Pubblicato da: miclischi | 21 agosto 2009

Arles – Les Rencontres 2009

Arles 2009In Provenza ci si va sempre volentieri. Arles, poi, è una cittadina moto piacevole in cui gironzolare, esplorare monumenti e viuzze, localini e piazzette, chiese e teatri. Se poi ci si va d’estate durante l’importante rassegna fotografica (Les Rencontres d’Arles), la visita è proprio soddisfacente.

Iniziamo dai luoghi espositivi: un’orgia di chiese e sale, spazi industriali ristrutturati ma non troppo, chiostri e giardini, musei… Val bene la pena passarci due o tre giorni, non tentando neanche lontanamente la maratona per vedere tutto in un solo giorno: dopo tutto, quest’anno c’erano 60 mostre fotografiche in vari siti della città…

Le mostre: qui di seguito una breve e personalissima rassegna di alcuni dei numerosi fotografi che hanno lasciato il segno durante la visita. Ma prima dei fotografi, la splendida rassegna fotografica celebrativa dei quarant’anni degli incontri di Arles: un susseguirsi incalzante di immagini e di fotografi anno dopo anno, stile dopo stile, capigliature e abiti dopo capigliature e abiti. Un vortice entusiasmante di foto in bianco e nero che gradatamente cominciano anche a diventare a colori.

JV Gautrand a photographié Bernard Perrine - hommage to the great god leica.

JV Gautrand a photographié Bernard Perrine - hommage to the great god leica.

La foto che rimane in mente: la venerazione della divinità incontrastata: la Leica! Ma veniamo ai fotografi in mostra.

Paulo Nozolino presenta la sua serie Far Cry. Multivisione di immagini angoscianti accompagnate dagli angoscianti suoni di Dominique Besson. La vita è un muro scrostato. La presenza umana è assolutamente incidentale.

Eugene Richards va alla ricerca di quel che rimane nelle case della campagna americana quando l’uomo non c’è più. Brani di libri, cassetti aperti con piatti rotti, pezzi di bambole ma, soprattutto, i segni lasciati sul muro dai quadri che non ci sono più.

René Burri è famoso per le sue foto di Che Guevara, ma la sua mostra comprende le immagini scattate di notte durante un black-out generale a New York il 9 novembre 1965. Come direbbe qualcuno, se uno si trova al posto giusto (lo studio di Erwitt) al momento giusto, con la macchina giusta (una Leica!) e 8 rullini…

Lisa Ross. Stampe a colori di grande formato, molto opache e pur luminosissime. Luoghi di culto dei musulmani cinesi. Video ventosi.

L'installazione di Giorgia Fiorio

L'installazione di Giorgia Fiorio

Jean-Christian Boucart ha fatto una ricerca sul web per trovare quale fosse la città più pericolosa degli USA, ed ha trovato Camden, New Jersey. E lì è andato a intrufolarsi per scattare foto tremende, la maggior parte corredate di didascalie-storie che raccontano delle sue paure, delle sue esperienze, del suo bisogno – comunque – di documentare.

Giorgia Fiorio ha beneficiato di uno degli allestimenti più spettacolari e riusciti di Arles: un cerchio sulle cui pareti rosse sono intervallate enormi stampe in bianco e nero. Il tema è uno solo: il rito.  Titolo: Il dono.

I volti di Attila Durak

I volti di Attila Durak

Attila Durak ha scattato innumerevoli foto di volti. Il ritratto dei turchi. Che non sono propriamente turchi: sono cristiani, kurdi, musulmani, ebrei, poveri, ricchi, felici, disperati, bambini e vecchi. Grande effetto, tutte stampe enormi a colori.

Willy Ronis: immagini classiche e straordinarie di Parigi e della Francia negli anni ’40 e ’50. Poi, negli anni ’80, anche a causa di acciacchi che gli impedivano di andare in giro a fotografare, si è dedicato con passione al nudo.

Duane Michals è un cultore delle foto-sequenze o foto-racconti, alcuni  corredati anche da apposite didascalie. Deve essersi divertito un sacco a costruirli.

Vera Schoepe è un’allieva della scuola nazionale di fotogafia di Arles. Notevole la sua serie sul confine California/Messico (I am a border).

In conclusione: una grande rassegna (è aperta fino al 13 settembre). Perché non decidere che una puntatina a Arles la si potrebbe fare anche ogni estate? Con du’ bicci si alloggia al Camping City dal quale si può andare in città a piedi; ci si godono le altre iniziative culturali del Comune, si va a fare una puntatina verso qualche altra città d’arte provenzale, e magari anche una giratina nel Parco della Camargue.  Abène.

Per chi non avesse voglia di spingersi fin oltre confine, ricordiamoci però – mutatis mutandis – anche della neo-Arles toscana: Il Lucca Digital Photo Fest. Quest’anno la rassegna si svolge dal 14 novembre all’8 dicembre.

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Responses

  1. Bravo frisky, commenti sintetici ma intriganti e ottimi i link di riferimento

  2. A Willy Ronis.
    Amo ricordati con le tue parole: “Non ho mai inseguito l’insolito, il mai visto, lo straordinario, ma quello che c’è di più tipico nella nostra esistenza quotidina, nel luogo in cui mi trovo: ricerca sincera e appassionata del semplice bellezze della vita ordinaria.”

  3. […] ragionato in precedenza su queste pagine a proposito degli inconti della fotografia si Arles del 2009, 2010 e […]


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