Pubblicato da: miclischi | 30 giugno 2009

Una Nona di Beethoven poco esplosiva, però che gioia!

coro in san francescoViva le orchestre e i cori di non professionisti! Assistere a un concerto eseguito da un’orchestra universitaria e da un coro universitario allarga il cuore. La passione… si sente!

Il secondo oboe

Il secondo oboe

Lunedì 29 giugno 2009, concerto alla chiesa di San Francesco a Pisa (gremitissima e torrida); programma: la nona sinfonia di Beethoven. In occasione del decimo concerto annuale del Coro dell’Università di Pisa, è stata invitata l’Orchestra dell’Università Karlova di Praga, col suo direttore Haig Utidjian. Esecuzione “scolastica” della nona, con pochi acuti e, soprattutto, senza le necessarie esplosioni musicali nei primi due movimenti.  Ci vuole un po’ di tempo perché l’orchestra si scaldi e raggiunga un buon amalgama. Questo succede verso la fine del primo movimento.

Il M° Utidjian dopo il concerto

Il M° Utidjian dopo il concerto

Lo scherzo, però, inizia in modo un po’ poco scherzoso; ma di nuovo nella ripresa l’orchestra sembra ritrovarsi un po’. Sempre, però, con una tendenza a un appiattimento (complice l’acustica discutibile della chiesa) che snatura questi due movimenti. Nel terzo (adagio molto e cantabile) l’orchestra ceca dà il meglio, forse proprio perché si trova a proprio agio in questo ambiente musicale di medio impasto senza troppi imprevisti o scossoni.

All’inizio del quarto e ultimo movimento sale in scena il coro per l’Inno alla gioia. E qui tutto cambia. Nonostante le pochissime occasioni di provare con il nuovo maestro e la nuova orchestra, ne viene fuori un figurone. Anche il maestro Utidjian si entusiasma, e manda baci al coro; il suo divertimento aumenta, e ne beneficia anche l’orchestra, trascinata con più entusiasmo verso il finale. Uno spettacolo alla fine molto coinvolgente.

Il Primo Corno

Il Primo Corno

Poco opportuna, poco coinvolgente, fuori luogo e da dimenticare, la prolusione iniziale di Carolyn Gianturco, dell’Università di Pisa. Sembrava interminabile, giacché, non fermandosi ai ringraziamenti di prammatica, si è inerpicata in un’analisi dei quattro movimenti della Sinfonia che non finiva più. All’inizio della descrizione di dettaglio di quel che succede nel quarto movimento, un gruppetto di coraggiosi esasperati la ha interrotta con applausi. Ripresasi, ha tentato di ricominciare, ma niente: di nuovo applausi. E così una terza volta. Stizzita e incapace di reagire con una battuta che smorzasse il clima, la Gianturco si è ritirata in buon ordine ed il concerto ha potuto finalmente incominciare.

Controfagotto

Controfagotto

Le parole della Gianturco erano tutt’altro che inutili, ma perché non inserire quell’analisi nel programma di sala? Così chi vuole se la legge… Oltretutto il pubblico era fatto sopratutto di parenti e amici dei coristi universitari – guarda lì la mi’ bimba… o come s’è tutta messa la mi’ nòra… o il mi’ cugino l’hai riconosciuto, con la gravatta? –  e il livello di analisi musicale della prolusione era forse un po’ fuori luogo.

Per finire, in questa serata piacevole e divertente, due parole sull’organico: non sarebbero stati preferibili quattro contrabbassi invece di quattro corni? Complice forse l’inesperienza e l’emozione dei più giovani, a volte entravano nello svolgersi del tessuto musicale con un fragore quasi wagneriano…

il coro dell'Università di Pisa

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Responses

  1. È stato un piacere leggere il tuo resoconto critico della serata.
    Ero lassù, fra i tenori a porgere la mia parte di passione al pubblico.
    Fino ad oggi oltre alle nostre (di noi coristi) critiche e autocritiche, non ho sentito altro che considerazioni tecniche sull’esibizione. È proprio l’idea dell’esibizione che a me pare un punto sbagliato di partenza poiché è solo una parte dell’intera RAPPRESENTAZIONE che la include e la offre insieme a tante altre cose…
    Una di queste cose, fortunatamente, vedo che ha raggiunto il pubblico: la passione.
    Una passione che, nei limiti della decenza, perdona qualche inesperienza o difetto di forma permettendo all’uditore di godere della vibrazione che non solo il suono trasmette.
    Antonio

  2. beh, che dire, grazie per averci lodati! mi creda è stata piuttosto dura, oltre che impegnativa, la preparazione di questo nostro decimo concerto annuale.. e francamente tutta quella gente non ce la aspettavamo e forse un pò ci ha intimoriti.. certo poteva andare molto meglio, ma alla fine l’applauso ci ha un pò rincuorati!


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