la sua lunga carriera.

Ora, a prescindere dall’autorevolezza di un fotografo di così lunga esperienza e di così profonda cultura, c’è forse una nota stonata. Gilardi afferma a più riprese senza esitazione che chi non fa il fotografo di professione, chi non ha alle spalle anni e anni fatti di giornate e giornate di lunghissime ore di lavoro fotografico professionale (cioè retribuito)… farebbe meglio a stare zitto, a non parlare di fotografia, figurarsi poi insegnarla, e anche a scordarsi si alludere alla fotografia come forma d’arte.

Un approccio rispettabilissimo. Sembra però che a Gilardi sfugga uno dei motori principali di tanti fotografi: il piacere. Il piacere di realizzare un’immagine, di pensarla, di svilupparla, stamparla, magari modificarla. Ma anche il piacere di maneggiare un apparecchio fotografico, imparare a conoscerlo, farne strumento di comunicazione e di espressività.

Insomma, quello di Gilardi sembra proprio un approccio alla Hans-Martin Linde. Prendiamo un appassionato di musica che voglia dedicarsi allo studio e all’esecuzione di alcuni capolavori della musica barocca con il flauto dolce (strumento poco impegnativo come acquisto, portatile, insomma “popolare”). Supponiamo che questo appassionato sfogli qualche manuale in libreria e decida di comprarsene uno. Trova per esempio il Manuale del flauto dolce dell’illustre sconosciuto (come esecutore) statunitense Kenneth Wollitz; ma anche il testo didattico The Recorder Player’s Handbook dello straordinario interprete tedesco Hans-Martin Linde (basti la sua esecuzione delle sonate del ciclo Il Pastor Fido di Antonio Vivaldi).

Allora, nel caso di Wollitz, l’appassionato di musica troverà uno sprone a studiare e a migliorarsi, un incoraggiamento a superare le inevitabili difficoltà,  uno stimolo a cercare nuove tecniche e “trucchi” di diteggiatura; insomma un inno alla gioia del far musica. Nel libro di Linde, al contrario, l’appassionato aspirante musicista troverà soprattutto frustrazione: la tesi dell’artista tedesco è che o si studia in modo da suonare alla perfezione, da “professionista”, oppure è meglio lasciar perdere.

Comunque, tanto di cappello alla carriera di Gilardi, e a tante delle sue idee e ipotesi. Ma soprattutto tanto di cappello alla ricchissima bibliografia iconografica incastonata nei suoi dialoghi. Una sicura fonte di stimolo a soddisfare tante curiosità, a ricercare fonti e riscontri, a sfogliare vecchi numeri ingialliti di riviste fotografiche oppure, come lui stesso gioiosissimamente direbbe, le rapidissime e inesauribili pagine di Google!

Per la cronaca 1: Ando Gilardi: Meglio ladro che fotografo. Tutto quello che dovreste sapere sulla fotografia ma preferirete non aver mai saputo. Pp. X+148, Bruno Mondadori Editore, 2007. 15 Euro. Per una carrellata di recensioni dal sito del suo editore, ecco il link.

Per la cronaca 2: Qui c’è un nutrito archivio di foto di Gilardi, e qui c’è una interessantissima intervista video al fotografo sui suoi anni con Di Vittorio in giro per l’italia a fotografare lavoratori per la CGIL; nelle immagini di corredo all’intervista sono rivisitate molte delle foto presentate nella seconda sezione del libro.

Per la cronaca 3: La bibliografia di Gilardi è notevole. Qui c’è la pagina dei suoi titoli su ibs.

Per la cronaca 4: Ando Gilardi ha anche un suo canale Youtube, dove presenta mini-video sulla fotografia.

Una delle foto del periodo "sindacale" di Gilardi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: