Pubblicato da: miclischi | 29 settembre 2009

Per chi crede di non credere

Immaginate di trovare nella buchetta delle lettere una delle solite rivistine, insomma, una di quelle che sembrano tutte uguali: il giornalino della parrocchia, o il bollettino di una lontana missione impegnata nel catechizzare a destra e a manca nella vastità di una qualche savana, o un pamphlet dei testimoni di Geova. Prima di vergarla nello scatolone per i rifiuti cartacei, attira il titolo: Non credo. Infatti, non è una rivista pretesca, bensì una testatina che si vuole proprio sull’altra sponda, quella dei non-credenti. Quindi, incuriosisce e assorbe un po’ di tempo nello sfogliare qualche pagina.

noncredo.jpgCurioso che una “rivista di cultura laica” sembri in tutto e per tutto un giornale della parrocchia e che, oltretutto, nei numerosi articoli parli solo di religione! Se si immagina che gli articoli della rivista siano declamati, si ode la voce di un qualche giornalista vaticanista, di quelli che quando trasmettono i servizi dal Vaticano parlano come preti, in un quasi sussurrare che suscita immagini di sacre navate in cui bisogna stare attenti a non disturbare.

Ma davvero il direttore della rivista e i suoi collaboratori pensano che i non credenti, ammesso che ambiscano ad essere etichettati in tal modo, desiderino una “loro” rivista? A giudicare dalla dichiarazione di intenti, pare proprio di sì: La rivista edita dalla fondazione, nel rispetto di fedi, opinioni e credenze, vuole porsi come legittima democratica identitaria voce culturale di quella vasta categoria di ottimi cittadini laici che sono i NONCREDENTI. Davvero ognuno è alla disperata ricerca di una casellina in cui essere collocato, di un’etichetta di cui fregiarsi? Davvero si può assegnare l’etichetta di “ottimi cittadini” a tutti i Noncredenti? Forse no. Assumere come etichetta non ciò che si è ma ciò che non si è appare di per sé come un paradosso, ma farci addirittura una rivista…

Facciamo un salto spazio-temporale. In altri contesti e in altri tempi Ivan Della Mea cantò parole indelebili: “Dare etichette è sempre da coglioni…”.  Forse gran parte dei Noncredenti si riconoscono meglio in questo slogan preistorico…

ivandella meaPer la cronaca 1: La rivista Non Credo è pubblicata dalla Fondazione Religions Free e da questo link si può richiedere gratuitamente il primo numero. Per farsi un’idea, qui c’è l’editoriale del primo numero.

Per la cronaca 2: La citazione di Ivan della Mea viene dalla canzone Quando ‘riva ‘l cald, dall’album Io so che un giorno (1966). Una scheda sul cantautore con la discografia si trova qui, mentre la voce di Wikipedia è qui.

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Responses

  1. Arrivata pure a me la rivista e non m’è affatto spiaciuta; vediamo come evolve…

  2. P.S.: trovato questo blog cercando info sulla rivista, ora me lo spulcio meglio…


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