Pubblicato da: miclischi | 19 agosto 2009

Guardai i fiori della siepe…


pivanoFernanda Pivano
– Genova, 18 luglio 1917 – Milano, 18 agosto 2009.

Guardai i fiori della siepe: uno era caduto:

un altro era appena sbocciato: nessuno dei due era triste o felice.

Questi due versi della poesia di Jack Kerouak SEPT. 16, 1961, POEM, tradotti da Fernanda Pivano nella raccolta Poesia degli ultimi americani.

Nella prefazione dell’edizione 1995 di questa raccolta, Fernanda Pivano conclude con una struggente ode alla Poesia:

Chissà se queste poesie sono datate. Quei sogni, quelle utopie sono stati travolti dal terrorismo, ma i giovani raccolti in frange minoritarie che non picchiano gli extracomunitari, non stuprano le ragazze, non uccidono negli stadi indossando questa o quella nostalgica uniforme, non si nascondono sotto la retorica religiosa, queste poesie le leggono di nuovo, come allora, come ai tempi del sacco a pelo, anche se sanno che quei tempi non torneranno più, che quei sogni sono finiti per sempre: le leggono perché cercano qualche traccia di quella meravigliosa speranza, inafferrabile dea, immortale bellezza che è sempre stata e sarà sempre la libertà.

Un omaggio alla grande Pivano: leggere e rileggere le sue traduzioni. Ecco la sua versione di Another Spring di Denise Levertov (dalla stessa raccolta):

UN’ALTRA PRIMAVERA

Nella bocca dorata di un fiore

il nero odore della terra in primavera.

non più teschi sui nostri tavoli

.

Ma l’insinuante

prova della morte – come se avessimo bisogno

di nuovi modi di morire? No,

.

non abbiamo bisogno

di nuovi modi di morire.

La morte in noi continua

.

a mettere alla prova lo sfrenato

rischio di vivere,

così come Adamo lo arrischiò.

.

Bocca dorata, il sorriso obliquo

della luna verso ovest

è alla finestra nera,

.

Calavera di Primavera.

Mi fraintendete?

Sto parlando di vivere

.

di muoversi da un attimo verso

il seguente, e verso quello

che viene dopo, respirando,

.

morte nell’aria di primavera, sapendo che

aria vuol dire anche

musica a cui cantare.

 



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Responses

  1. […] si potrebbe cominciare dai fiori di Kerouac? Come tradusse Fernanda Pivano, Guardai i fiori della siepe: uno era caduto: un altro era appena sbocciato: nessuno dei due era […]

  2. […] terzo movimento di questo quarto quartetto, un sobbalzone, ricompaiono loro, i fiori della siepe di Kerouak, quella parabola della diversità nella somiglianza, quel both sviscerato da Ali Smith, insomma […]


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