Pubblicato da: miclischi | 14 luglio 2009

Un manuale fotografico del 1922

kodak 1920s

Una Kodak del 1920

Chissà quali strumenti aveva a disposizione un dilettante negli anni ’20 del Novecento che si avvicinasse alla fotografia, divenuta quasi alla portata di tutti grazie alle pellicole che andavano progressivamente sostituendo le lastre. A chi desidera avvicinarsi oggi alla fotografia non mancano di certo gli strumenti per farsi un’idea. Anche senza scomodare Internet o i corsi di fotografia che si trovano a dozzine in edicola, basti pensare ai manuali di cui abbondano gli scaffali di tutte le librerie.

O meglio: la maggior parte di quanti si avvicinano oggi alla fotografia forse non sentono il bisogno di leggere proprio nessun manuale (forse solo quello della macchina fotografica, o neanche quello) perché gli apparecchi “popolari” nascono oggi perché chi li usa debba solo scattare, senza pensare, senza sapere.

Comunque, a chi proviene dalla fotografia argentica e manuale piace pensare. Anzi, l’atto di scattare una foto è proprio il risultato di un pensiero. E quel pensiero è necessariamente fatto anche di nozioni tecniche, calcoli, conoscenza della macchina e dell’obiettivo, eccetera.

Dunque un tempo si doveva sapere qualcosa, e quindi era necessario studiare un manuale.

il logo Kessinger Publishing

il logo Kessinger Publishing

Già i manuali fotografici degli anni ’50 e ’60 sono un ricco godimento (non fosse altro che per l’abbigliamento e le acconciature dei soggetti raffigurati nelle foto d’esempio); ma spingendosi ancora più indietro si trova materiale ancor più interessante.  Grazie alla meritoria opera della casa editrice statunitense Kessinger Publishing si possono ritrovare i reprint di alcuni manuali di fotografia degli anni 20, e anche della fine dell’Ottocento. Questa casa editrice, infatti, si dedica proprio alla ricerca, scansione e ristampa digitale di libri rari e antichi, di cui presenta su Internet un ricco catalogo.

IMG_4436Nonostante il libretto sia pieno zeppo di diagrammi, spiegazioni ottiche e fisiche, descrizioni dei diversi tipi di otturatori, eccetera, la brevissima introduzione si conclude così: Abbiamo dato particolare risalto al sistema fotografico Kodak perché il tempo ha dimostrato la sua supremazia nel fornire buoni risultati nel modo più semplice. Forse, davvero, prima dell’avvento delle macchinette portatili (pur sempre a scatola o a soffietto) con cui la Kodak fece esplodere la fotografia popolare, questa attività era davvero riservata agli “scienziati”!

Una lettura molto piacevole e illuminante; infatti,  tramite le istruzioni fornite ai “fotografi dilettanti” si percepisce un pezzo importante della storia della fotografia e ci si affaccia sul contesto sociale dell’America di quasi cento anni fa.

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Anni '50 e '60

Il manualetto How To Make Good Pictures: A Book For The Amateur Photographer era stato pubblicato dalla Eastman Kodak Company nel 1922 (dodicesima edizione) e viene riproposto dalla Kessinger in un’edizione che mantiene anche il grigino sbiadito della stampa di un tempo. Si trova agevolmente anche qui, nella sezione Books di IBS.

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