Pubblicato da: miclischi | 21 luglio 2009

Jonathan Littel come Glenn Gould?

Jonathan_LittellLa notizia non ha avuto poi tanto risalto. Ne ha parlato il supplemento domenicale del Sole 24 Ore domenica 19 luglio 2009, ma sul sito dell’ANSA una ricerca su “Jonathan Littel” o anche semplicemente su “Littel” produce un risultato che potrebbe suonare, come direbbe il celebre Hosmannus “Nescio quid sit”.

Ecco il fatto: lo scrittore Jonathan Littel, statunitense di nascita, francese di adozione, ma che abita in Catalogna, ha vinto con il suo lavoro The Kindly Ones il Premio Atene 2009 per la letteratura. Però ha deciso di non ritirare il premio.

Forse la notizia non ha avuto tanto risalto prima di tutto perché “alla fine questo chi è”? Poi forse perché uno scrittore che rifiuta di ritirare un premio letterario si presenta a primo acchito con un approccio spocchioso che suscita diffidenza, forse anche ribrezzo. Fatto sta che, pur non conoscendo questo autore, la lucidissima e alla fine umile lettera con cui ha annunciato alla giuria del Premio Athens 2009 la sua decisione di non ritirare il riconoscimento fa venire voglia di esplorarlo. Ecco un passaggio significativo della sua lettera:

It has always been my view that literature is a very private matter now, and that what takes place between a writer and his work belongs to a sphere utterly separate from the interaction of that work with those who read it, comment it, praise it or damn it. Privacy, for me, is a fundamental condition of creation, of work. It was so before my book was published, and must remain so now. It is in this spirit that I express my hope that my inability to join you today will be taken for what it is, an expression of our common love for literature.

Il testo integrale della lettera si trova qui.

gouldFa un po’ venire in mente Glenn Gould, questa attenzione maniacale per l’intimità del processo creativo, quella stessa esigenza che alla fine spinse Gould a ritirarsi dalle esibizioni pubbliche per rinchiudersi in sofisticati studi di registrazione, lontano dal fastidioso e contaminante contatto con il pubblico.

Si vedrà magari di leggere qualcosa di Littel.

Per la cronaca 1: la recensione del libro in questione pubblicata dal New Yorker si trova qui.

Per la cronaca 2: per farsi un’idea dei libri di Littel pubblicati in Italia, vedasi il sito ibs.

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