Pubblicato da: miclischi | 3 novembre 2009

L’esposimetro che prevede tutto

esposimetro 1Le macchine fotorafiche di oggi -ma anche quelle di ieri e di ierilaltro – sono dotate di esposimetro, cioè di un dispositivo che misura (o stima) la luce che andrà a impresisonare la pellicola oppure a eccitare il sensore digitale. Ma un tempo l’esposizione doveva essere stimata sulla base dell’esperienza del fotografo.

Quale tempo? Quale diaframma? O meglio, quale accoppiata tempo-diaframma? Qualche fotografo anni 40 e 50 sentenziava che una foto viene sempre “mediamente” bene usando in condizioni “medie” l’accoppiata 6.3 – 1:100. A parte che sulle macchine meno antiche delle Leica con passo a vite quei valori non si sono più, magari un approccio più pragmatico, già a quei tempi, poteva garantire risultati più accettbili.

esposimetro 2 - esempio

L'esempio del Cipro

Ecco allora il fantastico Esposimetro “Cipro” Brevettato. Non si sa di che anno. Anche qualche ricerca internettistica non ha dato risultati. Questo simpatico apparecchietto che si presenta come una specie di regolo calcolatore in alluminio, permette di identificare l’esposizione più idonea a partire dai seguenti parametri:

1. La sensibilità della pellicola (da 3 a 24 DIN);

2. Il mese e l’ora (per esempio, le 9 del mattino di febbraio equivalgono alle 5 di sera di giugno);

3. Tipo di copertura nuvolosa (da “sole” a “molto offuscato”)

4. Tipo di soggetto (qui si va dal “paesaggio con neve” fino all'”interno chiaro”, passando per “gruppi all’aperto”, “ritratti all’ombra” e “veranda”).

Dalla combinazione di questi ingredienti emerge un coefficente che identifica le varie accoppiate. Tutt’altra storia se si usa luce artificiale. Le istruzioni dell’apparecchietto citano l’esempio seguente: se si vuole scattare con una pellicola da 18 DIN (64 ASA) alle 10 di mattina di settembre un ritratto in ombra con tempo coperto… si dovrà impostare la macchina fotografica su f:8, 1:10 oppure f. 5.6, 1/25.

Niente da dire, forse però il sistema è un po’ meno pratico con soggetti in movimento o in situazioni di ripresa meno “ritrattistiche” e più di azione. Intanto però, saper fotografare acnhe senza esposimetro (e per di più anche in interni) è un “valore aggiunto” per ogni fotografo. Quindi qualche esercizietto con il Cipro (per esempio per verificare se quel che si calcola corrisponde poi a quel che dice l’esposimetro della macchina) male di certo non fa.

esposimetro 2

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