Pubblicato da: miclischi | 5 settembre 2009

Il Jazz narrato da Szwed

jazzC’è un test abbastanza facile da fare per verificare la piacevolezza della lettura: prendete verso mezzanotte un nuovo libro fresco fresco di libreria (o di IBS) e portatevelo a letto per sfogliarlo un po’ prima di addormentarvi. Se il libro vi attanaglia e faticate a interrompere la lettura per spegnere finalmente la luce, vuol dire che è scritto bene e, come in questo caso, anche tradotto molto bene. E’ infatti molto avvincente, questa storia del Jazz narrata da John F. Szwed, antropologo statunitense, Ed anche se il sottotitolo lascia intendere che le sue intenzioni erano di presentare una guida all’ascolto della musica jazz, le proposte di artisti e brani musicali si dipanano in capitoli che illustrano – raccontano – in modo molto efficace tutte le età del jazz. Un contributo decisivo alla fluidità di lettura di questo libro deve avercelo messo anche Francesco Martinelli, curatore e traduttore. Giornalista, storico e docente di Jazz, iniziò a coltivare la sua competenza animando il CRIM (Center for Research about Improvised Music) a Pisa negli anni ’70. Chi ha avuto la fortuna di seguire alcune delle sue conferenze tematiche sa che è molto convincente nel trasmettere la propria passione e la propria conoscenza. Abilità che ha espresso anche in questa traduzione.

Non è questa una storia del Jazz scritta con stile accademico e con rigore scientifico. Traspaiono infatti le preferenze dell’autore, le fasi dell’evoluzione musicale su cui ama dilungarsi, gli artisti che si sente senza esitazione di raccomandare. Ma proprio per questo ne risulta una lettura mai noiosa e sempre stimolante. Fra l’altro il libro è strutturato in modo da presentare, quasi in ogni pagina, un ascolto di riferimento per meglio apprezzare le considerazioni dell’autore sui vari aspetti di questo o quel periodo, questo o quell’artista. Per ogni brano o album l’autore illustra brevemente i caratteri più distintivi e presenta il riferimento discografico molto precisamente. Naturalmente per seguire il discorso narrativo di Szwed si può anche molto agevolmente fare una giratina su deezer per trovare in pratica tutti o quasi gli ascolti raccomandati. Un intrecciarsi di parole e ascolti, quindi. Come in una conferenza del Martinelli, che riesce sempre a ben bilanciare i due elementi.

Da segnalare alla fine del libro anche delle ricche bibliografie e delle utilissime segnalazioni di siti e blog su internet. Per parafrasare (ribaltandola) la conclusione delle celebri recensioni del Borzacchini… quei 19 Euro val bene la pena spenderli per questo libro, invece che berseli di ponci.

John F. Szwed – JAZZ! – Una guida completa per ascoltare e amare la musica jazz. Edizione italiana e traduzione dall’inglese a cura di Francesco Martinelli, Edizioni EDT/Siena Jazz, 2009. Pagg. XIV+262, 19 Euro.

Per la cronaca 1: Sul sito web della casa editrice c’è un’interessante selezione di ascolti proposti dal curatore, con specifico riferimento al capitolo “Ascoltare il Jazz”.

Per la cronaca.2Qui c’è una lunga intervista di Luca Canini a Francesco Martinelli, pubblicata su All About Jazz.

Per la cronaca 3: John F. Swed ha scritto anche altri libri, fra cui una biografia di Miles Davis intitolata So What. Qui c’è una ricca intervista all’autore su quel musicista.

Per la cronaca 4:Il cognome dell’autore di questo libro è composto da 5 lettere che – sulla tastiera QWERTY – fanno parte di un gruppetto contiguo. A parte questa curiosità, si invita chi sapesse come si pronuncia a… pronunciarsi.

Da "The meaning of Jazz" di Boob McNut - anni '20

Da "The meaning of Jazz" di Boob McNut - anni '20

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Responses

  1. Una decina di anni fa ho letto uno stupendo libro sulla vita di Sun Ra scritto con amore e rigore da Szwed (Space Is The Place). Lui è un professore universitario di antropologia ed un musicologo. L’approccio ‘colto’ si sente, anche nella chiarezza di esposizione ed in un certo rigore. Quando è uscita questa edizione italiana di un suo libro la stavo per comprare. Poi: prezzo al solito assurdo, edizione amputata di molte delle 260 e più pagine originali. Dopo qualche giro su Amazon lo ho trovato a 4 (quattro)$, e mi sta per arrivare a casa per 12 euro finali. Sono contento di sentire che anche secondo te merita l’acquisto.

    ciao
    Ale

  2. Caro Michele, grazie delle gentili parole. Ad Alino, per la parte di cui sono responsabile – il prezzo non lo decide il curatore – una precisazione: nessuna pagina del libro è stata “amputata” a parte una lista di titoli di film di jazz che era in appendice. Non so da dove venga l’idea che “molte pagine” sono state amputate; se dal numero di pagine diverso delle due edizioni, la risposta è “impaginazione”.
    Al contrario, l’edizione italiana è corretta di molti errori che erano scappati a Szwed, è stata aggiornata nelle parti da svecchiare (come l’appendice su Internet citata da Michele) e alcune appendici sono nuove per l’edizione italiana (la bibliografia nella nostra lingua). Con qualche offerta speciale e il rischio di pagare l’IVA alla Dogana, alla fine col risparmio si rischia di non pagarci neppure un ponce…
    Dopodichè, avendone la possibilità, anch’io i libri in inglese preferisco leggerli in originale; nella mia esperienza a Siena Jazz e in altri luoghi tuttavia la percentuale di persone, anche tra gli studenti di jazz, che lo puo’ fare rimane tragicamente bassa, ed è per questo che abbiamo avviato questa iniziativa (che forse arriverà anche a “Space Is the Place” e “So What”).


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