Pubblicato da: miclischi | 1 settembre 2009

I misteri di Mancini e Fogar

mancini

Mauro Mancini dalla IV di copertina di "Giornate nere" - primo volume del Tagliamare

La tragedia del Surprise risale al 1978. Qualcuno forse ricorderà che le cronache di quei giorni erano in altre faccende affaccendate: erano i giorni del sequestro Moro.

Il 16 ottobre del 1977, a cena in una trattoria maremmana, Ambrogio Fogar chiese a Mauro Mancini se lo avrebbe accompagnato in una tappa di trasferimento verso la sua nuova impresa solitaria: la circumnavigazione dell’Antartide con la sua barca a vela di 11 metri, appunto il Surprise. Mauro rispose “Perché no?”. Nel tete-à-tete del dopo cena,  Mauro spiegò che quella sarebbe stata una buona occasione per esplorare l’uomo-Fogar. Non aveva dubbi, il maremmano Mancini, sulle ottime qualità nautiche del milanese Fogar; ma qualche perplessità sulla capacità di Ambrogio di gestirsi l’improvvisa notorietà dopo il giro del mondo a vela in solitario controvento, quella sì che ce l’aveva. E come! Dopo la pubblicazione del diario del giro del mondo Fogar venne accusato di plagio perché fra le sue pagine venne trovata – pari pari – la descrizione di una burrasca tratta da un altro diario di navigazione (altro autore e, alcuni notarono, altro editore). Gran pandemonio. Qualcuno arrivò perfino a dubitare che il giro del mondo lo avesse fatto davvero. Per Mauro non fu una questione di disonestà, ma solo… una bischerata.

Comunque, pochi mesi dopo la cena maremmana Mauro raggiunse Fogar in Argentina, di lì partirono per una tappa “costiera” ma il 19 gennaio 1978 il Surprise fu affondato da un branco di orche. Solo pochi minuti per approntare l’autogonfiabile e caricarci pochissime provviste, un blocchetto di fogli con l’intestazione della barca di Mauro (Quoziente Intelligenza Zero) e poco più. Seguirono settantaquattro giorni di angoscia, poi culminati nella grande beffa: un cargo greco raccolse i naufraghi nel sud-Atlantico, ma poco dopo il “salvataggio” Mauro, debilitato dalle lunghe giornate sulla zattera autogonfiabile, morì. Fu tremendo per sua moglie, per i suoi tanti amici e colleghi, per il popolo dei suoi seguaci diportisti, precipitare nel giro di poche ore dall’esultanza alla disperazione.

E ricominciarono le polemiche e le illazioni su Fogar e sulle sue presunte responsabilità.

Sono passati più di trent’anni da quei giorni maledetti, ma i misteri non sembrano diradarsi più di tanto. E’ un mistero come mai, ad esempio, il Corriere della Sera dedichi un paginone intero (domenica 30 agosto 2009, pag. 21) agli ultimi disperati biglietti che i naufraghi scrissero ai loro cari dalla zattera in mezzo all’oceano. E’ pur vero che il programma Sfide ha ripreso l’argomento in TV, ma era nel marzo del 2008, oltre un anno fa, e almeno in quell’occasione c’era un intento celebrativo, visto che ricorreva, proprio in quel periodo, il trenntennale della tragedia. Ma adesso, dove sta lo scoop? “Ne ha parlato Sfide e il Corriere ora le pubblica”. Perché? Non è mica una novità che quei bigliettini esistessero: lo si sapeva fin da quei tragici giorni. Ma perché spendere oggi, nell’agosto del 2009, un po’ di retorica su “l’intensità di un’amicizia che ha resistito nei giorni drammatici del naufragio…”? Macché amicizia che resiste. Casomai Mancini e Fogar (che non si potevano proprio definire “amici”) un’amicizia l’hanno costruita in quei giorni tremendi. E meno male. Ma resta un mistero il perché di questo paginone sul Corriere, e il perché dopo oltre trent’anni dalla tragedia si senta la necessità di dimostrare (strazianti bigliettini d’addio alla mano) che i due navigatori erano davvero amici.

Certi misteri, davvero, non si esauriscono mai.

Per la cronaca 1: Mauro Mancini fu l’ideatore dei portolani disegnati a mano della serie Navigare Lungocosta. Dette vita con l’editore Luciano Lischi di Pisa alla collana di manualistica nautica Il Tagliamare (oggi passata di mano ma tuttora viva e attiva). Con lo pseudonimo Capitan Ventodiprua scrisse vari testi fra i quali spicca per intelligenza Nautica disegnata, un vero e proprio manuale a fumetti per il diportista.

Per la cronaca 2: Marco Benedetto, collega e amico di Mauro, compagno di navigazione nella crociera alle Eolie degli anni ’70, ha preso spunto da questo paginone del Corriere per scrivere il suo, di omaggi alla memoria di Mauro. Si trova qui, su Blitz, il suo quotidiano online. Una lettura molto toccante, un ricordo scritto con genuina amicizia e ammirazione da chi con Mauro ha condiviso la vita quotidiana e il lavoro, lo svago e l’amore per il mare.

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Responses

  1. ..ma la barca dietro al Mancini nella foto è una gemella della Blues Boat!?

  2. Of course!

  3. ma ricordo male io, o Fogar copiò addirittura una pagina di Conrad?

  4. No, era il resoconto di viaggio di un altro navigatore moderno, a meno di black-out mnemonici.

  5. Hai ragione, era il diario di un viaggio in Tanzania di un certo John Guzzwell

  6. Si, certo, la blues boat, e lui in primo piano assomiglia terribilmente a Tino Boazzelli giovane..

  7. La barca dietro di lui e’ Il PIVIERE che fu prodotto in vetro resina dalla BCS NAUTICA del Dr RenatoBulleri


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