Pubblicato da: miclischi | 26 agosto 2009

La casina della Teti

TETI-2Marina di Pisa, a un passo da Bocca d’Arno. Negli intenti storico-didattici dei funzionari dell’Ufficio Toponomastica del Comune ci fu di sicuro anche un anelito logico-geografico. Infatti le vie Maiorca, Minorca e Ivizza (sic) confluiscono tutte e tre in Piazza delle Baleari. Non c’è traccia di Formentera, forse perché è parecchio più piccola delle altre. Un isolotto.

Poco prima di sboccare nella piazza, all’incrocio con via Moriconi, via Minorca si slarga. Un giardinetto, una volta più curato, oggi quasi una sterpaia sciatta e disadorna. Da un lato le antiche vestigia di un teatro, poi negli anni riciclato come officina di un falegname, oggi retrobottega e mini-giardinetto di un ristorante del lungomare. Accanto, le vetrine polverose del vecchio panificio del Ristori, quello che sfornava lenzuoli di schiacciata per i bimbi dopo il bagno, e i famosi “panini di Ferrino” per la nonna. Dopo aver cambiato gestione forse più d’una volta, è chiuso da parecchi anni, e intristisce.  Deve aver cessato le attività dopo un qualche capodanno, perché sui banconi sciagattati si intravedono ancora dei festoni natalizi. Sull’angolo l’orrida sagoma post-futurista e neo-gamena di una banca.

TETI-4Nel mezzo a questa desolazione, grazie anche a un recente restauro, lei però resiste. La casina della Teti. Così chiamata perché la leggenda locale voleva che in passato avesse ospitato al suo interno non si sa quale ammasso di relé, fili, interruttori e commutatori dell’antica compagnia telefonica, quella che c’era addirittura prima della SIP.

Poi venne il tempo dell’abbandono. Poi il tempo dell’ambulanza. Sfondata la parete est, la casupola faceva da rimessa per il mezzo di soccorso del medico di guardia installato nell’adiacente casetta. Poi un altro abbandono. Poi, così si dice, una breve parentesi come ufficetto turistico estivo per la cittadina balneare. Poi più nulla. La tinta sulle pareti si scrosta, l’intonaco spolvera… fortunatamente il tetto, le docce e gli infissi sono recenti e reggono bene.

TETI-5Quindi resiste, e resisterà, la casina della Teti; al tempo e alle intemperie, all’indifferenza e alla sciatteria. In inverno patirà le mareggiate, in primavera rivivrà forse un po’ di verde nella sua erbetta bruciata dal sale, per tornare ad arrostire d’estate in quel giardinetto che nessuno sembra notare. Accanto al teatro dismesso e al panificio dimenticato.

A chi ama i luoghi e i paesaggi marcovaldeschi non dispiacerà passare a trovarla, la casina della Teti. Fermarsi un poco nel giardinetto e sedersi sulla panchina; farci un giro intorno, rimirare gli intagli degli spioventi, constatare i malanni del tempo e infine commentare come al solito “resiste ancora, la casina della Teti”.

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Responses

  1. Oh! Non ce l’ho mica presente. La prossima volta che vengo a Marina, vado in missione.

  2. […] sparito il Ristori Si ragionava qui qualche tempo fa dell’equilibrio instabile della piazzetta che ospita la Casina della Teti a […]


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