Pubblicato da: miclischi | 13 settembre 2009

Brindisi non è una brutta città

La città vecchia vista dalla sommità del Monumento al Marinaio d'Italia

La città vecchia vista dalla sommità del Monumento al Marinaio d'Italia

Checché ne dicano alcuni animati campanilisti dei dintorni, questa città portuale del basso, anzi bassissimo Adriatico, trampolino di lancio per i traghetti –  ma anche per le barche a vela – alla volta della Grecia, è una città molto piacevole per una visita turistica, una passeggiata sul lungomare e per le vie del centro. Ecco alcune dritte:

Dritta 1: Così come nell’accingersi a visitare Istanbul è bene salire in cima alla torre di Galata per farsi un’idea della topografia della città, a Brindisi è vivamente consigliata l’ascensione in cima al Monumento al Marinaio d’Italia (anche se l’ascensore è guasto, la scalinata è ben fatta e per niente faticosa). Questo enorme spropositato fascistissimo monumento, eretto nel quartiere di Casale, quello dell’aeroporto,  può piacere o non piacere. Curiosissimo, comunque, che per onorare la memoria dei marinai caduti nella prima guerra mondiale si sia scelta la forma di un timone di nave. L’ascesa alla terrazza passa attraverso povere salette espositive in cui muffiscono vecchi cimeli, fotografie, targhe e decorazioni. Ma dalla sommità si gode una vista straordinaria, e si capisce anche perché il lungomare della città non è affatto lungo il mare (che è ben lontano) ma solo lungo le sponde del poderoso porto naturale. Si scopre infatti che il mare si scava nella costa una doppia insenatura (il Seno di Levante e il Seno di Ponente) al centro della quale si trova la città vecchia. Per la cronaca, le due insenature che si incuneano nella costa ricordano le corna ramificate di un cervo. L’antico nome messapico della città era appunto Brention o Brunda (testa di cervo). Una testa di cervo campeggia, insme alle celebri colonne (vedi sotto) sullo stemma della città.

La banchina davanti al Vertigo Caffè

La banchina davanti al Vertigo Caffè

Dritta 2: Il lungomare (o lungo-porto) è piacevolissimo da passeggiare: si vede il monumento dall’altra sponda in tutta la sua (quasi imbarazzante) imponenza, si osserva la spola delle navette che traghettano i pedoni da un lato all’altro della baia, si curiosa fra le barche di ogni nazionalità che accostano alla banchina lungo la strada sulla via della Grecia, si gusta uno straordinariamente buon gelato al Vertigo Café, si legge la lapide che ricorda i trascorsi virgiliani della città, si sobbalza di orrore per la kitschissima fontanona fascistona (la cosiddetta Fontana Monumentale), e poi finalmente ci si inerpica per le viuzze della cttà vecchia.

La chiesa di Santa Teresa

La chiesa di Santa Teresa

Dritta 3: Dietro il fontanone, una volta saliti pochi gradini, c’è una splendida piazza ombreggiata da lecci enormi. Tralasciato il monumento ai caduti, è interessante affacciarsi sulla facciata della Chiesa di Santa Teresa, e godersi il contrasto fra il verde delle chiome degli alberi, il bianco acciecante della facciata e l’azzurro del cielo. Certo chi progettò la chiesa non poteva immaginare che un giorno sarebbe venuto a mancare l’effetto d’insieme della facciata vista dalla piazza. Ma quegli alberi sono diventati essi stessi un monumento.

Auto d'epoca in piazza del Duomo

Auto d'epoca in piazza del Duomo

Dritta 4: A pochi passi da Santa Teresa ci sono il Duomo (notevole) e Palazzo Nervegna-Granafei, già sede della Corte d’Assise, oggi splendido spazio espositivo. Oltre alle mostre temporanee, il palazzo ospita anche l’enorme capitello della Colonna della via Appia (quello che si trova nella piazzetta di Virgilio è una copia). Un grande spazio vuoto che contiene il solo capitello. Sulla parete di sfondo, una enorme fotografia del lungomare con l’immancabile monumento-timone sullo sfondo. Un allestimento molto ben riuscito.

Queste poche annotazioni sono il risultato di una brevissima escursione a Brindisi. E già basterebbero a giustificare un passaggio da questa città. Ma c’è ancora molto altro da visitare o da scoprire: le ricchezze storiche e archeologiche, chiese, musei, castelli… Insomma, rimane la voglia di tornarci. Non fosse altro che per andare a vedere il Forte a Mare, all’imboccatura del porto. Per quanche idea su che cosa vedere a Brindisi, qui c’è la pagina del sito del Comune che contiene parecchie indicazioni.

La scala all'interno del Monumento al Marinaio

La scala all'interno del Monumento al Marinaio

Annunci

Responses

  1. Dritta 5: a soli 15 km, Mesagne.

  2. e da casa delle zie

  3. Grazie da parte di chi vive e vede Brindisi proprio così. ..


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: